Riservata

Comune di: Jelsi (CB)

  • Indirizzo: Piazza Umberto I 40
  • C.A.P.: 86015
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: info@comune.jelsi.cb.it
  • Pec: ragioneria@pec.comune.jelsi.cb.it
  • Internet: www.comune.jelsi.cb.it
  • Nome Abbitanti: jelsesi
  • Santo Patrono: Sant'Andrea - 30 novembre
  • Primo Cittadino: Sindaco Salvatore D'Amico
  • 41.517777777, lng: 14.795555555
  • Superficie: 28.77 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 580 mt
  • Abitanti: 1.797
  • Densità: 62,46 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070030
  • Codice catasto: E381
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:29
  • Sole Tramonta : 16:32:56
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo collinare di origine medievale.

La comunità degli jelsesi, caratterizzata da un indice di vecchiaia poco più alto della media, è quasi tutta concentrata in un'unica località.

Il territorio del comune è piuttosto aspro ed offre un panorama racchiuso tra rilievi dalle quote di poco inferiori ai mille metri.

L'abitato è situato su un colle ameno, da cui si può ammirare a perdita d'occhio la valle del Fortore ricca di olivi, ma degrada dolcemente verso la pianura assolata immergendosi nel verde.

Il centro storico ha conservato le caratteristiche del borgo medievale: case prevalentemente unifamiliari, realizzate con muratura in pietra a vista, vie strette e la chiesa nel mezzo che domina tutto; la zona di nuovo insediamento si allunga tra il verde nella pianura ed è caratterizzata da abitazioni più moderne, talvolta condominiali.

Il clima è tipico collinare, con estati fresche e inverni non troppo rigidi.

 

Localizzazione

Sorge su uno sperone dominante il torrente Carapello, affluente del Tappino, tra i comuni di Riccia, Pietracatella, Toro, Campodipietra, Gildone e Cercemaggiore.

E' attraversata dalla strada statale 17 Appulo-Sannitica; i caselli di San Vittore, a 103 km, e Caianello, a 109 km, danno accesso all'Autostrada del Sole A1, rispettivamente verso nord e verso sud.

Non direttamente servita dai collegamenti ferroviari, utilizza la stazione più vicina, snodo delle linee Campobasso-Benevento, Campobasso-Termoli e Campobasso-Vairano, distante 19 km.

Per i collegamenti aerei si serve dello scalo di riferimento, posto a 169 km, o dell'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 269 km.

Il porto di riferimento è a 174 Km.

Fa parte della Comunità montana "Fortore Molisano".

Per le strutture burocratico-amministrative e per l'istruzione di secondo grado gravita su Campobasso.

 

Storia

In epoca romana il suo nome era "Gitium"; nei regesti angioini figura come "Gittia"; nel 1404 è "Terra Gyptie" (cioè egiziana) perché si riteneva fondata dai "gizii" o "zingari".

Quest'ultima ipotesi non sembra però attendibile non essendo dimostrata la presenza di queste tribù in Molise in epoca longobarda.

In qualche documento del '600 è chiamata "Gelzi" e "Gilizza", forse in riferimento ai gelseti di cui la zona è ricca.

Notizie sicure risalgono al 1269 quando ne è titolare Bertrando di Belmonte, come risulta dal Libro delle Donazioni di Carlo I.

Da quell'epoca e fino al 1550 ebbe gli stessi feudatari di Gildone; in quell'anno i Carafa, che vi esercitavano i diritti, vendettero il feudo alla famiglia Pavesio per poi riacquistarlo alla fine del secolo.

Verso il 1730 il feudo fu messo in vendita dai creditori di Mario Carafa; lo acquistò Marcello Carafa della Spina i cui discendenti lo tennero fino all'estinzione feudale.

Nel 1805 fu danneggiata gravemente da un violento terremoto.

Memorie del passato degne di nota sono: il palazzo ducale del '500, che reca lo stemma della famiglia Carafa; la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo del XIX secolo; resti del centro italico di Romuleia e di un tempietto; il palazzo Valiante del '700 con quattro torri angolari; la collezione D'Amico, raccolta di oggetti di arte sannitica e romana.

Risale, invece, al XIV secolo un ambiente affrescato rinvenuto nei sotterranei di una vecchia chiesa in disuso nel 1947.

Vi si possono ammirare l'Infanzia e la Passione di Cristo, raffigurate sulla volta da un maestro legato alla corte angioina della scuola di Giotto e Pietro Cavallini; di epoca più tarda è la parete di fondo della cripta, decorata con immagini votive di Santi.

 

Economia

Il comune non ospita importanti uffici o strutture pubbliche: vi si trovano i consueti uffici municipali e postali ed una stazione dei carabinieri.

Il servizio sanitario offre il presidio di base e la farmacia, mentre nelle strutture scolastiche locali si possono frequentare tutte le classi dell'istruzione obbligatoria.

Modeste le strutture ricettive, che non consentono il soggiorno; negli impianti sportivi a disposizione della cittadinanza si praticano calcio, tennis e nuoto.

Non si segnalano servizi sociali di rilievo o strutture particolari atte alla diffusione e promozione della cultura.

Nel quadro economico locale occupa ancora un posto di primo piano l'agricoltura, con le produzioni di olive, frumento, uva, ortaggi e frutta; ne beneficiano la produzione vinicola ed oleicola ed il commercio dei prodotti ortofrutticoli.

L'industria non fornisce un contributo particolarmente significativo allo sviluppo economico della comunità, il cui livello di reddito giustifica comunque la presenza di un istituto di credito.

 

Relazioni

La zona è meta turistica soprattutto per coloro che vogliono dedicarsi alla pesca e alla caccia e per quelli che amano le escursioni archeologiche.

Inoltre le risorse paesaggistiche e le manifestazioni folcloristiche richiamano un buon numero di turisti che vi accorrono soprattutto nei mesi estivi.

Decisamente spettacolare la festa di Sant'Anna, che ha luogo il 26 luglio, con la processione delle "traglie" (carri senza ruote trainati da buoi o trattori): i carri, addobbati con le "trecce" (fascine di grano intrecciate), rovesciano il loro carico di grano sulla piazza dove, dopo la benedizione, avviene la trebbiatura.

La festa, una delle più ricche e sentite celebrazioni in onore della Santa che si tengono nell'intera regione, richiama in modo palmare la tradizione contadina della comunità.

Il Patrono Sant'Andrea si festeggia il 30 novembre con la processione della statua portata a spalla dai giovani che portano lo stesso nome del Santo.

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