Riservata

Comune di: Rocchetta a Volturno (IS)

  • Indirizzo: Piazza San Domenico 5
  • C.A.P.: 86070
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 955200
  • E.mail: comune.rocchetta@virgilio.it
  • Pec: sindaco@pec.rocchettaavolturno.eu
  • Internet: www.comune.rocchettaavolturno.is.it
  • Nome Abbitanti: rocchettani
  • Santo Patrono: San Vincenzo - Prima domenica maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Teodoro Santilli
  • 41.622499999, lng: 14.087777777
  • Superficie: 23.34 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 540 mt
  • Abitanti: 1.064
  • Densità: 45,59 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094042
  • Codice catasto: H458
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:06
  • Sole Tramonta : 18:14:35
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I rocchettani, caratterizzati da un indice di vecchiaia di poco superiore ai valori medi, si distribuiscono anche nelle località di Castelnuovo al Volturno e Rocchetta Alta, cui si aggiungono l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, oggetto di contestazione col comune di Castel San Vincenzo.

Il territorio comunale presenta un profilo montano, aspro lungo le pendici delle Mainarde che incombono sull'abitato, ed ospita le sorgenti del fiume Volturno.

Il borgo montano di Castelnuovo al Volturno presenta profonde diversità socio-culturali rispetto al capoluogo comunale.

 

Localizzazione

Il comune si trova nell'alta valle del Volturno ed è raggiungibile percorrendo la statale 158.

All'Autostrada del Sole A1 si accede attraverso i caselli di San Vittore, verso Roma, posto a 47 chilometri, e di Caianello, distante 53 chilometri, in direzione di Napoli; il porto e l'aeroporto più vicini distano 118 e 113 km ma si utilizzano anche l'aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino, a 213 km, e i porti di Civitavecchia (a 267 km), Pescara (a 145 km) e Bari (a 293 km).

Non ci sono collegamenti ferroviari e per raggiungere la stazione più vicina, posta lungo la linea Campobasso-Vairano, è necessario percorrere ben 26 chilometri.

Il collegamento con le principali direttrici di traffico è più che agevole e quasi mai disturbato dalle condizioni meteorologiche.

I maggiori centri di gravitazione per il commercio, i servizi ed i rapporti con la pubblica amministrazione sono Venafro e Isernia.

 

Storia

Secondo la tradizione popolare, il primo abitato si chiamava Bactària e sorgeva poco più a sud dell'attuale, edificato dopo che il nucleo originario fu distrutto dai saraceni nel IX secolo.

Come gli altri centri della valle del Volturno, anche questo deve comunque le sue origini alla colonizzazione operata dall'Abbazia di San Vincenzo al Volturno: è infatti accertato che la comunità attuale sorse sui terreni di proprietà abbaziale nel 1142 e che i monaci vi esercitarono i diritti fino a tutto il XIV secolo.

Nel 1415 ne risultano proprietari i d'Evoli di Castropignano, che ne furono spogliati dai Caldora, a loro volta estromessi con la forza dai Pandone di Venafro alla metà del XV secolo.

Per alienazioni e successioni ereditarie il feudo pervenne ai Quadrara di Sulmona, ai Petra di Vastogirardi, ai De Matteis verso la metà del Seicento e ai Dattilo nel 1717.

Da questi i diritti furono trasferiti ai duchi di Castellone ed infine ai Battiloro, ultima casata a detenere il feudo prima dell'eversione della faudalità.

Nel patrimonio storico ed architettonico figurano i resti dell'acquedotto venafrano di origine romana, del periodo augusteo; l'autentico gioiello è però l'Abbazia di San Vincenzo, comune denominatore storico per le comunità valligiane: distrutta dai saraceni nel IX secolo, fu più volte danneggiata da eventi sismici l'ultimo dei quali, devastante, nel XIV secolo.

Oggi si possono ammirare la chiesa abbaziale, di origine trecentesca ma ristrutturata negli anni 50; una sequenza di archi del Settecento; la chiesetta di S.

Lorenzo in Insula del IX secolo ed il palazzo abbaziale cinquecentesco.

Scavi archeologici condotti nel territorio hanno portato alla luce resti di tombe sannitiche.

 

Economia

Oltre agli uffici municipali e a quello postale la mappa dei servizi pubblici non comprende molto altro: non ci sono strutture culturali o ricreative, impianti sportivi, strutture ricettive per il soggiorno; il sistema dei servizi socio-sanitari offre una farmacia ed un centro di recupero psichiatrico.

Gli automobilisti possono contare sul soccorso stradale; ci sono solo le scuole dell'obbligo, il che costringe gli studenti a riversarsi nei centri vicini alimentando il fenomeno del pendolarismo che già interessa i lavoratori.

L'economia locale, infatti, non è solida nè sviluppata: le attività più praticate sono ancora la coltivazione dell'olivo e dei cereali, l'allevamento e lo sfruttamento dei boschi; l'industria è presente nel settore dell'edilizia e della carpenteria metallica con piccole imprese.

Un sostegno all'occupazione viene anche dalle centrali idroelettriche che sfruttano il bacino artificiale del lago di Castel San Vincenzo.

Altre attività riguardano l'itticoltura ed il terziario, costituito dalla modesta rete commerciale e dai servizi.

 

Relazioni

L'apertura della s.

s.

652 che collega la valle del Volturno a quella del Sangro ha ridotto l'impatto del traffico che impegnava il vecchio tracciato della statale 158; attualmente il comune è interessato da un turismo di tipo culturale, per la presenza dell'abbazia, e frequentato dagli amanti della montagna che scelgono le cime delle Mainarde e le faggete di Monte Marrone per escursioni nei fine settimana.

L'inserimento nell'area del Parco Nazionale d'Abruzzo aveva inteso aprire nuove prospettive per la valorizzazione turistica ma non tutta la popolazione sembra condividerlo; la gastronomia locale offre curiose specialità come la pecora al "cuttùr" (pentolone), le lumache con le cicorie delle Mainarde e la pasta agli orapi, erba selvatica di montagna.

Il Patrono, Sant' Antonio, si festeggia il 13 giugno.

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