Riservata

Comune di: Montefalcone nel Sannio (CB)

  • Indirizzo: Via V. De Fanis Vico I 1
  • C.A.P.: 86033
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: info@comune.montefalconenelsannio.cb.it
  • Pec: comune.montefalconenelsannio@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.montefalconenelsannio.cb.it
  • Nome Abbitanti: montefalconesi
  • Santo Patrono: Sant'Antonio di Padova - 13 giugno
  • Primo Cittadino: Sindaco Gigino D'Angelo
  • 41.865, lng: 14.639999999
  • Superficie: 32.57 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 659 mt
  • Abitanti: 1.650
  • Densità: 50,66 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070043
  • Codice catasto: F495
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:20:12
  • Sole Tramonta : 18:12:03
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I falconesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia elevato, sono concentrati nell'unico centro abitato, che sorge in collina e degrada dolcemente nella pianura ricca di vegetazione.

Il centro storico, che richiama la tipologia urbanistica medievale, è arroccato sulla collina; la zona di nuovo insediamento, si è sviluppata verso la pianura.

Il territorio, vario e accidentato, comprende il monte La Rocchetta (951 metri) ed il Colle Croce (871 metri); è bagnato dal Trigno che lo separa dall'Abruzzo ed è caratterizzato dalla presenza del Lago Grande, che è situato a 590 metri sul livello del mare e misura oltre 250 m di diametro.

Il paesaggio è ampio: lo sguardo spazia fino al Trigno ma a sud est il Monte Mauro, che si profila all'orizzonte, impedisce la visuale della valle del Biferno.

Il clima è piuttosto rigido in inverno, ma in compenso regala estati fresche e piacevoli.

Lo stemma rappresenta un falco posato sulla cima di un monte.

 

Localizzazione

Posta sul versante destro del corso inferiore del fiume Trigno, è attraversata dalla strada provinciale che collega le statali 157 della valle del Biferno e 650 Fondo valle Trigno; quest'ultima, a nove chilometri dall'abitato, garantisce con il suo agevole tracciato rapidi collegamenti con il litorale adriatico.

Il casello di Vasto sud, a 38 km, permette di accedere all'A14 Adriatica; la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo, lungo la linea Bologna-Bari, dista 44 km.

L'aeroporto più vicino è a 120 km, ma a 162 km lo scalo di Napoli/Capodichino offre un maggior numero di collegamenti nazionali ed internazionali, mentre l'aeroporto "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 262 km, è abilitato ai voli intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo fa capo al terminale più vicino, distante 123 km, al più attrezzato porto mercantile, distante 167 km.

Fa parte della Comunità montana "Trigno-medio Biferno".

Per i servizi gravita verso Campobasso, Termoli, Larino e Vasto (CH).

 

Storia

L'etimologia del toponimo non è ancora chiarita; si sa soltanto che nel 1869 il comune fu autorizzato con regio decreto ad aggiungere "del Sannio" al nome precedente per differenziarlo da altri toponimi simili.

Il ritrovamento di monete italiote e resti di armi antiche sul monte la Rocchetta, in località "Marinera", ha fatto supporre che vi sorgesse la "Maronea" dei sanniti, espugnata dal console Marcello nel 212 a.

C.

All'inizio del periodo angioino fu feudo della famiglia Cantelmo e poi degli Arcuccio.

Nel 1381 il territorio fu concesso agli Zurlo che lo tennero fino al 1465, quando fu aggregato al feudo di Guglionesi.

Nel 1488 il feudo venne assegnato ad Angelo di Gambatesa, conte di Campobasso e Termoli; il suo successore Cola fu spogliato dei feudi per fellonia nel 1495.

Dal 1496 al 1670, in seguito ad alterne vicende, la proprietà fu trasferita a varie famiglie tra cui i Carafa, i Del Tufo, i Gallo, i Gargano, fino a giungere sotto la signoria dei Coppola che conservarono i diritti fino all'eversione feudale.

Nel 1805 fu danneggiata gravemente da un terremoto.

Il patrimonio storico è ricco ed interessante: comprende l'antichissima chiesa parrocchiale di S.

Silvestro, la chiesa seicentesca di Santa Maria delle Grazie, il palazzo ducale di epoca rinascimentale ed i resti di mura ciclopiche sul monte La Rocchetta.

 

Economia

Il comune ospita i normali uffici municipali, l'ufficio postale e quello di collocamento, una stazione dei carabinieri ed una del corpo forestale dello Stato.

Il servizio sanitario comprende la farmacia e l'ambulatorio comunale; la presenza di una casa di accoglienza costituisce una pregevole rarità per i comuni della regione.

Nelle strutture scolastiche del posto si frequentano le classi dell'obbligo.

Non vi sono impianti sportivi di particolare rilievo; è possibile comunque praticare calcio e tennis e giocare a bocce; di pari livello la qualità delle strutture ricettive, che non permettono il soggiorno essendo limitate ai pur avviati esercizi di ristorazione.

La popolazione conduce una vita tranquilla, legata alle tradizioni e non troppo aperta al nuovo.

Trae sostentamento da una struttura economica più articolata e vivace che altrove, che non ha dimenticato il valore dell'agricoltura: si coltivano cereali ed ortaggi, vite ed olivo; si producono olio e vino.

Le industrie, raccolte in un'area a loro destinata dagli strumenti urbanistici, interessano i settori edile e tessile; non mancano attività artigianali di lavorazione del marmo, del legno e della carpenteria metallica.

Il terziario è costituito dalla rete commerciale, più che soddisfacente per le dimensioni e le necessità della popolazione locale.

Il livello di reddito sembra beneficiare, almeno in parte, di tanta operosità, come dimostra la presenza dello sportello di un istituto di credito.

 

Relazioni

Il fiume Trigno ed il Lago Grande offrono ore di svago ai pescatori; il lago, in particolare, è ricco di anguille e tinche e sulle sue rive vi sono idonee strutture per il picnic.

A soddisfare gli amanti delle tradizioni popolari resistono i riti natalizi delle "maitunate" (canti augurali) e delle "farchie" (grosse torce fatte con rami di quercia) con le quali viene acceso il falò della vigilia; la processione di S.

Gabriele dell'Addolorata in febbraio ed i riti della settimana santa costituiscono altri importanti momenti di partecipazione per la comunità, di interesse per i cultori della tradizione religiosa.

Il Patrono è Sant'Antonio e si festeggia il 13 giugno.

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