Riservata

Comune di: Pietracupa (CB)

  • Indirizzo: Via Casaleno 1
  • C.A.P.: 86020
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comunedipietracupa@virgilio.it
  • Pec: comunedipietracupa@postecert.it
  • Internet: www.comune.pietracupa.cb.it
  • Nome Abbitanti: pietracupesi
  • Santo Patrono: San Gregorio Papa - 19 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Camillo Santilli
  • 41.681666666, lng: 14.518888888
  • Superficie: 10.08 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 695 mt
  • Abitanti: 228
  • Densità: 22.619,05 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070054
  • Codice catasto: G610
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:12
  • Sole Tramonta : 16:32:29
  • Distanza da

Descrizione

Piccola comunità agricola montana, di origine medievale.

I pietracupesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia tra i più alti della regione, sono distribuiti nel capoluogo comunale e nella località Piana di Sciarra; il nucleo principale sorge addossato ad un roccione che si eleva, isolato, nella vallata.

Nel centro storico le abitazioni sono vecchie ma in buono stato di conservazione, costruite in pietra e prevalentemente unifamiliari; nella zona di nuovo insediamento sono più moderne e spesso condominiali.

Il territorio, dal profilo vario e ondulato, non presenta quote significative: le colline si alternano alle vallate, tra le quali scorre il torrente Vella, affluente del Trigno.

Il clima è caratterizzato da estati piacevoli e ventilate e da inverni miti.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura una torre rossa su una montagna rocciosa d'argento e tre comete d'oro, il tutto in campo azzurro.

 

Localizzazione

Si trova nella regione collinare che separa i bacini dei fiumi Trigno e Biferno, tra i confini dei comuni di Bagnoli del Trigno, Salcito, Fossalto, Duronia e Torella del Sannio.

La viabilità provinciale la collega ai centri vicini e al tracciato della statale 647 Fondo valle del Biferno, che corre a meno di dieci chilometri dall'abitato.

I caselli di Termoli-Molise, a 68 km, e di Vasto sud, a 60 km, danno accesso all'A14 Adriatica rispettivamente verso sud e verso nord; più lontana l'Autostrada del Sole A1, con i caselli di San Vittore, verso nord, a 92 km, e Caianello, verso sud, a 98 km.

Non direttamente servita dai collegamenti ferroviari, trova a 28 km la stazione più vicina, snodo delle linee Campobasso-Termoli, Campobasso-Vairano e Campobasso-Benevento.

L'aeroporto di riferimento dista 158 km; 258 km la separano invece dallo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, che consente di effettuare voli intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo fa capo al porto mercantile distante 163 Km.

Fa parte della Comunità montana "Molise Centrale".

Per i servizi sovracomunali e per l'istruzione secondaria gravita verso Campobasso.

 

Storia

Le prime notizie storiche risalgono al 1269 e attribuiscono la signoria sul feudo a Ugo di Brianzio, che lo ottenne per concessione di Carlo I d'Angiò.

Tra la fine del secolo XIII e l'inizio del secolo successivo passò alla famiglia D'Alemagna, o Alemanni; nella prima metà del XV secolo ne erano signori i conti Carafa, ai quali seguirono i Gaetani, i D'Evoli e i De Regina.

Dal 1701 al 1750 furono i Brancia ad esercitarvi i diritti; da questi passò alla famiglia Francone che la tenne fino all'estinzione della feudalità.

E' stata sempre pertinenza del contado di Molise.

Il toponimo è un chiaro riferimento, per opposizione, all'abitato situato su una pietra ma non "cupa", cioè nascosta, bensì isolata e dominante tutto il territorio.

Nel patrimonio storico ed architettonico l'elemento di maggiore importanza è rappresentato dall'antica chiesa parrocchiale di S.

Gregorio.

La tendenza verso una contrazione demografica marcata, oggi evidente, risale all'inizio del secolo: nel 1911, infatti, contava 1.

353 abitanti.

 

Economia

Il sistema degli uffici e servizi pubblici comprende gli uffici municipali ordinari e l'ufficio postale.

Nelle scuole a disposizione della popolazione si impartisce soltanto l'istruzione primaria e ciò causa un comprensibile disagio ai più giovani, costretti ad assumere presto la veste di pendolari; se tale carenza si può spiegare con la composizione della comunità, estremamente esigua e decisamente "anziana", la stessa considerazione rende invece ancor più evidente la mancanza di una farmacia: il servizio sanitario mette infatti a disposizione della popolazione unicamente l'ambulatorio comunale.

Gli sportivi possono contare sul campo di calcio e su un campo da tennis; mancano invece le strutture ricettive, sebbene centri come Trivento, a una quindicina di chilometri, e soprattutto Campobasso, a 28 km, siano perfettamente in grado di sopperire a questo tipo di necessità.

La comunità conduce una vita appartata e poco aperta al nuovo a causa della posizione geografica, dell'esiguità del numero degli abitanti e dell'elevato indice di vecchiaia.

La principale fonte di reddito rimane l'agricoltura: si coltivano cereali, olivo, alberi da frutta e vite; in piccole aziende, spesso a conduzione familiare, si producono olio e vino che alimentano insieme agli altri prodotti della terra un modesto commercio.

L'industria non si è sviluppata e lo stesso può dirsi del terziario, sia con riguardo alla rete commerciale (che riesce comunque a soddisfare le esigenze della comunità), sia per quanto attiene ai servizi, tra i quali non figura l'esercizio del credito.

 

Relazioni

Le risorse ambientali e il folclore locale possono soddisfare gli amanti della natura e delle tradizioni culturali e quanti si lasciano catturare dal fascino del passato.

La piccola comunità fa presto a riunirsi in occasione degli appuntamenti consueti, come i riti del carnevale e le rappresentazioni popolari della Settimana Santa; o come la processione di Sant'Anna in luglio, con i fasci di spighe di grano portati dai fedeli, ma soprattutto come il Natale, con il presepe vivente animato da decine di figuranti locali e rischiarato dalla "'nducciata": le "'ndocce", fascine di legna accatastate, ardono per le vie cittadine mentre alle finestre delle case brillano i caratteristici lumini, detti "cartocci".

Il Patrono, S.

Gregorio,  si festeggia l'undici settembre.

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