Riservata

Comune di: Ripabottoni (CB)

  • Indirizzo: Corso Garibaldi
  • C.A.P.: 86040
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comune@comune.ripabottoni.cb.it
  • Pec: amministrazione@pec.comuneripabottoni.it
  • Internet: www.comuneripabottoni.it
  • Nome Abbitanti: ripesi o ripaioli
  • Santo Patrono: San Rocco - 16 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Orazio Civetta
  • 41.688055555, lng: 14.808055555
  • Superficie: 31.96 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 654 mt
  • Abitanti: 544
  • Densità: 17.021,28 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070058
  • Codice catasto: H311
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:19:18
  • Sole Tramonta : 18:11:37
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I ripabottonesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia particolarmente alto, sono distribuiti nel capoluogo comunale e nella località di Cerro.

Il centro storico, costituito da abitazioni vecchie e in pietra, sorge su uno scoglio tufaceo che si eleva sulla valle sottostante e degrada dolcemente verso la pianura; la parte orientale del centro abitato è situata in una conca, mentre il resto sovrasta la vallata.

Il territorio comunale, fra i più spogli della provincia, formato da una serie di avvallamenti e di colline, ha un profilo mosso e a tratti quasi aspro.

Il paesaggio si affaccia sulla vallata del torrente Riomaio; il clima è caratterizzato da inverni piuttosto rigidi.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura una rosa rossa in campo d'oro.

 

Localizzazione

Si trova su un colle presso le sorgenti del torrente Riomaio, affluente del Biferno; la viabilità secondaria la collega al tracciato della statale 87 Sannitica, a circa quattro chilometri, e alla statale 647 Fondo valle del Biferno, che corre a 29 km dall'abitato.

Il casello di Termoli-Molise, distante 51 km, immette nell'A14 Adriatica; la stazione ferroviaria Ripabottoni-Sant'Elia, lungo la linea Campobasso-Termoli, dista sette chilometri dal paese.

L'aeroporto più vicino si trova a 156 km, ma a 190 km l'aerostazione di Napoli/Capodichino offre una maggiore varietà di collegamenti nazionali ed internazionali; lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 290 km, permette di effettuare voli intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo incontra il terminale più vicino a 159 km e il più attrezzato scalo merci a 195 km.

Fa parte della Comunità montana "Cigno-Valle del Biferno".

Gravita verso Larino e Campobasso per i servizi burocratico-amministrativi e per quelli sanitari.

 

Storia

L'origine del toponimo è controversa: secondo alcuni deriverebbe da "Ripa Gotorum", cioè dei Goti che l'avrebbero fondata.

Il nome più antico che compaia nei documenti è "Ripabrunualdo" e risale al 1181; seguono poi "Ripa de Brittonis", che portò per lungo tempo e che derivava quasi certamente da qualche famiglia che lo tenne in feudo; "Ripa Grimisaldo", "Ripambudinana", nella carta di concessione feudale del 1450; "Ripebudonia"; "Ripa li Bottuni"; "Ripa Prettoni" e "Ripafrancona" dall'ultima famiglia feudale.

Verso il 1820 appare la forma attuale che è chiara derivazione del nome che portò più a lungo.

Le prime notizie feudali risalgono all'epoca normanna, quando ne era signore Giuliano di Castropignano, seguito da Roberto Avalerio.

Al tempo di Carlo II d'Angiò il feudo era diviso in quattro quote, una delle quali apparteneva a Guidone Primerano e le altre a Matteo Acquaviva che, nel 1303, comprò anche l'ultima.

Dal 1450 al 1523 ebbe le stesse sorti della contea di Montagano alla quale apparteneva.

Negli anni successivi ebbe vari feudatari; l'ultimo fu Ambrogio Caracciolo, principe di Torchiarolo.

I principali elementi del patrimonio architettonico sono l'antica parrocchiale dell'Assunta restaurata nel Settecento e la chiesa dell'Immacolata.

 

Economia

Il comune ospita, oltre ai consueti uffici municipali ordinari e all'ufficio postale, una stazione dei carabinieri e la Pro Loco.

Nelle strutture scolastiche locali si possono frequentare tutte le classi dell'obbligo, il che risparmia ai più giovani la disagevole esperienza di un precoce pendolarismo; il servizio sanitario mette a disposizione della comunità una farmacia ed il presidio sanitario di base.

Non si segnalano impianti sportivi degni di rilievo; le strutture ricettive, invece, consentono anche il soggiorno ai visitatori: si tratta di un elemento non da poco in una comunità di queste dimensioni.

La popolazione conduce una vita poco aperta al nuovo e legata alle tradizioni.

L'agricoltura resta fonte di reddito pressoché esclusiva e si basa sulle colture tipiche regionali: cereali, olivo, ortaggi, commercializzati o trasformati da piccole aziende, prevalentemente a conduzione familiare.

Nelle campagne circostanti si pratica l'allevamento ma l'assenza di uno sviluppo industriale e le dimensioni del terziario, limitato ad una modesta rete commerciale sufficiente a soddisfare le esigenze essenziali della comunità, non consentono di raggiungere l'autosufficienza né livelli di reddito significativi; ne dà conferma l'assenza di istituti di credito.

     

Relazioni

Le principali attrattive del comune sono rappresentate dalle risorse ambientali: si pesca nel Biferno e nel Riomaio e la campagna consente distensive escursioni.

Non mancano gli appassionati di folclore locale: in questo comune resiste la tradizione del "convito", il banchetto rituale offerto da alcune famiglie in occasione della festa di S.

Giuseppe, che qui viene ripetuto la terza domenica dopo Pasqua; fiere di bestiame e merci varie si tengono in maggio ed in settembre; richiamano un buon numero di curiosi, in agosto, la sagra della trippa e quella della porchetta.

La festa del Patrono, S.

Rocco, si celebra il 16 agosto.

E' patria del pittore Paolo Gamba che affrescò numerose chiese della provincia.

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