Riservata

Comune di: Palata (CB)

  • Indirizzo: Piazza Pertini 1
  • C.A.P.: 86037
  • Prefisso telefonico: 0875
  • Telefono:
  • E.mail: comune@comunedipalata.it
  • Pec: comunedipalata@pec-leonet.it
  • Internet: www.comune.palata.cb.it
  • Nome Abbitanti: palatesi
  • Santo Patrono: San Rocco - 16 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Michele Berchicci
  • 41.889444444, lng: 14.784722221
  • Superficie: 43.82 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 520 mt
  • Abitanti: 1.769
  • Densità: 40,37 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070050
  • Codice catasto: G257
  • Comune Montano: Parzialmente montano
  • Sole Sorge : 07:23:44
  • Sole Tramonta : 16:31:46
  • Distanza da

Descrizione

Comune collinare, agricolo ed industriale, di origine medievale.

I palatesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, sono concentrati in un unico centro abitato posto in collina e degradante dolcemente verso la pianura, ricca di colture e di boschi.

Il centro storico è caratterizzato da abitazioni di vecchia costruzione ma in buono stato di conservazione, strette intorno alla chiesa, in prevalenza unifamiliari.

Il profilo del territorio è vario e ondulato: colline e vallate si alternano formando un insieme piacevole e armonioso.

Il paesaggio è circondato da colline ma aperto verso la vallata che termina ad oriente con il bosco di S.

Clemente.

Il clima è tipicamente collinare: temperato sia in inverno che in estate.

Lo stemma azzurro, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, porta nel campo due pale incrociate sovrastate da una mezzaluna d'oro rovesciata.

 

Localizzazione

Sorge su un colle presso le sorgenti del torrente Sinarca, nel bacino inferiore del fiume Biferno, all'incrocio tra le strade statali 483 Termolese e 157 della valle del Biferno.

I collegamenti con le grandi reti di traffico risultano piuttosto agevoli: 30 km la separano dal casello di Termoli-Molise, che dà accesso all'A14 Adriatica; non servita direttamente dalla ferrovia, ha comunque la stazione di Guglionesi-Portocannone, lungo la linea Campobasso-Termoli, a 23 km, nel territorio del comune di Termoli.

L'aeroporto più vicino dista 135 km, ma a 203 km l'aerostazione di Napoli/Capodichino offre un maggior numero di collegamenti nazionali ed internazionali; per i voli intercontinentali diretti ci si serve dello scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicno, posto a 303 km.

Il traffico marittimo fa capo al più vicino scalo, distante 138 km, o al più attrezzato porto mercantile distante 208 km.

Fa parte della Comunità montana "Monte Mauro"; gravita verso Termoli, Campobasso e Larino.

 

Storia

Secondo la tradizione locale il nome del comune deriva da quello di una contrada chiamata "Paludella" o "Palatella"; non ha subito evoluzione nel corso dei secoli.

Fin dai tempi più remoti appartenne sempre al contado di Molise; dai documenti ne risulta  primo feudatario Roberto della Rocca, cui seguirono diverse famiglie, tra cui i Gravina, gli Ionata, gli Orsini e i Toroldo; l'ultima famiglia feudale fu quella degli Azlor Pallavicino Zapata, duchi di Villahermosa, nobili spagnoli che vi esercitarono i diritti fino all'eversione feudale.

La località Santa Giusta fu teatro di un insediamento in epoca normanna, che gli abitanti furono costretti ad abbandonare nel XVII secolo a causa degli assalti dei turchi.

Nelle località Francano e S.

Leucio risultano insediate colonie di albanesi rispettivamente nel 1454 e nel 1663; costoro risiedevano in contrade distanti dal centro abitato perché considerati ospiti indesiderati.

Del primo nucleo rimangono oggi solo i resti di una vecchia torre; il secondo fu invece completamente distrutto dal terremoto del 1688.

Fanno parte del patrimonio storico ed architettonico: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nova, costruita nel 1531 dagli slavi secondo l'epigrafe incisa sul portale; la chiesa di Santa Giusta, che nell'antichità apparteneva al feudo omonimo poi abbandonato; una lastra di pietra raffigurante un libro aperto su cui è inciso il primo versetto del Magnificat.

 

Economia

Il comune ospita l'ufficio postale, i normali uffici municipali e quelli della Comunità montana.

Nelle strutture scolastiche disponibili localmente si possono frequentare tutte le classi dell'obbligo; il servizio sanitario mette a disposizione una farmacia e l'ambulatorio comunale; un orfanotrofio esaurisce il quadro dei servizi sociali.

Negli impianti a disposizione degli sportivi si praticano calcio, tennis e tiro con l'arco; le strutture ricettive non consentono il soggiorno agli occasionali visitatori ma contano validi esercizi di ristorazione ed un pub che funge anche da luogo di ritrovo per trascorrere il tempo libero.

Nel quadro delle attività economiche l'agricoltura non ha perduto la sua importante funzione; la coltivazione di frumento, vite ed olivo e la zootecnia alimentano l'industria di trasformazione alimentare: oleifici, caseifici ed aziende vinicole offrono prodotti generalmente apprezzati dai consumatori.

L'industria è rappresentata dalle piccole aziende che operano nel settore dei materiali per l'arredamento e l'edilizia; la rete commerciale, di medie dimensioni, risponde in modo soddisfacente alle esigenze locali.

Nel complesso la comunità dimostra una discreta vivacità economica.

 

Relazioni

Si pescano granchi rossi e trote nel torrente Sinarca e nel Biferno; il bosco di S.

Clemente e la macchia che ricopre le colline favoriscono le escursioni; gli appuntamenti con le manifestazioni tradizionali, infine, attirano gli appassionati del folclore.

Tra le ricorrenze più rilevanti si segnalano la sfilata dei trattori addobbati per carnevale, la processione della Madonna del Transito in maggio, la Festa del Ringraziamento in ottobre, il presepe vivente allestito nella canonica nel periodo natalizio e soprattutto la sfilata dei carri trainati da coppie di buoi e riccamente addobbati, che ha luogo in giugno per la festa di Sant'Antonio di Padova; la manifestazione risente probabilmente di influenze culturali slave e richiama un discreto numero di visitatori.

Il Patrono, S.

Rocco, si festeggia il 16 agosto con feste di piazza e fuochi d'artificio.

E' patria di Amodio Ricciardi, giurista e deputato al Parlamento napoletano nel 1820.

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