Riservata

Comune di: Bonefro (CB)

  • Indirizzo: Piazza Municipio 1
  • C.A.P.: 86041
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comunedibonefro@tin.it
  • Pec: comune.bonefrocb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.bonefro.cb.it
  • Nome Abbitanti: bonefrani
  • Santo Patrono: San Nicola - 6 dicembre
  • Primo Cittadino: Sindaco Nicola Giovanni Montagano
  • 41.703611111, lng: 14.935277777
  • Superficie: 31.28 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 620 mt
  • Abitanti: 1.528
  • Densità: 48,85 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070004
  • Codice catasto: A971
  • Comune Montano: Parzialmente montano
  • Sole Sorge : 07:20:36
  • Sole Tramonta : 16:30:45
  • Distanza da

Descrizione

Comune collinare agricolo e industriale, di origine medievale.

La comunità dei bonefrani, caratterizzata da un indice di vecchiaia particolarmente elevato, è concentrata nel capoluogo comunale e nella località di S.

Vito, sorta anticamente intorno alla omonima badia.

Il centro storico presenta la struttura tipica delle zone collinari con impronta medievale: vie strette e tortuose, abitazioni prevalentemente unifamiliari, strette le une alle altre, con la chiesa al centro.

Il comune ha tuttavia conosciuto un'espansione edilizia che ha interessato sia la collina di fronte a quella su cui sorge il nucleo di primo insediamento, sia l'avvallamento intermedio, che oggi rappresenta il centro del paese, dove si trovano abitazioni di moderna concezione separate da vie più larghe e meglio percorribili.

Il territorio ha un profilo vario ed ondulato ma mai aspro; la parte maggiore è costituita dalla pianura che occupa una parte della valle compresa tra i fiumi Biferno e Fortore.

Il clima è generalmente temperato, sia in estate che in inverno.

Lo stemma raffigura S.

Nicola vescovo, protettore del comune.

 

Localizzazione

Si trova presso le sorgenti del torrente Tona, affluente del Fortore, tra i comuni di Santa Croce di Magliano, Montelongo, Montorio nei Frentani, Casacalenda, Ripabottoni, San Giuliano di Puglia e Sant'Elia a Pianisi.

Raggiungibile per mezzo della viabilità provinciale e della statale 376 dei Tre Titoli, è posta in posizione decisamente sfavorita rispetto alle grandi reti di traffico: il casello di Termoli-Molise lungo l'A14 Adriatica si trova a 49 km e la strada statale 647 Fondo valle del Biferno corre a 35 km.

La stazione ferroviaria Bonefro-Santa Croce è posta a 9 km dal centro, lungo la linea Campobasso-Termoli, nel territorio del comune di Casacalenda; per i collegamenti aerei e marittimi bisogna arrivare all'aeroporto distante 202 km (ma si utilizza anche l'aeroporto intercontinentale "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino distante 302 km) e al porto commerciale, distante 207 km.

Fa parte della Comunità montana "Cigno"; gravita su Larino e Campobasso per le esigenze burocratico-amministrative e per i bisogni che non trovano soddisfazione sul posto, mentre è essa stessa polo di attrazione per modesti flussi di pendolarismo dei lavoratori occupati nelle locali attività produttive.

 

Storia

E' citata come Benifro per la prima volta in un documento del 1049; il nome deriverebbe da Venafro: secondo la tradizione, infatti, alcuni venafrani, recatisi in pellegrinaggio a S.

Michele sul Gargano, subirono il ratto delle loro donne ad opera degli abitanti del castello.

Fermatisi presso il maniero, i venafrani dettero vita ad un insediamento urbano che chiamarono Benifro o Benafro in onore alla loro città d'origine.

L'autenticità dell'episodio non è mai stata accertata, eppure vi sono indizi che la avvalorano: il luogo che, secondo la leggenda, fu teatro del rapimento si chiama ancor oggi "Pianto delle donne", segno che alla tradizione è stato dato tanto credito da influenzare la toponomastica; un indizio più serio va ricercato nelle sorprendenti affinità di costumi e nella corrispondenza di molti cognomi delle due comunità.

Inseriti nella Contea di Larino durante la dominazione longobarda, i territori furono concessi in feudo da Re Ladislao nel 1405 alla famiglia Boccapianola dalla quale, in seguito a numerosi passaggi di proprietà, pervennero ai Castelletti.

Dal 1614 al 1806 il feudo seguì le vicende storiche di Montorio nei Frentani.

Le testimonianze architettoniche comprendono il castello, cui è legata la leggenda del ratto e che comunque ha indubbiamente costituito il centro di espansione del tessuto urbano; il palazzo baronale di epoca rinascimentale; la chiesa di Santa Maria delle Rose, più volte rimaneggiata.

 

Economia

Il comune non ospita uffici importanti, per i quali si è costretti a rivolgersi altrove; ci sono tuttavia, oltre agli uffici municipali e postali, una stazione dei carabinieri e ben tre sportelli bancari.

Le strutture scolastiche consentono di frequentare le classi dell'obbligo; la cultura tuttavia non riceve impulso da altre strutture quali musei o biblioteche, di cui la popolazione non può disporre.

Non vi sono impianti sportivi di eccezionale rilevanza, sebbene il campo da tennis richiami sportivi anche dai centri limitrofi.

C'è la Pro Loco.

I servizi sanitari sono ridotti all'essenziale: viene assicurato solo il servizio ambulatoriale; quelli sociali sono invece maggiormente sviluppati: nel comune si trovano infatti una casa di riposo per anziani e una cooperativa di solidarietà sociale.

Vi si conduce una vita calma e abbastanza legata alle tradizioni; nella struttura economica locale ha ancora un peso rilevante l'agricoltura, fondata sulla coltivazione dell'olivo, che dà alimento all'industria di trasformazione alimentare, con una apprezzata produzione olearia; altre imprese operano nel settore edile e nella zootecnia, concorrendo a determinare un quadro economico non disprezzabile.

Nella norma l'insieme degli esercizi pubblici e di ristoro, mentre mancano strutture ricettive e ricreative, cosa che pesa soprattutto alla popolazione più giovane.

 

Relazioni

Le principali attrattive del comune vanno ricercate nelle cospicue risorse ambientali che esso può vantare, sia per quanto riguarda il patrimonio naturalistico che ne fa anche meta di turismo venatorio, sia per quanto attiene alla tranquillità della vita paesana, ravvivata dalle "maitunate" (canti augurali) di Capodanno e dai falò di S.

Giuseppe e della vigilia di Sant'Antonio.

Il Patrono S.

Nicola viene festeggiato il 9 maggio.

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