Riservata

Comune di: Petacciato (CB)

  • Indirizzo: Viale Pietravalle 3
  • C.A.P.: 86038
  • Prefisso telefonico: 0875
  • Telefono:
  • E.mail: comune.petacciato@libero.it
  • Pec: comunedipetacciato@pec-leonet.it
  • Internet: www.comune.petacciato.cb.it
  • Nome Abbitanti: petacciatesi
  • Santo Patrono: San Rocco - 16 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Gabriele Domenico La Palombara
  • 42.010833333, lng: 14.859722222
  • Superficie: 35.4 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 225 mt
  • Abitanti: 3.638
  • Densità: 102,77 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070051
  • Codice catasto: G506
  • Comune Montano: Non montano
  • Sole Sorge : 07:19:30
  • Sole Tramonta : 18:10:59
  • Distanza da

Descrizione

Centro di collina, di età medievale, dall'economia articolata in cui convivono industria, turismo ed agricoltura.

I petacciatesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia nella media, abitano il capoluogo comunale, situato su un colle di fronte al mare, e la zona dello scalo ferroviario.

Il territorio, dal profilo vario e ondulato, comprendente anche un bellissimo bosco, non presenta altezze di rilievo: è costituito in massima parte dalla pianura attraversata dal fiume Tecchio e da un lungo tratto di spiaggia.

Il paesaggio è ampio e aperto verso l'Adriatico; il clima temperato è caratterizzato da inverni miti ed estati fresche.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, riporta nella metà superiore una torre in fiamme sul mare, a ricordo della distruzione subita nel 1352 ad opera degli ungheresi; nella metà inferiore figura un olivo avvolto da tralci di vite, simbolo delle coltivazioni prevalenti.

 

Localizzazione

Situata su un poggio prospiciente il mare Adriatico, alla destra della foce del fiume Trigno, è raggiungibile per mezzo della viabilità provinciale che la unisce alla strada statale 16 Adriatica, a cinque chilometri dal centro.

I collegamenti con le grandi reti di traffico sono ottimi: i caselli di Vasto sud, a 13 km, e Termoli-Molise, a 15 km, danno accesso all'A14 Adriatica rispettivamente verso nord e verso sud; dispone di una stazione ferroviaria, che serve anche il comune di Montenero di Bisaccia, lungo la linea Bologna-Bari.

Per i collegamenti aerei c'è un aeroporto a 96 km ma a 196 km quello di Napoli/Capodichino offre una rete assai più sviluppata di collegamenti nazionali ed internazionali.

Il traffico marittimo mercantile ha un terminale a 99 km ed altri due, più grandi ed attrezzati, a 219 km, sull'Adriatico, e 201 km, sul Tirreno.

Fa parte del Molise Marittimo; gravita verso Termoli, Campobasso e Larino; a sua volta è centro di gravitazione per il turismo balneare.

 

Storia

In passato fu chiamata "Betavia", "Pitaccio", "Petacquato", "Civita Potatius"; alcuni studiosi ritengono che alla località corrisponda l'antico castello di "Pietrafracida" sul Tecle (oggi Tecchio) acquistato dall' Abbazia di Montecassino nel secolo XI.

Le notizie storiche più antiche risalgono al XII secolo quando, pressoché disabitata, la località apparteneva alla famiglia Brittolo; all'inizio dell'epoca angioina era feudo della famiglia Di Miliaco e fu distrutta quasi completamente da un incendio.

Nel 1352 Corrado Lupo la mise a ferro e fuoco; risorta dalle rovine, nel 1421 fu accorpata al feudo di Guglionesi per decreto della regina Giovanna II.

Al tempo della guerra tra Ferrante I e Giovanna d'Angiò, il Caldora con le sue milizie assalì il feudo arrecandovi ingenti danni; nel 1619 fu infine acquistata dal duca di Celenza che vi accolse numerosi coloni.

Per il bosco che la circonda e per la vicinanza al mare fu spesso rifugio per bande di briganti.

Fino al 1923 fece parte del comune di Guglionesi.

A circa due chilometri dall'abitato, lungo il litorale, tra la ferrovia e il mare, sorge l'antica torre del XII secolo, una delle 21 torri litoranee del Regno di Napoli poste a difesa della costa; nel centro storico si possono ammirare la chiesa parrocchiale di S.

Rocco, del XII secolo, con l'annessa cripta e il rinascimentale palazzo Battiloro.

Nel 1561 vi abitava addirittura una sola famiglia; dal 1669 in poi la popolazione ha mantenuto una tendenza all'incremento demografico.

 

Economia

Il comune si caratterizza per un sistema di uffici e servizi pubblici interessante: oltre agli uffici municipali ordinari e all'ufficio postale vi sono infatti il consorzio agrario, una stazione del corpo forestale dello Stato ed una dei carabinieri, la Pro Loco, un vivaio forestale, una compagnia di navigazione, una società turistica ed un ente di beneficenza.

Le strutture scolastiche locali permettono di frequentare le classi dell'obbligo mentre il servizio sanitario mette a disposizione una farmacia e l'ambulatorio comunale.

Gli sportivi hanno strutture idonee per praticare calcio, tennis, volley, calcetto e possono frequentare una palestra polivalente; sufficienti le strutture ricettive, che comprendono esercizi di ristoro e camping per la stagione estiva.

Malgrado la vicinanza di un centro sviluppato come Termoli, il comune vanta un'economia vivace e composita: l'agricoltura offre cereali, olio, e vino; l'industria è presente nei settori della trasformazione alimentare, dell'edilizia, nella metallurgia e nei materiali da costruzione (settore in cui si distinguono alcune fornaci, attività di antica tradizione per questo comune).

Il turismo balneare, in notevole crescita, rappresenta una considerevole opportunità di sviluppo; meno sviluppata la rete degli esercizi commerciali ma si raggiunge senza disagio il ricco mercato termolese.

 

Relazioni

Centro balneare ben strutturato e accogliente, richiama durante la stagione estiva numerosi turisti, anche dalle regioni settentrionali.

Altra fonte di richiamo è costituita dalle manifestazioni folcloristiche, come la sacra rappresentazione ispirata alle tentazioni di Sant'Antonio Abate, che si tiene nel mese di gennaio, o la processione di S.

Nicola, la prima domenica di maggio, la cui statua viene esposta nel "trionfo" (nicchia addobbata) per una settimana.

Il Patrono, S.

Rocco, si festeggia il 16 agosto con manifestazioni religiose tradizionali.

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