Riservata

Comune di: Sant'Agapito (IS)

  • Indirizzo: Via Roma 47
  • C.A.P.: 86070
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 427040
  • E.mail: sindaco@comune.sant-agapito.is.it
  • Pec: sindaco.santagapito@pec.it
  • Internet: www.comune.sant-agapito.is.it
  • Nome Abbitanti: santagapitesi
  • Santo Patrono: Sant'Agapito - 18 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Giuseppe Di Pilla
  • 41.54361111, lng: 14.222777777
  • Superficie: 15.93 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 547 mt
  • Abitanti: 1.387
  • Densità: 87,07 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094044
  • Codice catasto: I189
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:30:11
  • Sole Tramonta : 20:41:10
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I santagapitesi presentano un indice di vecchiaia appena superiore ai valori medi ed abitano nel capoluogo comunale e nelle località intorno allo scalo ferroviario: Colannoni, Coriemano, Pietradonata, Temennotte.

Il territorio comunale, caratterizzato da un profilo collinare con l'olivo e la quercia che ricoprono i rilievi dai pendii omogenei e costanti, è attraversato dal corso del torrente Lorda, affluente del Volturno; il centro abitato sorge su un colle ed ha conservato le caratteristiche urbanistiche originarie, pur essendo stato interessato negli ultimi anni da un vistoso processo di espansione edilizia di tipo residenziale, con la costruzione di fabbricati prevalentemente unifamiliari, di foggia moderna ed abbastanza elegante e dimensioni relativamente contenute.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presiente della Repubblica, raffigura Sant'Agapito in campo d'oro, con la palma del martirio in mano.

 

Localizzazione

Posta tra i primi contrafforti settentrionali del Matese e la piana di Macchia d'Isernia, è raggiunta da una strada che parte dalla s.

s.

85 Venafrana e si ferma in corrispondenza dell'abitato; una bretella la collega alla strada per Longano e Castelpizzuto.

L'Autostrada del Sole A1 si imbocca ai caselli di San Vittore, a 40 chilometri, in direzione di Roma, e di Caianello, a 46 chilometri, verso Napoli; è servita da una stazione ferroviaria distante quattro chilometri dal centro, sulla linea Campobasso-Vairano.

Il porto e l'aeroporto distano 111 e 106 km ma si utilizzano anche l'aeroporto di Roma/Fiumicino, distante 206 km, ed i porti di Civitavecchia (a 260 km), Pescara (a 171 km) e Bari (a 278 km).

Buoni i collegamenti con le principali direttrici di traffico: le strade sono tutte facilmente percorribili e non risultano praticamente mai ostacolate dall'inclemenza del tempo.

Per il commercio, i servizi ed i rapporti con la pubblica amministrazione il centro di gravitazione è rappresentato dal capoluogo di provincia, raggiungibile in pochi minuti.

 

Storia

Il toponimo si riferisce ad un martire cristiano cui era dedicata la chiesa attorno alla quale si sviluppò il nucleo urbano originario; da Sanctum Agapitum si è trasformato in Santa Capiata nel 1561, in Santa Capita nel 1608 e figura come Scapita nel Settecento.

Le prime notizie risalgono al XII secolo: una famiglia locale detenne il feudo, da cui prese il nome facendo perdere le tracce delle proprie origini, fino al Quattrocento; le terre furono poi dei Gaetani che le vendettero ai d'Afflitto nel 1444.

All'inizio del Cinquecento i diritti sono attribuiti alla famiglia de Storrente che nel 1555 li trasferì ai d'Angelo o de Angelis di Teano; nella prima metà del Seicento il territorio appartenne ai Provenzale che li cedettero ai Caracciolo Pisquizi, duchi d'Avigliano e principi di Pettoranello, ultimi proprietari feudali.

Nel 1807 il comune fu aggregato al distretto di Isernia, governo di Monteroduni, e quattro anni più tardi si vide accorpare quale frazione il comune di Castelpizzuto.

Passò al circondario di Isernia quando quello di Monteroduni fu soppresso con Regio Decreto 11 agosto 1815.

Le vicende storiche della comunità sono legate a quelle di Isernia e dei centri vicini, con i quali ha condiviso anche la piaga del brigantaggio in età borbonica.

Dal 1928 al 1934 il comune è stato accorpato a quello di Isernia.

La chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari costituisce l'unico elemento di spicco del patrimonio architettonico.

 

Economia

Oltre agli uffici comunali e postali, la popolazione dispone di una farmacia, delle scuole elementari e di un centro di formazione professionale; è attivo un esercizio di ristorazione.

Mancano invece del tutto strutture ricreative o dedicate alla diffusione della cultura, non vi sono impianti sportivi né strutture ricettive per il soggiorno.

Il tessuto economico e produttivo non può dirsi florido: la stessa essenza di sportelli bancari fornisce il quadro di un sistema in cui le tradizionali attività agricole hanno ancora un ruolo preminente.

Si coltivano, in aziende anche a struttura cooperativa, mais, patate, ortaggi, vite, olivo e alberi da frutta; presente anche l'allevamento che alimenta una modesta industria casearia.

L'industria, che di fatto si riduce al comparto edile, ha riflessi occupazionali poco significativi; il terziario è costituito da una rete commerciale in cui figurano anche esercizi di distribuzione e vendita all'ingrosso, evidentemente legati al tessuto commerciale di Isernia.

Altre attività riguardano la grafica e la meccanica.

 

Relazioni

Non interessata da particolari circuiti, richiama pochi visitatori attratti dalle bellezze paesaggistiche e dall'ambiente ancora ben conservato; ad altro sono dovute tuttavia le sue relazioni esterne: i rapporti con Isernia sono molto stretti e legati alla dipendenza del comune dai centri vicini per ragioni di ordine soprattutto economico; il pendolarismo è un fenomeno evidente ed è diretto verso il capoluogo di provincia ed il suo tessuto economico nonché verso le zone industriali di Pozzilli e di Pettoranello di Molise.

La festa del Patrono, Sant'Agapito, si celebra il 18 agosto.

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