Riservata

Comune di: Castelmauro (CB)

  • Indirizzo: Piazza Municipio
  • C.A.P.: 86031
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comunedicastelmauro@hotmail.com
  • Pec: comune.castelmauro@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.castelmauro.cb.it
  • Nome Abbitanti: castelmauresi
  • Santo Patrono: San Leonardo - 6 novembre
  • Primo Cittadino: Sindaco Angelo Sticca
  • 41.827777777, lng: 14.71
  • Superficie: 43.62 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 692 mt
  • Abitanti: 1.638
  • Densità: 37,55 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070015
  • Codice catasto: C197
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:23:50
  • Sole Tramonta : 16:32:16
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

La comunità dei castelmauresi, caratterizzata da un indice di vecchiaia elevato, è concentrata nel capoluogo comunale, formato da abitazioni relativamente moderne, prive di una caratterizzazione architettonica precisa.

Anche l'espansione edilizia, sviluppatasi lungo l'asse viario principale, ha contribuito a trasformare l'assetto urbanistico del centro facendogli progressivamente perdere le caratteristiche architettoniche medievali.

Visto dall'alto l'abitato sembra una enorme zeta emergente dal verde che la circonda.

Il territorio ha un aspetto vario e ondulato: dal declivio del monte Mauro, che raggiunge la quota di 1.042 metri, discende dolcemente nella valle in cui scorre il torrente Cervaro per poi proseguire in un alternarsi di vallate e rilievi, tra cui spiccano i monti Prentillo (600 metri), Rotondo (710 metri) e Codarda (801 metri).

Il clima ha le caratteristiche di zona montana: inverni rigidi, estati fresche.

 

Localizzazione

Si trova su uno sperone alle falde orientali del monte Mauro, tra i bacini dei fiumi Trigno e Biferno.

La attraversa la strada statale 157 della valle del Biferno; la statale 647 Fondo valle del Biferno e la 650 di Fondo valle Trigno, importanti assi viari della regione, corrono entrambe ad una ventina di km; i caselli di Termoli-Molise, a 47 km, e di Vasto sud, a 50 km, danno accesso all'autostrada A14 Adriatica, rispettivamente verso sud e verso nord.

Non è direttamente servita dalla rete ferroviaria: la più vicina stazione, posta lungo la linea Campobasso-Termoli, dista 36 km.

Per i collegamenti aerei ci si serve dell'aeroporto di naturale riferimento distante 172 km o dello scalo intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 272 km; il traffico marittimo fa invece capo al porto mercantile posto a 177 km.

Fa parte della Comunità montana "Monte Mauro".

Per i servizi burocratico-amministrativi gravita verso Campobasso, Larino e Termoli.

 

Storia

In origine si chiamava "Castelluccio Acquaborrana" dal nome di due antichi casali che si fusero nell'odierno abitato; dopo il 1860 il nome fu cambiato in quello attuale, a richiamo del monte Mauro che lo sovrasta.

I due casali originari, al tempo degli angioini, erano feudo di Bertrando del Reale; alla sua morte passarono alla figlia Filippa, moglie di Giacomo Cantelmo.

Alla fine del Trecento fu proprietà della famiglia d'Evoli di Trivento; nel 1411 passò ai Mormile e da questi ai Di Somma.

Dal 1443 al 1495, dopo la fusione dei due casali, la proprietà appartenne ai conti di Montagano; dal 1495 al 1513 ai duchi di Termoli.

Nella prima metà del XVIII secolo il feudo fu acquistato dal duca di Canzano, Francesco Maria Coppola, la cui famiglia lo tenne fino all'estinzione del feudalesimo.

I principali monumenti sono: la chiesa di S.

Leonardo, costruita sui ruderi di un edificio religioso di epoca altomedievale; la chiesa di Santa Maria della Salute, attigua ad un convento di cui restano solo alcuni ruderi; il palazzo ducale, frutto di ampi rimaneggiamenti dell'antica fortezza.

Il declino demografico è un fenomeno recente: nel 1964 contava infatti 4.

166 abitanti.

 

Economia

Il sistema dei servizi e degli uffici pubblici non è particolarmente ricco: vi sono i consueti uffici comunali e postali ed una stazione dei carabinieri, uno sportello bancario e un ufficio di zona dell'Associazione dei coltivatori diretti.

Nelle strutture scolastiche locali si impartisce l'istruzione obbligatoria; gli impianti sportivi consentono la pratica del calcio e del tennis.

C'è la Pro Loco.

Il servizio sanitario comprende la farmacia, un poliambulatorio ed un centro di riabilitazione; nella media gli esercizi di ristorazione e le strutture ricettive, che consentono anche di soggiornare nel comune.

La popolazione, che conduce una vita in equilibrio tra il rispetto delle tradizioni e la risposta agli stimoli moderni, trae il proprio sostentamento dalle attività tradizionali di sfruttamento delle risorse del territorio: l'agricoltura produce cereali, olive ed ortaggi dando alimento ad una discreta industria di trasformazione; il Boschetto Gravina, preziosa faggeta poco distante dall'abitato, è ampiamente sfruttato per l'industria del legname e per la produzione di carbone di legna.

L'industria, oltre alle attività collegate all'agricoltura e alla selvicoltura, conta aziende nel settore tessile e dei materiali per l'edilizia.

 

Relazioni

Cacciatori e cercatori di funghi ne apprezzano le caratteristiche naturali, insieme agli amanti del turismo domenicale alla ricerca di angoli piacevoli e rilassanti.

Le tradizioni locali ravvivano l'atmosfera dando agli abitanti nuove occasioni di partecipazione alla vita della comunità e costituendo interessanti stimoli per i visitatori: a capodanno c'è chi tiene viva l'usanza dei falò; in maggio, in occasione della festa di Santa Lucia, la statua della Santa viene portata a spalla in processione per le vie del paese ed è seguita da veicoli addobbati che vengono benedetti alla fine della cerimonia religiosa.

Un momento ancor più importante nella vita liturgica della cittadinanza è la festa della Madonna della Salute, che ha luogo in settembre e prevede riti religiosi per ben nove giorni: i fedeli si recano in processione con una fiaccolata al santuario di Santa Maria della Salute per prendere la statua che resterà esposta nella chiesa madre per tre giorni, durante i quali si ripeteranno le processioni; il diritto di portare a spalla la statua viene messo all'asta.

La festa del Patrono, S.

Leonardo, si celebra il 6 novembre.

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