Riservata

Comune di: Cercepiccola (CB)

  • Indirizzo: Via Regina Elena 1
  • C.A.P.: 86010
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: sindaco@comune.cercepiccola.cb.it
  • Pec: comune.cercepiccolacb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.cercepiccola.cb.it
  • Nome Abbitanti: cercepiccolesi
  • Santo Patrono: San Donato - 7 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Michele Nardacchione
  • 41.458888888, lng: 14.666388888
  • Superficie: 16.79 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 679 mt
  • Abitanti: 685
  • Densità: 40.798,09 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070018
  • Codice catasto: C488
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:28:23
  • Sole Tramonta : 20:39:00
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

La comunità dei cercepiccolesi, caratterizzata da un indice di vecchiaia piuttosto elevato, è distribuita nel capoluogo comunale e in alcune località minori.

Ha conservato nel tempo il suo aspetto di borgo medioevale arroccato su un costone roccioso a picco sulla valle.

La zona di nuova espansione è caratterizzata da abitazioni  che non assumono mai l'aspetto dei fabbricati delle periferie urbane.

Il profilo del territorio è vario e ondulato, senza rilievi notevoli, con veduta sulla vallata del Tammaro, degrada dolcemente dalla collina alla pianura ed è ricco di querceti.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura un albero verde in campo d'oro.

 

Localizzazione

Situata sul versante meridionale dei monti del Sannio, tra i comuni di Mirabello Sannitico, San Giuliano del Sannio Sepino e Cercemaggiore, è raggiungibile attraverso la viabilità provinciale che si diparte dalla statale 87 Sannitica all'altezza di San Giuliano del Sannio e dalla statale 17 Appulo-Sannitica; i caselli di San Vittore, a 91 km, e Caianello a 97 km, danno accesso all'Autostrada del Sole A1, rispettivamente verso nord e verso sud; il casello di Benevento, a 63 km, immette invece nell'A16 Napoli-Canosa.

Il comune non è direttamente raggiungibile in treno; la stazione ferroviaria più vicina, posta lungo la linea Campobasso-Benevento, dista comunque appena cinque chilometri.

Per i collegamenti aerei ci si serve dell'aeroporto di riferimento, distante 132 km, o dello scalo intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 257 km; il porto commerciale è a 137 km.

Fa parte della comunità montana "Matese".

Gravita verso Campobasso.

 

Storia

Dal materiale lapideo ritrovato nel territorio risulta abitata già in epoca romana e probabilmente era costituita da numerose ville patrizie.

In epoca normanna era una piccola comunità denominata "Quercus minor"; nel periodo aragonese (1444) era "Zercha pizola" e successivamente "Celsa" e "Cerza".

In un atto del 1608 viene indicata come  "Cercia picciola".

Nella prima metà del XIV secolo fu feudo di Raimondo di Cabano e di Ruggiero Mabrone di Rossano; nella seconda metà appartenne ai di Capua e nel XV secolo ai Gaetani.

In seguito fu venduta varie volte fino a giungere alla famiglia Almirante che la tenne fino all'estinzione del feudalesimo.

Nel 1656 vi fu una terribile epidemia di peste.

Nel patrimonio storico-architettonico si segnalano l'antichissima chiesa del SS.

Salvatore; la chiesa del Rosario, costruita dai fedeli superstiti dopo l'epidemia di peste del 1656; il palazzo Carafa, di epoca rinascimentale; i cippi funerari romani; la fontana pubblica, costruita nel luglio del 1872 all'inaugurazione della conduttura di acqua potabile che prendeva acqua dalle sorgenti Chirchietto e Pianella.

La contrazione demografica è iniziata all'inizio del secolo.

 

Economia

Non ospita uffici amministrativi di rilievo, per i quali la popolazione è costretta a rivolgersi altrove; il sistema degli uffici e servizi pubblici comprende i consueti uffici comunali e postali; non c'è una stazione dei carabinieri e ciò fa del sindaco l'unica autorità di pubblica sicurezza.

Il servizio sanitario comprende una farmacia e l'ambulatorio comunale mentre nelle strutture scolastiche locali viene impartita soltanto l'istruzione primaria.

In questo quadro piuttosto modesto spicca la presenza di un orfanotrofio.

Gli impianti sportivi consentono di praticare calcio, tennis, calcetto e il gioco delle bocce.

La popolazione trae sostentamento dall'agricoltura, che offre cereali e olive, dalla selvicoltura e dalle attività collegate, come la produzione olearia o il commercio dei prodotti agricoli; viene praticata la zootecnia (principalmente l'avicoltura) e resiste la lavorazione artigianale dei vimini con cui si costruiscono cestini, panieri e altri oggetti originali.

Qualche anno fa questa produzione costituiva una caratteristica del comune, garantendo anche un discreto ritorno economico; oggi ha perso buona parte della sua importanza con l'avvento dei materiali plastici.

La comunità, legata ad una tradizione solida, è aperta al nuovo ma la sua evoluzione è lenta e faticosa.

 

Relazioni

Archeologia, ambiente e folclore sono i principali motivi di richiamo che il comune offre; il turismo venatorio e gli amanti delle escursioni ne apprezzano le risorse naturalistiche che contribuiscono a sottolineare il carattere tranquillo e rilassante dell'atmosfera paesana.

La comunità si anima decisamente in occasione delle feste tradizionali e dei momenti conviviali: a carnevale è motivo di ilarità e divertimento il gioco della "pezzotta" (due squadre di lanciatori si sfidano nel far rotolare una forma di formaggio; vince chi copre la distanza maggiore a parità di lanci, chi perde paga il formaggio usato per la gara); nello stesso periodo si rinnova la tradizione della "rappresentazione dei dodici mesi", cui partecipano 32 persone, tutte a cavallo.

La festa del Patrono S.

Donato ricorre il 7 agosto con il rito della "pesatura": questa un tempo consisteva nell'offerta di grano o denaro alla chiesa in quantità corrispondente al peso del proprio corpo per ottenere protezione; oggi per ricevere la benedizione basta appoggiare un piede sulla bilancia.

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