Riservata

Comune di: Pescolanciano (IS)

  • Indirizzo: Via Roma 65
  • C.A.P.: 86097
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 832103
  • E.mail: pescolanciano@libero.it
  • Pec: comunepescolanciano@pec.it
  • Internet: www.comune.pescolanciano.is.it
  • Nome Abbitanti: pescolancianesi
  • Santo Patrono: Sant'Anna - 26 luglio
  • Primo Cittadino: Sindaco Manolo Sacco
  • 41.677777777, lng: 14.33611111
  • Superficie: 34.73 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 819 mt
  • Abitanti: 878
  • Densità: 25.280,74 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094032
  • Codice catasto: G495
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:24:50
  • Sole Tramonta : 16:34:15
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I pescolancianesi presentano un indice di vecchiaia di poco superiore alla media e vivono concentrati nel capoluogo comunale che sorge su una collina dominata dal castello, lungo il tratturo Castel di Sangro-Lucera.

Il comune ha un'isola amministrativa, Castagna, compresa tra i comuni di Pietrabbondante, Chiauci e Civitanova del Sannio.

Le abitazioni del centro sono disposte in fila lungo l'asse viario principale, con un ordine urbanistico sconosciuto a molti altri borghi medievali; molte hanno subito interventi di restauro che non ne hanno tuttavia  nascosto la struttura originaria.

Il territorio comunale è di tipo alto-collinare e presenta un profilo abbastanza dolce, con quote comprese tra gli 800 e i 1359 metri di monte Totila, al confine con il comune di Sessano del Molise.

Il paesaggio alterna aree pianeggianti e morbidi rilievi collinari, prati adatti al pascolo e vegetazione boschiva di cerro e conifere.

A Collemeluccio è stato impiantato uno dei due nuclei di una riserva naturale inserita nel progetto MaB; la riserva, che conta la presenza di numerosi, rarissimi esemplari di abete bianco, è l'unica del genere in Italia.

Lo stemma riproduce un masso (pesculum) ed una lancia, ad evidente richiamo del toponimo.

 

Localizzazione

E' servita da una rete stradale piuttosto articolata: la statale 651 di Pescolanciano la collega alla statale 86 Istonia verso Carovilli; strade provinciali consentono di raggiungere Chiauci, Civitanova del Sannio, Pietrabbondante e Frosolone.

Dal 1982 a questo sistema viario si è aggiunta la statale 650 Fondo valle Trigno, che corre ad appena un chilometro dall'abitato permettendo collegamenti rapidi e sempre agevoli con Sessano del Molise, con il capoluogo di provincia e con il litorale adriatico.

L'Autostrada del Sole A1 si imbocca ai caselli di San Vittore, verso Roma, posto a 54 chilometri, e Caianello, verso Napoli, distante 60 chilometri.

  Dalla stazione ferroviaria, posta lungo la linea Carpinone-Sulmona, partiva una linea, costruita nel 1915, che raggiungeva Agnone; distrutta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, la linea non fu mai più riattivata.

Il porto e l'aeroporto di riferimento si trovano rispettivamente a 125 e 120 chilometri, ma è utilizzato anche l'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, distante 220 chilometri.

Isernia è il centro di riferimento per accedere ai servizi che mancano sul posto.

 

Storia

Le origini della comunità vanno fatte risalire probabilmente all'anno mille, quando il toponimo era Pesculum Lanzanum; "Pesculum" sta ad indicare una roccia o una grossa pietra e probabilmente si riferisce alla roccia su cui sorge il castello e attorno alla quale si è sviluppato il borgo.

La prima famiglia feudale, secondo quanto riportato dai documenti dell'epoca, fu quella dei De Calvellis, ma è certo che nel 1224 fu un tale Ruggiero di Pescolanciano a detenere il feudo.

Verso la metà di quello stesso secolo la proprietà passò ai d'Evoli di Castropignano cui succedettero la famiglia di Andrea d'Isernia, i duchi di Montagano, i Carafa fino alla metà del Quattrocento; poi gli Spinelli di Venafro e di nuovo i d'Evoli fino alla fine del XVI secolo, quando ad assumere la signoria fu la facoltosa famiglia napoletana dei D'Alessandro, che detenne il castello fino al termine dell'epoca feudale.

Con le riforme del 1799 fu inserita nel dipartimemnto del Sangro, cantone di Agnone; otto anni più tardi passò al distretto d'Isernia, governo di Vastogirardi, e nel 1811 fu aggregata al circondario di Carovilli.

Il castello fu costruito probabilmente tra il 1000 e il 1100 ma è ricordato per la prima volta nel 1224.

Posto su una roccia, con ponte levatoio che lo collega all'abitato, ha pianta esagonale irregolare; l'ottimo stato di conservazione si deve in parte anche ai restauri del 1691 e 1755, quando nei sotterranei venne impiantata una fabbrica di ceramiche che divenne succursale di quella di Capodimonte a Napoli; l'ultimo intervento risale al 1848.

Nel campo dell'architettura religiosa spicca la chiesa parrocchiale di S.

Salvatore, antichissima, più volte rimaneggiata.

 

Economia

Oltre agli uffici municipali e postali, il comune ospita una stazione dei carabinieri ed una del corpo forestale dello Stato.

Nelle strutture scolastiche locali è possibile frequentare tutte le classi dell'obbligo; meno articolato il complesso dei servizi socio-sanitari, limitato ad una farmacia e all'ambulatorio comunale.

Non vi sono impianti sportivi di rilievo mentre non mancano strutture ricettive per la ristorazione ed il soggiorno; funziona una biblioteca comunale.

Nel quadro delle attività economiche prevalgono ancora l'agricoltura e la zootecnia: la coltivazione di patate, foraggio e cereali e l'allevamento di bovini, ovini e suini danno alimento ad una modesta industria di trasformazione, molitoria e casearia.

Le altre attività investono i campi dell'impiantistica termoidraulica, del tessile e delle lavorazioni del legno, del marmo e del ferro.

La manodopera in eccesso si riversa principalmente sul capoluogo di provincia e nell'agglomerato industriale di Pozzilli.

 

Relazioni

Non si tratta certo di una importante meta turistica, pur avendo attrattive paesaggistiche di indubbio valore.

Il rientro degli emigrati in estate vivacizza la vita, normalmente lenta e un po' monotona, della comunità.

La festa patronale di Sant'Anna si celebra il 26 luglio, con la sfilata dei "manuocchi" (covoni di grano addobbati).

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