Riservata

Comune di: Civitacampomarano (CB)

  • Indirizzo: Piazza Municipio 13
  • C.A.P.: 86030
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comune@comune.civitacampomarano.cb.it
  • Pec: comune.civitacampomaranocb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.civitacampomarano.cb.it
  • Nome Abbitanti: civitesi
  • Santo Patrono: San Liberatore - 13 maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Paolo Manuele
  • 41.779722221, lng: 14.690833333
  • Superficie: 38.89 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 520 mt
  • Abitanti: 451
  • Densità: 11.596,81 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070019
  • Codice catasto: C764
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:21:50
  • Sole Tramonta : 16:31:29
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

La comunità dei civitesi, caratterizzata da un indice di vecchiaia molto alto, è concentrata tutta nel capoluogo comunale, che si estende sul pendio del monte Ceraso da ovest ad est.

Il centro storico ha conservato le caratteristiche architettoniche medievali, soprattutto nei tipi costruttivi delle abitazioni che si presentano generalmente in buono stato di manutenzione, arroccate attorno al castello che si eleva su grossi macigni a dominio dell'abitato.

All'esterno della cinta muraria sorge la parte più moderna, con abitazioni in cemento a più piani ma di dimensioni mai troppo imponenti.

Il territorio ha un profilo estremamente vario e ondulato: colline, a volte aride e rocciose, si alternano a valli ricche di vegetazione, creando un quadro armonico e attraente.

Il clima presenta le caratteristiche dei centri montani: inverni piuttosto freddi, estati gradevoli.

Lo stemma azzurro raffigura tre torri civiche con merlatura alla guelfa, poste sulla campagna verde, su ciascuna delle quali splende una stella a cinque punte.

 

Localizzazione

Si trova sulla sponda sinistra del medio corso del fiume Biferno, tra i confini dei comuni di Roccavivara, Trivento, Lucito, Castelbottaccio, Lupara e Castelmauro.

Attraversata dalla statale 157 della valle del Biferno, è raggiungibile anche percorrendo la statale 647 Fondo valle del Biferno che corre a 12 km dal paese.

I caselli di Vasto sud, a 49 km, e di Termoli-Molise, a 52 km, danno accesso all'autostrada A14 Adriatica, rispettivamente verso nord e verso sud; non è servita direttamente dalla ferrovia: la stazione Ripalimosani, lungo la linea Campobasso-Termoli, si trova a 33 km, nel territorio del comune di Campobasso.

L'aeroporto più vicino dista 131 km, ma una più ampia offerta di collegamenti aerei nazionali ed internazionali è garantita dallo scalo di Napoli/Capodichino, a 185 km, e soprattutto dall'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 285 km.

Il porto si trova a 190 km.

Appartiene alla Comunità montana "Cigno-Valle del Biferno".

Gravita verso Campobasso e Larino.

 

Storia

L'attuale comunità è sorta nel X secolo.

L'etimologia del toponimo non è molto chiara ma il nome "Campimarani" è riportato nel diploma dell'anno 999 dell'imperatore Ottone.

Col tempo il centro prosperò grazie all'afflusso dei casali vicini e l'incremento demografico spinse la cittadinanza ad aggiungere "Civitas" al nome precedente e così nacque l'attuale toponimo.

Nel periodo angioino ne era signore Paolo Marchisio e negli anni successivi passò a vari feudatari, tra i quali i Del Balzo, Nicola da Boiano, gli Zurlo, i Di Sangro, i Ferri ed infine i Mirelli che vi esercitarono i diritti fino all'eversione feudale.

Nel 1890 entrò in funzione la carrozza postale tra questo comune e Lucito in seguito all'apertura della strada di collegamento tra i due centri.

Nel 1913 entrò in funzione l'impianto di energia elettrica e nel 1914 fu inaugurata la conduttura di acqua potabile.

Gli elementi più importanti del patrimonio storico-architettonico sono la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il castello angioino, massiccio edificio quadrilatero di grosse dimensioni circondato da tre torri, con un portale trecentesco.

Dopo un periodo di crescita demografica, dall'inizio del secolo la popolazione residente è in costante flessione.

 

Economia

Il sistema degli uffici e dei servizi pubblici comprende, accanto ai normali uffici comunali e postali, una stazione dei carabinieri ed una del corpo forestale dello Stato; vi sono inoltre un ambulatorio, una farmacia ed una cooperativa per l'assistenza per la terza età, che qualifica il livello dei servizi offerti.

Negli impianti a disposizione della popolazione locale si praticano il tennis, il calcio ed il gioco delle bocce.

Le scuole del posto permettono la frequenza delle classi dell'obbligo ma mancano strutture per la promozione e la diffusione della cultura, quali biblioteche o musei.

La principale fonte di reddito è rappresentata dall'agricoltura, che offre cereali, olio e ortaggi, e da alcune industrie, principalmente di trasformazione, ad essa collegate; manca un tessuto industriale capace di assorbire la manodopera ed elevare il tenore di vita; la rete commerciale, sufficiente a soddisfare le esigenze primarie degli abitanti, non può portare che un modesto contributo.

Questa situazione determina un pendolarismo consistente verso i centri maggiori, per lavoro e per la frequenza dei corsi di istruzione di secondo grado o universitaria.

 

Relazioni

Le strutture ben conservate del castello valgono una visita in questo comune.

Anche gli amanti del folclore e delle tradizioni popolari non restano delusi: fiere di merci varie accompagnano ricorrenze religiose in cui si rinnovano le tradizioni locali.

La festa più importante è dedicata a S.

Donato e si celebra in agosto tra processioni e fiaccolate; in marzo si festeggia S.

Giuseppe con i fuochi ed il rituale "convito" (banchetto tradizionale); a carnevale, infine, una sfilata mascherata rallegra l'atmosfera.

Il Patrono S.

Liberatore si festeggia il 13 maggio con una processione; in piazza avviene la benedizione degli animali e dei veicoli.

Sono nati qui Francesco Pepe, sacerdote nella Compagnia di Gesù; il patriota Gabriele Pepe, soldato di Napoleone e di Murat; Vincenzo Cuoco, celebre politico e storico.

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