Riservata

Comune di: Pietrabbondante (IS)

  • Indirizzo: Via Municipio 2
  • C.A.P.: 86085
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 76130
  • E.mail: municipio@pietrabbondante.com
  • Pec: pietrabbondante@pec.it
  • Internet: www.comune.pietrabbondante.is.it
  • Nome Abbitanti: pietrabbondantesi
  • Santo Patrono: San Vincenzo Ferreri - 5 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Giovanni Tesone
  • 41.746944444, lng: 14.385277777
  • Superficie: 27.44 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 1.027 mt
  • Abitanti: 826
  • Densità: 30.102,04 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094035
  • Codice catasto: G606
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:57
  • Sole Tramonta : 16:32:49
  • Distanza da

Descrizione

Comune montano, agricolo ed industriale, di origine medievale, con una spiccata connotazione turistica di recente valorizzazione.

I pietrabbondantesi sono caratterizzati da un indice di vecchiaia decisamente elevato e si distribuiscono nel capoluogo comunale e nelle località di Andolfi, Arco, Macere, Ortovecchio, Ragusa, Sant'Andrea, Troilo, Vigna La Corte.

Il territorio è montuoso, con abbondante vegetazione di cerri e conifere e campi adatti al pascolo; le quote si mantengono mediamente intorno ai 1.000 metri ma le variazioni altimetriche sono talora brusche.

Il centro urbano sorge a ridosso di imponenti massi rocciosi (le morge), che sono all'origine del toponimo; da questa barriera naturale l'abitato si siluppa verso sud-ovest con l'originaria tipologia costruttiva celata dagli interventi di restauro seguiti al terremoto del 1984.

Nella parte superiore dello stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, figurano in campo azzurro tre massi (le morge) sormontati da altrettante spighe di grano; nella parte centrale, bianca, sono poste le lettere B, N, T, E; la parte inferiore porta nel campo una superficie di acqua leggermente increspata.

E' quasi come un rebus, che significa che i pietrabbondantesi sono capaci di strappare raccolti abbondanti da una terra piena di sassi.   

Localizzazione

Una rete di strade provinciali collega l'abitato a Castelverrino, Agnone, Chiauci e Civitanova del Sannio, alla statale 86 Istonia e alla statale 650 Fondo valle Trigno.

L'Autostrada del Sole A1 si imbocca ai caselli di San Vittore, distante 66 chilometri, verso Roma, e di Caianello, distante 72, per Napoli.

La stazione ferroviaria più vicina è a 12 chilometri, lungo la linea Carpinone-Sulmona, mentre il porto e l'aeroporto più utilizzati si trovano rispettivamente a 137 e 132 km.

La popolazione si rivolge tuttavia anche all'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, posto a 232 km.

I centri di riferimento sono Agnone e Isernia.

 

Storia

All'inizio dell'Ottocento è stata fatta una scoperta archeologica di eccezionale valore scientifico: gli scavi hanno accertato che la zona era teatro di un importante insediamento sannitico, forse una città che due diverse interpretazioni storiche hanno individuato rispettivamente in Bovianum Vetus e in Aquilonia.

Il comune attuale è invece di origine longobarda (IX-X sec.

): nel 957 è indicato come capoluogo di contea del ducato di Benevento; in età angioina fa parte del giustizierato di Chieti.

Nel 1271 Carlo I d'Angiò concede il feudo ai de Cronay dai quali prende avvio una lunghissima successione di signorie feudali tra le quali spiccano quelle dei Carafa, dei Caracciolo, dei Cantelmo, dei Carfagna e della famiglia d'Andrea; a succedersi sono poi i Mastrilli e i d'Alessandro che ne tengono il possesso fino alla fine dell'epoca feudale.

Viene inserita nel 1799 nel dipartimento del Sangro; nel 1807 passa al distretto di Vasto e nel 1811, nuovamente molisana, è aggregata al distretto di Isernia.

Il patrimonio storico di gran lunga più importante è costituito dal teatro e dal santuario italico, risalenti al periodo tra il IV ed il I sec.

a.

C.

Sono stati portati alla luce due templi, un teatro, resti di porticati e botteghe, iscrizioni osche, vasellame, statue, oggetti votivi.

La presenza sannita è poi confermata dalla necropoli ubicata tra monte Lamberti ed il monte Caraceno e dalle fortificazioni sullo stesso monte Caraceno e sul monte dei Corvi.

Le testimonianze storico-architettoniche più recenti si limitano alla chiesa parrocchiale dell'Assunta.

 

Economia

Oltre agli uffici municipali e postali, vi sono una stazione dei carabinieri ed un ufficio della Soprintendenza archeologica per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici del Molise.

In un piccolo museo sono state raccolte le suppellettili rinvenute nell'area archeologica.

Non ci sono impianti sportivi degni di nota ed il complesso delle strutture ricettive è limitato ad alcuni esercizi di ristorazione.

Nelle strutture scolastiche locali si frequentano tutte le classi dell'obbligo ed il sistema dei servizi socio-sanitari mette a disposizione una farmacia ed un ambulatorio che espleta il servizio di guardia medica.

Il quadro economico e produttivo denota una certa vivacità: l'agricoltura produce foraggio, cereali, patate, mais ed olive che danno luogo ad una modesta industria di trasformazione; ancora più sviluppato è l'allevamento di bovini, ovini, suini e conigli ed è abbastanza praticato lo sfruttamento delle risorse boschive.

L'industria è presente soprattutto nell'edilizia e nella produzione di manufatti e materiale da costruzione; ci sono poi attività di lavorazione del legno e dei metalli.

L'apporto del turismo, quasi esclusivamente estivo, comincia a dare frutti evidenti, tanto da costituire ormai una risorsa su cui fare affidamento.

 

Relazioni

La natura dei ritrovamenti nell'insediamento sannitico ha permesso uno sfruttamento assai appropriato: ogni anno, infatti, nel periodo estivo, viene organizzata una stagione teatrale utilizzando proprio l'area archeologica ed in particolare il teatro italico.

Le rappresentazioni, che impegnano le maggiori compagnie teatrali italiane, riscuotono un successo clamoroso: opportunamente promosse, richiamano infatti un pubblico vastissimo, che l'area degli scavi a stento riesce a contenere.

Si dimostrano così la fattibilità e soprattutto la redditività del turismo culturale.

La festa del Patrono, S.

Vincenzo Ferreri, che si celebra il 5 agosto.

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