Riservata

Comune di: Poggio Sannita (IS)

  • Indirizzo: Corso Umberto I 72
  • C.A.P.: 86086
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 770135
  • E.mail: info@comune.poggiosannita.is.it
  • Pec: comune.poggiosannita@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.poggiosannita.is.it
  • Nome Abbitanti: poggesi
  • Santo Patrono: San Prospero - 21 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Giuseppe Orlando
  • 41.777499999, lng: 14.413055555
  • Superficie: 25.74 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 705 mt
  • Abitanti: 764
  • Densità: 29.681,43 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094037
  • Codice catasto: B317
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:56
  • Sole Tramonta : 16:32:36
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I poggesi presentano uno degli indici di vecchiaia più alti dell'intera provincia e si distribuiscono in numerose località oltre che nel capoluogo comunale, disteso sul crinale di un colle da cui domina la valle del torrente Verrino, tributario del Trigno.

Nel nucleo di più antico insediamento conserva ancora abitazioni in pietra a vista murate a secco con tetti coperti da lastre di pietra; le costruzioni più moderne sono generalmente più alte, anche fino a quattro piani, e mostrano una maggiore regolarità.

Il territorio comunale presenta un profilo geometrico vario, con quote altimetriche comprese tra i 300 ed i 700 metri, più scosceso in prossimità del Verrino, più omogeneo verso il confine con l'Abruzzo; i rilievi sono coperti di vegetazione boschiva in cui predomina la quercia.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura un caccavo (sorta di pentolone) rosso in campo azzurro, sormontato da una cometa e da due stelle a otto raggi; una lista bifida reca la scritta "Samniticum caccabonense castellum", ad evidente richiamo dell'antico toponimo.

 

Localizzazione

E' posta lungo la provinciale che collega Agnone a Bagnoli del Trigno; attraverso quest'ultima si raggiunge poi il tracciato della statale 650 Fondo valle Trigno, la principale arteria stradale di questa parte della regione.

I caselli di San Vittore e Caianello, che immettono nell'Autostrada del Sole A1 rispettivamente verso Roma e Napoli, distano rispettivamente 85 e 91 chilometri; l'A14 Adriatica si imbocca al casello di Vasto sud, distante 66 km; la stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Carpinone-Sulmona, dista 35 chilometri.

Il porto e l'aeroporto di naturale riferimento si trovano a 156 e 151 km ma viene utilizzato anche l'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 251 km.

La qualità dei collegamenti, non eccellente, è migliorata solo di recente con l'apertura al traffico della statale 650.

Il centro di gravitazione più vicino per il commercio, i servizi ed i rapporti con alcune amministrazioni è Agnone, che dista solo una decina di chilometri.

 

Storia

Scavi archeologici dell'inizio dell'Ottocento hanno dimostrano che la zona è stata teatro di un insediamento sannitico; l'insediamento attuale invece è stato fondato presumibilmente nel IX secolo.

Il toponimo è frutto di una lunghissima evoluzione: in epoca medievale era Caconomen, poi Cacculum, Cacculoni nel Quattrocento, Cacumone nel Seicento e Caccavone il secolo successivo; la versione attuale risale al 1922.

Le prime notizie parlano dell'attribuzione del feudo ai duchi di Isernia nel X secolo; le terre appartennero poi alla contea di Molise e vi dominarono i de Giga di Castel del Giudice, i de Troyes, i de Sabran di Pescopennataro.

Nel 1382 il feudo appartenne ai Carafa, poi ai Carfagna nel 1515, ai de Raho nel 1532, ai de Santis nel 1632 ed infine ai Petra di Vastogirardi e ai d'Alessandro di Pescolanciano che vi esercitarono la loro signoria fino all'abolizione del regime feudale.

Le riforme del 1799 avevano aggregato il territorio al dipartimento del Sangro, cantone di Agnone; nel 1807 passa al distretto di Isernia, governo di Vastogirardi, per essere poi trasferito ancora nel circondario di Agnone.

I reperti archeologici consistono in parti di colonne, fregi ed iscrizioni osche e probabilmente il radicale cambiamento del toponimo si deve proprio agli scavi che hanno fornito la prova della presenza sannita nella zona; nel campo dell'architettura l'unica opera monumentale è rappresentata dalla chiesa parrocchiale di Santa Vittoria.

 

Economia

La mappa degli uffici è costituita da quelli municipali e postali; mancano organi di pubblica sicurezza, strutture culturali ed impianti sportivi di rilievo.

Si possono invece frequentare le scuole dell'obbligo nelle strutture locali e la frequenza degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado non pone grossi problemi grazie alla vicinanza di Agnone; la medesima situazione si riscontra nel campo dei servizi socio-sanitari, che offrono una farmacia ed un ambulatorio che espleta il servizio di guardia medica.

C'è un solo ristorante, mancano invece strutture ricettive per il soggiorno.

L'analisi del quadro economico parte dal dato relativo ai depositi bancari, inferiore ai valori medi nazionali; in effetti l'agricoltura continua ad avere un ruolo rilevante nel panorama delle attività: si producono cereali, foraggi, frutta alle quote che lo consentono ed olive, che danno origine all'industria alimentare con frantoi oleari.

L'industria, benché poco sviluppata, è comunque presente nei settori edile e dell'abbigliamento mentre l'artigianato è rivolto soprattutto alla lavorazione del legno e alla meccanica.

Il terziario non è sviluppato, a causa della vicinanza di Agnone con la sua rete commerciale e di servizi che assorbe anche una certa quota della manodopera in esubero.

 

Relazioni

Le risorse paesaggistiche trovano estimatori soprattutto in estate, quando le presenze aumentano per il rientro degli emigrati, come accade in molti comuni dell'Alto Molise.

Una delle principali occasioni di partecipazione alla vita non solo religiosa della comunità è costituita dalla festa del Patrono, S.

Prospero, celebrata l'ultima domenica di agosto.

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