Riservata

Comune di: Sesto Campano (IS)

  • Indirizzo: Piazza Giustino D'Uva 2
  • C.A.P.: 86078
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 928120
  • E.mail: segreteria@comunesestocampano.is.it
  • Pec: sestocampano@legalmail.it
  • Internet: www.comune.sestocampano.is.it
  • Nome Abbitanti: sestolesi
  • Santo Patrono: Sant'Estachio Martire - Ultima domenica maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Luigi Paolone
  • 41.419722221, lng: 14.078333332
  • Superficie: 35.32 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 323 mt
  • Abitanti: 2.331
  • Densità: 66,00 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094050
  • Codice catasto: I682
  • Comune Montano: Parzialmente montano
  • Sole Sorge : 07:25:02
  • Sole Tramonta : 16:36:07
  • Distanza da

Descrizione

Centro collinare di origine medievale, con un'economia in evoluzione dall'agricoltura verso l'industria.

I sestolesi denunciano un indice di vecchiaia nella media, cosa questa piuttosto rara per i comuni della regione, ed abitano, oltre che il capoluogo comunale, le località di Campopino, Roccapipirozzi, Selvotta, Cava, Masserie di Santo, Pontenuovo, Colle Aruta-Traverso-Cesima.

Le aree di Colle Aruta, Traverso e del monte Cesima sono oggetto di contestazione con il comune di Presenzano, in provincia di Caserta.

Il territorio presenta un profilo vario ma non aspro: nella parte settentrionale ed orientale è caratterizzato dalla fertile pianura in cui scorre il Volturno; a sud e ovest dell'abitato, invece, un sistema di declivi abbastanza omogenei culmina nelle vette dei monti Calvello e Cesima.

Il capoluogo comunale sorge su un rilievo al margine della pianura.

 

Localizzazione

Il comune si trova lungo la statale 85 Venafrana tra Venafro e Vairano Patenora (CE), in una specie di nicchia disegnata dal confine tra le regioni Molise e Campania.

All'Autostrada del Sole A1 si accede dai caselli di San Vittore, a 24 chilometri, e Caianello, a 16 chilometri, che smaltiscono il traffico rispettivamente verso Roma e Napoli; la stazione ferroviaria dista invece quattro chilometri ed è posta lungo la linea Campobasso-Vairano.

I collegamenti aerei avvengono tramite l'aeroporto di riferimento, posto a 76 chilometri di distanza, cui si aggiunge lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 190 km, snodo delle rotte intercontinentali.

Il traffico marittimo si dirige verso il porto più vicino, distante 81 chilometri, nonché verso gli scali di Civitavecchia (a 244 km), Pescara (a 173 km) e Bari (a 299 km).

La qualità dei collegamenti è decisamente soddisfacente, benché la statale 85 in alcuni punti cominci a denunciare la necessità di interventi di ampliamento della carreggiata.

I centri di riferimento per i servizi ed i rapporti con la pubblica amministrazione sono Venafro e Isernia; per motivi commerciali si fa capo anche a Vairano Scalo, nel comune di Vairano Patenora (CE), della confinante regione Campania.

 

Storia

L'origine del nome viene fatta comunemente risalire a due illustri personaggi pubblici: Sesto Aulieno, prefetto di Venafro sotto gli imperatori Augusto e Tiberio, e Sesto Pulfennio, prefetto della Pannonia.

Capoluogo di contea del ducato di Benevento in epoca longobarda, il feudo non è menzionato nelle fonti fino al Trecento, quando risulta soggetto alla famiglia isernina dei Rampini, cui successero nel dominio i della Rota o della Ratta; i della Ratta restarono in possesso del feudo fino all'avvento della dinastia durazzesca: Carlo III di Durazzo attribuì le terre agli Origlia.

Nel 1465 il feudo passò ai Carafa della Stadera, conti di Maddaloni, che lo cedettero nel 1569 ai Lannoy, conti di Venafro e principi di Sulmona; da questi i diritti furono trasferiti nel 1582 agli Spinola, principi di Venafro, ultima famiglia nobiliare prima dell'eversione dei feudi.

Il comune, di storica tradizione campana, fu assegnato nel 1807 al distretto di Piedimonte d'Alife, governo di Venafro, ma il Decreto Luogotenenziale del 17 febbraio 1861 lo trasferì nei confini molisani, aggregandola al circondario di Isernia, mandamento di Venafro.

Durante il XVII secolo la zona non fu risparmiata dal fenomeno del brigantaggio: abitava da queste parti il brigante Domenico Colessa, detto "Papone"; catturato nelle campagne di Rieti, fu torturato ed ucciso a Napoli nella piazza del Mercato il 26 agosto 1648.

Tra i monumenti si segnalano: il castello ducale, di età longobarda, nel capoluogo comunale, ed un altro castello che incombe sul borgo antico della frazione di Roccapipirozzi.

 

Economia

La rete degli uffici e servizi pubblici non è particolarmente ricca: mancano strutture culturali, impianti sportivi, strutture ricreative e capacità ricettive di rilievo.

Nel comune si possono frequentare le classi della scuola dell'obbligo; per la frequenza degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado gli studenti si spostano a Venafro; le strutture sanitarie si limitano ad una farmacia, non essendo disponibile in loco neppure il servizio di guardia medica.

L'assenza di sportelli bancari non rende con fedeltà l'immagine di una comunità che appare comunque operosa e vivace: l'agricoltura si orienta su colture specializzate, foraggio per zootecnia e barbabietola da zucchero, agevolate dalla ricchezza di risorse idriche; minor peso assumono l'allevamento e lo sfruttamento dei boschi, ancora praticati sui fianchi del monte Cesima.

L'industria è presente soprattutto nei settori metalmeccanico ed edile; quest'ultimo dà vita ad un indotto piuttosto vivace nella produzione di inerti e manufatti in cemento e nel campo dell'impiantistica civile.

La realizzazione di un invaso artificiale sul monte Cesima che alimenta una centrale idroelettrica da mille Megawatt nel comune campano di Presenzano (CE) ha dato ulteriore alimento all'economia locale.

 

Relazioni

Interessato da intensi flussi di traffico commerciale, il centro non è meta turistica ed i suoi rapporti con le comunità vicine si devono a relazioni di ordine soprattutto economico.

Il primo fine-settimana di agosto si celebra la festa del Cuore Immacolato di Maria.

Il Patrono, Sant'Eustachio martire, si festeggia il 20 settembre.

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