Riservata

Comune di: Oratino (CB)

  • Indirizzo: Piazza Raffaele Rogati 3
  • C.A.P.: 86010
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: oratino@tin.it
  • Pec: comune.oratinocb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.oratino.cb.it
  • Nome Abbitanti: oratinesi
  • Santo Patrono: San Bonifacio - 14 maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Luca Fatica
  • 41.584166666, lng: 14.585833333
  • Superficie: 17.89 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 795 mt
  • Abitanti: 1.560
  • Densità: 87,20 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070049
  • Codice catasto: G086
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:23:32
  • Sole Tramonta : 16:33:33
  • Distanza da

Descrizione

Comune montano, agricolo e industriale, di origine medievale.

Gli oratinesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia di poco superiore ai valori medi, sono distribuiti nel capoluogo comunale e nella località di Cerro.

L'abitato è situato su un colle ricco di vegetazione e degrada dolcemente nella valle immergendosi nel verde.

Il centro storico, che mantiene la struttura urbanistica medievale, è caratterizzato da abitazioni vecchie ma in buono stato di conservazione generale, strette intorno alla chiesa e in maggioranza unifamiliari, intervallate da vie piuttosto strette e ripide; la zona di nuovo insediamento si compone invece di abitazioni moderne e prevalentemente condominiali.

Il profilo del territorio, vario e ondulato, degrada da est od ovest; la vetta più alta è il Colle (803 metri), a sua volta circondata da rilievi minori, coperti di boschi e intervallati dalle vallate solcate dai torrenti Rio di Oratino e Rivolo.

Il paesaggio offre una vista ampia e aperta verso il Biferno.

Il clima è temperato e gradevole, sia in inverno che in estate.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, rappresenta un olmo in campo azzurro sormontato dalla mezzaluna e affiancato da due stelle d'argento ad otto raggi.

 

Localizzazione

Si trova su una rupe isolata, circondata di boschi, dominante la confluenza del Rio di Oratino col Biferno; percorrendo la viabilità secondaria proveniente da Campobasso si giunge, dopo meno di dieci chilometri, all'incrocio con le statali 618 Molesana e 647 Fondo valle del Biferno.

Il casello di Termoli-Molise, a 72 km, immette nell'A14 Adriatica; poco più lontana l'Autostrada del Sole A1: i caselli di San Vittore, verso nord, e di Caianello, verso sud, distano rispettivamente 93 e 99 km.

Non è servita direttamente dalla ferrovia ma la stazione più vicina, a otto chilometri, è snodo delle linee Campobasso-Benevento, Campobasso-Vairano e Campobasso-Termoli.

L'aeroporto di riferimento dista 159 km; a 259 km c'è lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, che offre collegamenti intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo fa capo al porto mercantile, posto a 164 km.

Fa parte della Comunità montana "Molise Centrale"; gravita verso Campobasso.

 

Storia

Le prime notizie storiche risalgono al 1268 ed attribuiscono la proprietà del feudo ad Eustachio d'Ardicourt; questi tuttavia non figura nella revisione dei titoli feudali ordinata nel 1279 da Re Carlo I d'Angio: ciò fa supporre che il d'Ardicourt ne fosse stato privato.

In seguito, a causa di varie e complesse vicende, la proprietà passò di mano diverse volte conoscendo la dominazione di numerose famiglie feudali tra le quali gli Evoli, i Di Capua, i Caracciolo, i Giordano, che vi esercitarono i diritti fino all'eversione del feudalesimo.

Dei Giordano si ricordano alcune figure di spicco: Giovanni Girolamo, che scrisse gli "Inni sacri latini parafrasati in versi toscani"; Federico e sua moglie Enrichetta Carolina Von Just, noti per aver dato asilo ai ricercati per motivi politici dal governo borbonico.

Fanno parte del patrimonio architettonico l'antica parrocchiale di Santa Maria Assunta, più volte restaurata a partire dal 1526; la chiesa di Santa Maria di Loreto; la torre quadrata, risalente al X secolo, posta in località La Rocca.

 

Economia

Il comune ospita gli uffici municipali ordinari e l'ufficio postale.

Mancano una stazione dei carabinieri e servizi sociali di particolare rilievo.

Nelle strutture scolastiche locali si impartisce soltanto l'istruzione primaria, con  disagio dei più giovani, costretti ad abituarsi ben presto alla condizione di pendolari; il servizio sanitario mette a disposizione una farmacia e l'ambulatorio comunale.

Gli impianti sportivi consistono in due campi da tennis illuminati; scarse invece le strutture ricettive, modeste e limitate alla ristorazione.

Nel dare conto degli uffici e dei servizi mancanti, non si può tuttavia fare a meno di rilevare che il capoluogo di regione, con la completezza e vivacità delle sue strutture, dista appena otto chilometri: per i centri vicini è quindi superfluo disporre di strutture interne complete ed autosufficienti.

Tale situazione si riflette anche sul tessuto economico: mentre l'agricoltura mantiene una funzione importante con la produzione di olio, vino e cereali e la pratica della zootecnia, l'industria è andata sviluppandosi nei settori dell'edilizia, dell'arredamento e dei materiali da costruzione; il terziario consiste nella rete commerciale, più che sufficiente in rapporto alle esigenze della comunità.

Un quadro economico equilibrato non basta comunque a garantire la piena occupazione; anche per questo, però, la vicinanza del capoluogo di regione esplica effetti positivi.

 

Relazioni

Malgrado la vicinanza del capoluogo di regione, riesce ad avere una propria indipendenza economica da quest'ultimo, grazie, principalmente alla riscoperta di una vocazione al turismo, anche giornaliero, e all'assunzione del ruolo di "valvola di sfogo" per il mercato immobiliare, che costituiscono potenzialità interessanti.

Qui si viene soprattutto per pescare le trote nel Biferno e per rilassarsi godendo delle risorse paesaggistiche e ambientali.

I falò di capodanno e la processione con fiaccolata per la Madonna di Loreto attirano visitatori ed appassionati del folclore e della tradizione religiosa.

La manifestazione più spettacolare è il rogo della "faglia": una torcia costruita con canne e fogliame, del diametro di due metri e alta fino a 15 metri, issata in piazza e arsa la vigilia di Natale.

Il Patrono, S.

Bonifacio, si festeggia il 14 maggio.

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