Riservata

Comune di: Larino (CB)

  • Indirizzo: Piazza Duomo 44
  • C.A.P.: 86035
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comune@comune.larino.cb.it
  • Pec: comune.larinocb@legalmail.it
  • Internet: www.comunelarino.it
  • Nome Abbitanti: larinesi
  • Santo Patrono: San Pardo - 26 maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco SindacoVincenzo Notarangelo
  • 41.799444444, lng: 14.910833333
  • Superficie: 88.77 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 341 mt
  • Abitanti: 7.142
  • Densità: 80,46 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070031
  • Codice catasto: E456
  • Comune Montano: Non montano
  • Sole Sorge : 06:17:32
  • Sole Tramonta : 19:48:08
  • Distanza da

Descrizione

Centro collinare di origine medievale dalla struttura economica ricca ed articolata, che dal XIV secolo si fregia del titolo di città.

La comunità dei larinesi, caratterizzata da un indice di vecchiaia nella media, è distribuita nel capoluogo comunale e nelle località di Travaglini e Vizzarri.

Il territorio, dal profilo vario e ondulato, distribuito sulla riva destra del Biferno, fa parte di una vasta pianura detta Puglia molisana, ricca di oliveti.

L'abitato è posto su una collina circondata da altre colline più alte, come in una conca.

Il centro storico ha conservato l'aspetto architettonico del passato: abitazioni in prevalenza unifamiliari, vie strette, con il palazzo baronale in mezzo; la zona esterna è caratterizzata da abitazioni più moderne, spesso in condominio ma fuse armonicamente con il resto.

Il paesaggio è gradevole soprattutto se visto dall'alto di uno dei modesti rilievi: colli verdeggianti di olivi si elevano nella pianura bagnata dal Biferno e dal suo affluente Cigno.

Il clima è generalmente mite ma piuttosto umido.

Lo stemma raffigura un'ala.

 

Localizzazione

Si trova alla destra del basso corso del fiume Biferno, su uno sperone che si protende sul Vallone della Terra; è attraversata dalla statale 87 Sannitica e a circa 10 km corre la statale 647 Fondo valle del Biferno.

Il casello di Termoli-Molise, a 24 km, immette nell'A14 Adriatica mentre la stazione ferroviaria, posta a brevissima distanza dal centro storico, è scalo della linea Campobasso-Termoli.

L'aeroporto più vicino dista 130 km, ma migliori e più frequenti collegamenti nazionali ed internazionali sono assicurati dallo scalo di Napoli/Capodichino, a 200 km, e dall'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 300 km.

Il traffico marittimo si rivolge al porto di  riferimento, a 133 km, e ai terminali mercantili più attrezzati di Napoli e Bari, rispettivamente a 205 e 228 km.

Gravita verso Campobasso per alcuni servizi burocratico-amministrativi ma è a sua volta centro di gravitazione per commercio, servizi e lavoro.

 

Storia

L'origine è anteriore alla fondazione di Roma; sorse per opera di popoli italici, come si desume dalle iscrizioni lapidee rinvenute.

Il primo nome fu "Ladinod", che è impresso sulle sue monete, derivante dalla radice "lad" che significa dimora, signoria; fu trasformato poi nel latino "Larinum", cioè il luogo dove i frentani ebbero i Lari.

In epoca romana fu importantissima: ebbe il foro, le terme e l'anfiteatro che pochissime città potevano vantare.

Durante le guerre puniche fu teatro degli aspri scontri fra Annibale e Fabio Massimo; alle guerre tra Silla e Pompeo prese parte il larinese Lucio Cluenzio che nella guerra sociale fu acclamato capo dei sanniti e dei peligni.

In epoca medioevale subì le devastazioni dei goti, dei saraceni, dei longobardi, dei franchi e degli ungheri.

Nel 1303 un violento terremoto la devastò quasi completamente e la popolazione completò l'abbandono del vecchio centro iniziato all'epoca dei goti.

Fu ricostruita nella conca adiacente al colle che la ospitava prima ma non ebbe mai vita tranquilla fino a quando Giuseppe Bonaparte ne fece uno dei distretti della provincia di Foggia; nel 1811 divenne uno dei capoluoghi di distretto della provincia di Campobasso.

Vi si trovano, tra gli altri monumenti: la chiesa cattedrale di S.

Pardo del XII secolo; il palazzo ducale della famiglia Di Sangro, la cui facciata è opera del Vanvitelli; i resti dell'anfiteatro.

 

Economia

Oltre agli uffici postali e municipali ospita uffici finanziari e giudiziari, sezioni dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura e della soprintendenza archeologica; vi si trovano inoltre le carceri giudiziarie e un ufficio dell'Ente per le risorse idriche del Molise.

Le strutture scolastiche, oltre alle classi dell'obbligo, consentono di frequentare i licei scientifico e classico e gli istituti tecnici agrario e per geometri.

La cultura riceve impulso anche dal museo, da un circolo culturale e da un'emittente radiotelevisiva privata.

Il servizio sanitario offre un ospedale, un consultorio, il pronto soccorso, il centro trasfusionale e due farmacie; i servizi sociali comprendono una casa di riposo, due circoli per anziani ed una casa del fanciullo.

Negli impianti sportivi a disposizione della cittadinanza si praticano calcio, tennis e nuoto; non mancano un club sportivo e la Federazione della caccia.

Nel quadro economico l'agricoltura non è scomparsa: predomina la coltura dell'olivo e l'olio prodotto nei frantoi locali viene in larga parte esportato; meno importanti la produzione vinicola e la zootecnia.

L'economia locale è comunque fortemente terziarizzata: la manodopera trova impiego anche nella centrale elettrica, nei numerosi uffici pubblici e nei servizi, che comprendono il credito e le assicurazioni.

 

Relazioni

Costituiscono fattori di richiamo:gli uffici, il commercio i servizi e soprattutto lo studio e il lavoro nonché l'ambiente, il folclore e le manifestazioni tradizionali.

Tra queste si ricordano: in maggio la sfilata dei Pali, in onore dei martiri larinesi (in patricolare S.

Primiano), e in ottobre la Fiera, tra le più importanti della regione.

Il Patrono, S.

Pardo, si festeggia il 26 maggio con una festa di tre giorni che ha il suo momento culminante nella "carrese": decine di carri trainati da buoi, numerati progressivamente e riccamente addobbati dalle famiglie locali, sfilano per il paese trasportando le reliquie del Patrono e di S.

Primiano; un rigido regolamento disciplina l'uso del carro, che in ciascuna famiglia viene ereditato in linea maschile e deve essere "vestito" per l'occasione e conservato al chiuso per il resto dell'anno.

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