Riservata

Comune di: Roccamandolfi (IS)

  • Indirizzo: Via Salita Municipio 1
  • C.A.P.: 86098
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 816133
  • E.mail: comuneroccamandolfi@tiscali.it
  • Pec: comuneroccamandolfi@postecert.it
  • Internet: www.comune.roccamandolfi.is.it
  • Nome Abbitanti: roccolani
  • Santo Patrono: San Giacomo Martire - 25 luglio
  • Primo Cittadino: Sindaco Giacomo Lombardi
  • 41.493333333, lng: 14.349444444
  • Superficie: 53.67 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 850 mt
  • Abitanti: 987
  • Densità: 18.390,16 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094040
  • Codice catasto: H420
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:29:32
  • Sole Tramonta : 20:40:23
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano, formato da un nucleo di origine medievale, cui si aggiungono piccoli insediamenti minori.

I roccolani hanno un indice di vecchiaia di poco superiore alla media.

Il territorio ha un profilo tipicamente montano, vario, piuttosto aspro, ed è solcato dal torrente Callora le cui acque alimentano il bacino del Biferno.

Il paesaggio è dominato dai monti del massiccio del Matese, tra cui Monte Miletto, la cima più elevata della catena, con i suoi 2.050 metri.

Il capoluogo comunale sorge lungo le pendici di una rupe scoscesa e conserva un aspetto rurale.

Lo stemma raffigura una torre su un monte a cinque cime, ad evidente riferimento dell'antico maniero.

 

Localizzazione

Posta sul versante settentrionale del Matese, è raggiunta da un'unica strada che si dirama dal tracciato della statale 17 Appulo-Sannitica in corrispondenza di Cantalupo nel Sannio, ad otto chilometri di distanza.

L'Autostrada del Sole A1 è accessibile attraverso i caselli di San Vittore, a 65 chilometri, in direzione di Roma, e Caianello, a 71 chilometri, verso Napoli; il porto e l'aeroporto di naturale riferimento si trovano rispettivamente a 136 e 131 chilometri di distanza ma vengono utilizzati anche l'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, posto a 231 km, e i porti di Civitavecchia (a 285 km), Pescara (a 186 km) e Bari (a 260 km).

Per raggiungere la stazione più vicina, posta lungo la linea Campobasso-Vairano, si percorrono otto chilometri.

I collegamenti con le principali direttrici di traffico non presentano soverchie difficoltà tranne in inverno, quando la circolazione è occasionalmente ostacolata dalla neve che ricopre i pendii matesini.

Le necessità legate al commercio, ai servizi ed ai rapporti con la pubblica amministrazione che non possono essere soddisfatti sul posto trovano in Boiano (CB) ed Isernia i principali punti di riferimento.

 

Storia

L'insediamento attuale risale al periodo longobardo; documenti del XII secolo ne fanno menzione attribuendogli il toponimo di Rocca Magenula, evolutosi poi in Rocca Maginulfo, Rocca Raginulfa, Rocca Minolfa, Rocca Manolfa, Rocca Ginolfi, e finalmente nell'attuale a partire dal 1737.

Dalla fine del XIII secolo si succedono nel controllo del feudo le famiglie dei Tarascona e dei d'Evoli, cui succedono all'inizio del Trecento gli Artus, o Artois; da questi i diritti vengono trasferiti alla famiglia dei Roccafoglia.

Intorno alla metà del secolo successivo il feudo fu dei Gaetani, poi dei Cennamo e dei Perez; nel 1543 fu ceduto ai Riccio e da questi ai conti d'Afflitto di Trivento che lo trasferirono ai Pignatelli, ultimi proprietari feudali.

Nel 1799 il comune fu compreso nel dipartimento del Sangro; nel 1807 passò al distretto di Isernia; nel 1811 fu trasferito nel circondario di Castelpetroso e nel 1816 in quello di Cantalupo nel Sannio.

Patria di numerosi briganti e capi di bande criminali (Sabatino Maligno, Domenicangelo Cicchino e sua sorella Maria, Pietro di Marco), nell'Ottocento fu teatro delle loro scorrerie e violenze e di qualche modesto tentativo di reazione filoborbonica contro le camicie rosse di Garibaldi.

A brevissima distanza dall'abitato sorgono i ruderi del castello longobardo, fondato nel IX secolo secondo alcune interpretazioni, ma sicuramente teatro dello scontro che ebbe luogo nel 1196 tra il conte Ruggiero della Mandra e l'esercito svevo di Arrigo VI.

Di forma quadrangolare con mura scarpate e torri cilindriche, era stato costruito in posizione inespugnabile a strapiombo sulle rocce del Matese e la sua presenza dovette turbare non poco i sovrani svevi ed angioini se Federico II nel 1221 e Carlo I d'Angiò nel 1270 ne ordinarono la distruzione; il primo, in particolare, riuscì ad impadronirsi della fortezza solo dopo un lungo assedio.

 

Economia

Nella essenziale cornice dei servizi e degli uffici pubblici si segnala, oltre agli uffici municipali e postali, una stazione del corpo forestale dello Stato.

Non ci sono servizi culturali o strutture atte alla diffusione della cultura né impianti sportivi degni di nota; ci sono invece strutture ricettive per la ristorazione ed il soggiorno e nelle strutture scolastiche locali si possono frequentare tutte le classi dell'obbligo.

Il servizio sanitario offre una farmacia ed un ambulatorio della Usl.

Il sistema economico e produttivo vede ancora in primo piano le attività tradizionali (coltivazione di frumento, foraggio, patate ed uva) nonchè la zootecnia, che danno origine all'industria di trasformazione alimentare casearia e molitoria.

L'industria è presente nel settore dell'edilizia e genera un indotto nei servizi (movimento terra) e nelle attività artigianali, in parte legate all'impiantistica civile ed in parte alla lavorazione del legno e del ferro.

Altre attività riguardano i trasporti e le officine meccaniche.

 

Relazioni

La zona è meta di turismo venatorio ed è conosciuta e frequentata dai cercatori di funghi; per il resto le relazioni esterne hanno origine soprattutto nei rapporti di tipo economico: la limitatezza del quadro produttivo, infatti, obbliga parte della popolazione al pendolarismo per motivi di lavoro.

La festa del Patrono, S.

Giacomo Maggiore, ha luogo  il 25 luglio.

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