Riservata

Comune di: Venafro (IS)

  • Indirizzo: Piazza Cimorelli 2
  • C.A.P.: 86079
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 9061
  • E.mail: info@comune.venafro.is.it
  • Pec: protocollo@pec.comune.venafro.is.it
  • Internet: www.comune.venafro.is.it
  • Nome Abbitanti: venafrani
  • Santo Patrono: SS. Nicandro, Marciano e Daria - 16 giugno
  • Primo Cittadino: Sindaco SindacoAntonio Sorbo
  • 41.485277777, lng: 14.04361111
  • Superficie: 46.45 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 222 mt
  • Abitanti: 11.236
  • Densità: 241,89 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094052
  • Codice catasto: L725
  • Comune Montano: Parzialmente montano
  • Sole Sorge : 05:31:06
  • Sole Tramonta : 20:41:41
  • Distanza da

Descrizione

Cittadina collinare antica, centro commerciale ed amministrativo, che si fregia del titolo di città.

I venafrani si distinguono per il loro indice di vecchiaia, decisamente basso ed in controtendenza rispetto alla media dei comuni della regione, e si distribuiscono anche nelle località di Ceppagna, Vallecupa e Borgata le Noci.

Il territorio comunale ha un andamento prevalentemente pianeggiante, con tratti collinari soltanto nella parte nord-occidentale; l'olivo è la specie vegetale dominante, sia in pianura che sui declivi.

Il capoluogo comunale si distende ai piedi di un monte ed ha anch'esso una struttura prevalentemente pianeggiante.

Lo stemma, concesso con Decreto reale nel 1914, è costituito da tre fasce d'argento in campo nero.

 

Localizzazione

Importante nodo stradale, si trova all'incrocio tra la statale 85 Venafrana e la diramazione che la collega alla statale 6 Casilina; smaltisce quindi il traffico diretto dal Molise verso Roma e Napoli, rispettivamente raggiungibili attraverso i caselli autostradali dell'A1 di San Vittore, distante 17 chilometri, e di Caianello, a 23 chilometri.

Il porto e l'aeroporto distano 88 e 83 km ma si utilizza anche l'aeroporto di Roma/Fiumicino, a 183 km.

E' provvista di stazione ferroviaria lungo la linea Campobasso-Vairano; da qui parte un tronco ferroviario in costruzione, per il collegamento con la linea a doppio binario Caserta-Roma, all'altezza di Rocca d'Evandro (CE); l'opera, una volta completata, ridurrà sensibilmente i tempi di percorrenza da e verso Roma.

La cittadina è centro di attrazione per numerosi comuni del circondario; per le necessità che non trovano soddisfazione sul posto la popolazione si rivolge a Isernia.

 

Storia

Nell'antichità era un importante nodo stradale tra Sannio, Campania e Tirreno, esattamente come oggi; colonia di Roma dal III sec.

a.

C.

, fu sua alleata nelle guerre contro Annibale e divenne famosa per i fertili campi e la produzione olearia e di utensili agricoli; Orazio ne parla come di un ameno luogo di villeggiatura.

Nel V secolo fu sede vescovile e nel X secolo capoluogo di contea.

A partire dal Duecento fu proprietà dei conti di Molise, saccheggiata dai normanni ed espugnata dagli svevi.

Passa poi di mano in mano, fin quanado, nel 1443, è dei Pandone, una delle famiglie che hanno lasciato più profondamente il segno del loro dominio.

Carlo V l'assgna al principe Filiberto Challons nel 1528 ma già due anni più tardi è dei Colonna; appartiene poi a varie altre famiglie e in ultimo ai Caracciolo di Miranda che la detengono dal 1744 all'eversione della feudalità.

Colpita da un disastroso sisma nel 1349, la popolazione ha subito ferite anche per mano dell'uomo: durante l'ultima guerra mondiale il tessuto urbano fu in parte distrutto dai bombardamenti.

Del patrimonio archeologico fanno parte: i resti dell'antica Venafrum: (teatro ed anfiteatro e resti dell'acquedotto); la vistosa basilica extraurbana di S.

Nicandro; la cattedrale dell'Assunta, con elementi riconducibili a diverse epoche e stili architettonici ma risalente all' undicesimo secolo; la chiesa dell'Annunziata, di origine trecentesca ma riedificata nel XVIII secolo; il palazzo Caracciolo, costruzione difensiva quattrocentesca con mura merlate, ed il castello Pandone, del X secolo ma continuamente rimaneggiato, a struttura complessa con torrioni circolari, fossato e ponte di accesso, che conserva all' interno ventisei immagini di cavalli del primo Cinquecento (in "stiacciato")  

Economia

La rete dei servizi e degli uffici è completa ed articolata: il comune è infatti sede di una compagnia dei carabinieri, di una brigata della guardia di finanza e di una sezione della pretura di Isernia; ci sono inoltre una biblioteca ed un museo; non mancano le strutture sportive con palestre e campi da tennis e la cittadinanza ha a disposizione un servizio di auto pubbliche.

Oltre alle classi della scuola dell'obbligo, nelle strutture locali si frequentano il liceo classico e scientifico e un istituto tecnico commerciale.

Completa anche la dotazione di strutture e servizi socio-sanitari: vi sono un ospedale, la farmacia ed una casa di accoglienza.

Il sistema economico è articolato e dinamico.

L'agricoltura produce cereali, foraggio, ortaggi, frutta, olive ed uva, trasformate dall'industria alimentare; forti e sviluppati anche i comparti dell'edilizia e dei materiali da costruzione, dell'abbigliamento, della lavorazione del legno e del metallo.

Il terziario caratterizza il tessuto economico locale con una rete commerciale, che serve anche i comuni del circondario, ed i sevizi del credito e delle assicurazioni.

 

Relazioni

Oltre alle relazioni di carattere economico, che fanno della cittadina un polo di aggregazione ed un centro di gravitazione per la manodopera, la funzione di nodo stradale, mai venuta meno, si fa sentire ancora oggi: soprattutto nei fine-settimana, un imponente flusso di traffico diretto da Napoli alle località di villeggiatura abruzzesi attraversa l'abitato, già interessato in condizioni normali dal traffico, anche commerciale, diretto all'autostrada.

I cittadini hanno più volte sollecitato, senza esito, la realizzazione di un tracciato stradale tangenziale al centro, di cui si avverte sempre più l'esigenza.

La principale occasione di partecipazione religiosa, molto sentita dalla comunità, è la festa patronale per i Ss.

Nicandro, Marciano e Daria che si celebra il 16, 17 e 18 giugno (la festività riconosciuta ai fini civili cade il 17 giugno).

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