Riservata

Comune di: Pettoranello del Molise (IS)

  • Indirizzo: Piazza Marconi 30
  • C.A.P.: 86090
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 58104
  • E.mail: anagrafe.pettoranello@tin.it
  • Pec: comune.pettoranello.is@pec.it
  • Internet: www.comune.pettoranellodelmolise.is.it
  • Nome Abbitanti: pettoranellesi
  • Santo Patrono: San Sebastiano - 20 gennaio
  • Primo Cittadino: Sindaco Andrea Nini
  • 41.572777777, lng: 14.277499999
  • Superficie: 15.58 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 737 mt
  • Abitanti: 459
  • Densità: 29.460,85 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094034
  • Codice catasto: G523
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:49
  • Sole Tramonta : 16:33:48
  • Distanza da

Descrizione

Piccola comunità agricola ed industriale di origine medievale.

I pettoranesi, che presentano un indice di vecchiaia di poco superiore ai valori medi, abitano prevalentemente nel capoluogo comunale, posto su un'altura da cui si dominano il nucleo di Fonte Sant'Angelo e la pianura di Pantaniello, che ospita l'agglomerato industriale.

Il territorio comunale, classificato montano, ha un profilo vario, che comprende la piana attraversata dal fiume Carpino ed i rilievi che la chiudono ma senza brusche variazioni altimetriche.

A sud sono visibili i primi contrafforti del Matese.

Il centro abitato, raccolto attorno alla piazza antistante la chiesa parrocchiale, è composto da abitazioni prevalentemente a due piani, dalla struttura caratteristica dei centri rurali ma in ottimo stato di manutenzione.

Non si registra finora un'espansione edilizia di tipo residenziale; nella pianura a nord di Pantaniello, invece, negli ultimi anni la proliferazione dei capannoni industriali ha mutato il volto dei luoghi.

Lo stemma azzurro, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura l'iniziale del toponimo in oro.

 

Localizzazione

La principale arteria stradale è la statale 17 Appulo-Sannitica, uno degli assi viari più importanti della regione; da questa si dirama la strada che raggiunge l'abitato.

L'Autostrada del Sole A1 si imbocca ai caselli di San Vittore, distante 48 chilometri, verso Roma, e di Caianello, a 54 chilometri, verso Napoli.

A cinque chilometri dall'abitato c'è la stazione ferroviaria, posta lungo la linea Campobasso-Vairano; il porto e l'aeroporto di riferimento si trovano rispettivamente a 119 e 114 chilometri, ma per i voli intercontinentali bisogna recarsi presso lo scalo "L.

da Vinci" di Roma-Fiumicino, distante 214 km.

Isernia, centro di gravitazione per il commercio, i servizi e le incombenze di tipo burocratico-amministrativo, si raggiunge in pochi minuti; il comune è invece esso stesso polo di attrazione della manodopera per molti centri vicini grazie al suo sviluppato agglomerato industriale.

 

Storia

Le origini della comunità non sono ancora datate con certezza, sebbene la collocazione geografica ed il ritrovamento di alcune tombe di presunta origine sannitica facciano ritenere probabile la presenza di un insediamento in epoca antichissima; notizie certe risalgono invece al XII secolo, quando il feudo di Pectoranum fu concesso dagli angioini a Goffredo di Faenza.

Nei cinque secoli successivi si alternarono nella signoria i Capuano, i Sanfromondo, i Cantelmo, i Caldora a partire dall'inizio del XV secolo, i Cicinello che la cedettero ai d'Afflitto nel 1531 ed i Caracciolo Pisquizi, Principi d'Avigliano, ultima famiglia che detenne il feudo dal Seicento all'eversione della feudalità.

Nel 1807 il comune fu aggregato al distretto e governo di Isernia; passò al circondario di Monteroduni nel 1811 e con Regio Decreto 11 agosto 1815 fu trasferito al circondario di Carpinone.

La cronaca locale ricorda i disastrosi effetti del terremoto del 1805, l'epidemia di colera che causò 108 morti nel 1862 e soprattutto la clamorosa disfatta dell'esercito garibaldino nella sanguinosa battaglia cui dettero un contributo determinante i contadini locali.

Il toponimo Pectoranum si è evoluto in Pettorano e finalmente, nel 1936, nell'attuale; il comune è autonomo dal 1937, quando si è staccato da quello di Isernia cui era stato aggregato nel 1928.

La chiesa parrocchiale dedicata all'Assunta risale alla fine del Settecento e costituisce l'unica testimonianza architettonica del passato di un certo rilievo, unitamente al castello ampiamente rimaneggiato.

Il comune ha rischiato lo spopolamento ed il totale abbandono a cavallo degli anni Cinquanta, quando un imponente flusso migratorio, prima verso gli Stati Uniti d'America e poi verso il Canada e l'Argentina, ne ha ridotto la popolazione di oltre la metà.

 

Economia

Ospita unicamente gli uffici municipali e quello postale.

Il sindaco è l'unica autorità di pubblica sicurezza, mancando persino la stazione dei carabinieri; vi sono soltanto scuole elementari e non si registra alcun tipo di struttura o servizio sanitario.

Non sorprende quindi la mancanza di strutture culturali, di impianti sportivi, di strutture ricettive di qualsiasi specie.

L'assenza di sportelli bancari potrebbe trarre in inganno circa la struttura produttiva del comune: l'intenso sviluppo industriale ha infatti trasformato questo centro agricolo in un polo capace di assorbire la manodopera anche dallo stesso capoluogo di provincia.

Sono sorti qui gli stabilimenti di aziende di rilievo internazionale operanti nel settore dell'abbigliamento; altre attività riguardano l'industria cartaria, metalmeccanica, alimentare dolciaria, edile.

Completano il quadro le imprese commerciali per la distribuzione all'ingrosso di alimentari e materiali da costruzione, una pellicceria ed un impianto per itticoltura.

 

Relazioni

Il comune è meta quasi esclusivamente di pendolarismo per motivi di lavoro; la distanza tra il borgo e la zona industriale fa sì che l'atmosfera tranquilla e raccolta dell'abitato non venga comunque in alcun modo influenzata da questi flussi di traffico.

La festa del Patrono, S.

Sebastiano, si celebra il 20 gennaio.

E' gemellata con la città di Princeton (New Jersey, USA).

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