Riservata

Comune di: Lupara (CB)

  • Indirizzo: Via Antonarelli 3
  • C.A.P.: 86030
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comune@comune.lupara.cb.it
  • Pec: comune.luparacb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.lupara.cb.it
  • Nome Abbitanti: luparesi
  • Santo Patrono: San Nicola - 6 dicembre
  • Primo Cittadino: Sindaco Pasqualino Morinelli
  • 41.761666666, lng: 14.733333333
  • Superficie: 25.87 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 505 mt
  • Abitanti: 538
  • Densità: 20.796,29 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070034
  • Codice catasto: E748
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 06:16:14
  • Sole Tramonta : 19:51:53
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo collinare, di origine medievale.

I luparesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia eccezionalmente alto, sono concentrati nel capoluogo comunale, situato su una collina, degradante verso la valle.

Il centro storico ha conservato le caratteristiche architettoniche medievali: è costituito infatti da abitazioni in pietra, unifamiliari, arroccate intorno al castello.

Al di fuori delle mura urbane le abitazioni sono più moderne e spesso assumono la struttura condominiale.

Il territorio, costituto da numerose colline nessuna delle quali raggiunge quote rilevanti, degrada dolcemente verso il Biferno, offrendo un profilo vario e ondulato e sulla valle del fiume si apre il paesaggio.

Il clima è piuttosto mite ed è caratterizzato da estati ventilate ed inverni non troppo rigidi.

Lo stemma comunale richiama il toponimo: raffigura infatti un lupo nello scudo sovrastato dalla corona comitale.

 

Localizzazione

Posta su uno sperone roccioso alla sinistra del medio corso del Biferno, è raggiungibile facilmente per mezzo della strada statale 647 Fondo valle del Biferno, che corre a sette chilometri di distanza e alla quale è collegata dalla viabilità provinciale.

I collegamenti con le grandi reti di traffico non sono troppo difficoltosi: il casello di Termoli-Molise, che immette nell'A14 Adriatica, dista 39 km di strada abbastanza agevole; lo stesso non può dirsi dei collegamenti ferroviari: la stazione più vicina, lungo la linea Campobasso-Termoli, dista 27 km.

L'aeroporto più vicino dista 143 km, ma un maggior numero di collegamenti nazionali ed internazionali fa scalo all'aeroporto di Napoli-Capodichino, distante 186 km; lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 286 km, è abilitato ai collegamenti intercontinentali diretti.

Il porto più vicino si trova a 146 km, ma il traffico merci marittimo trova strutture meglio attrezzate a 191 km.

Fa parte della comunità montana "Cigno-Valle del Biferno"; per le strutture burocratico-amministrative e per l'istruzione di secondo grado gravita verso Campobasso, Larino e Termoli.

 

Storia

Le notizie storiche più antiche risalgono al 1148, quando era feudo di Ugone Marchisio; in epoca angioina invece apparteneva ai Luparia, probabilmente una diramazione della casa Di Sangro.

Uno dei Luparia, Pietro, partecipò alla lotta tra il re di Francia, Filippo il Bello, e Bonifacio VIII, e precisamente alla cattura del papa ad Anagni.

In seguito, nel corso di alterne vicende, cambiò diversi feudatari fino a giungere sotto il dominio della famiglia Pignone del Carretto che la tenne fino all'eversione feudale.

Il suo nome nell'antichità era "Luparia" ma non se ne conosce l'esatta etimologia.

Potrebbe derivare dal fatto che i boschi del luogo erano anticamente infestati dai lupi; oppure dalla presenza nella campagna di un'erba ritenuta venefica per i lupi, o addirittura potrebbe essere la contrazione di "Lupercaria", cioè il luogo in cui si svolgevano i lupercali in onore del dio Pane.

Nel patrimonio storico ed architettonico si distinguono i resti del castello feudale, posto sulla sommità del colle, più volte rimaneggiato ed oggi in cattivo stato di manutenzione; la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1694; la chiesa di S.

Nicola di Bari.

L'attuale tendenza al decremento demografico risale all'inizio del secolo.

 

Economia

Il comune ospita esclusivamente gli uffici municipali ordinari e quelli postali; manca una stazione dei carabinieri e ciò fa del sindaco l'unica autorità di pubblica sicurezza.

Il servizio sanitario mette a disposizione della popolazione una farmacia ed il poliambulatorio comunale; nelle strutture scolastiche locali si frequentano le classi dell'obbligo.

Mancano del tutto le strutture ricettive e non vi sono impianti sportivi di rilievo; si segnala invece la presenza di un asilo nido, elemento non comune alla struttura interna della maggior parte dei centri della provincia.

La popolazione, che conduce una vita prevalentemente tranquilla, legata alla tradizione e poco aperta al nuovo, trae sostentamento in buona parte dalle risorse della terra: si coltivano frumento e vite, si allevano bovini ed ovini; piccole imprese si occupano della trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici con la produzione vinicola e casearia mentre i boschi della zona forniscono prezioso legname.

Recentemente si sono registrati i segni di un modesto sviluppo industriale che ha interessato principalmente i settori edile ed estrattivo; le dimensioni del fenomeno sono tuttavia ancora troppo modeste per comportare una trasformazione della struttura economica e per contribuire in modo significativo alla piena occupazione.

Questa debolezza strutturale non sembra tuttavia riflettersi in misura eccessiva sui livelli di reddito.

Relazioni

Le risorse paesaggistiche, il clima mite, la vita tranquilla che vi si conduce costituiscono un'attrattiva per il modesto turismo, anche venatorio, che la interessa.

Al di fuori di questo, le relazioni che intreccia con i centri vicini le attribuiscono per lo più un ruolo di dipendenza per motivi economici, di studio e lavoro.

Il Patrono, S.

Nicola di Bari, si celebra il 6 dicembre.

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