Riservata

Comune di: Roccavivara (CB)

  • Indirizzo: Via Papa Giovanni XXIII 10
  • C.A.P.: 86020
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: amministrazione@comune.roccavivara.cb.it
  • Pec: comune.roccavivaracb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.roccavivara.cb.it
  • Nome Abbitanti: rocchesi
  • Santo Patrono: Sant'Emidio - 5 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Franco Antenucci
  • 41.834722221, lng: 14.59861111
  • Superficie: 21.05 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 650 mt
  • Abitanti: 840
  • Densità: 39.904,99 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070060
  • Codice catasto: H454
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:23
  • Sole Tramonta : 16:31:40
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale.

I rocchesi presentano un indice di vecchiaia elvato e sono concentrati nell'unico centro abitato, costituito da abitazioni più vecchie, unifamiliari e costruite in pietra nella parte storica, più moderne e in condominio nella zona nuova.

L'abitato, situato su un colle, degrada verso la valle, in cui tratti di verde si alternano a zone aride.

Il territorio, vario e ondulato, è pianeggiante a ovest ed è attraversato dal fiume Trigno; raggiunge la sua quota massima (oltre 900 metri) sul Colle Ioccadoro.

Il paesaggio, circondato da rilievi collinari, è aperto verso ponente.

Il clima ha le caratteristiche delle zone montane: ventilato in estate, rigido d'inverno.

Lo stemma argenteo, attraversato da una banda azzurra, racchiude una torre quadrangolare rossa.

 

Localizzazione

Sorge su un colle sul versante destro della media valle del Trigno, presso il torrente di Ponte Musa ed è agevolmente raggiungibile per mezzo della strada statale 650 Fondo valle Trigno, il cui tracciato si snoda a circa 5 km dall'abitato consentendo rapidi collegamenti con il litorale adriatico e con la provincia di Isernia.

Il casello di Vasto sud, a 33 km, immette nell'A14 Adriatica; più lontana l'Autostrada del Sole A1, cui si accede dai caselli di San Vittore, a 87 km verso nord, e Caianello, a 93 km verso sud.

Non è raggiungibile in treno: la stazione Vasto-San Salvo, posta lungo la linea Bologna-Bari, dista ben 40 km.

L'aeroporto di riferimento dista 153 km e a 253 km c'è lo scalo intercontinentale di Roma/Fiumicino; i porti distano 86 km e 158 km (Napoli).

Fa parte della Comunità montana "Trigno-Medio Biferno".

Gravita verso Campobasso e Vasto (CH) per le strutture burocratico-amministrative, per quelle sanitarie e per l'istruzione di secondo grado.

 

Storia

Il suo nome più antico è "Rocca de Vivario" e risale al XIII secolo; nel secolo XV diventò "Rocca vivara", nel XVII secolo fu "Rocca Iuvara" e infine assunse il toponimo attuale.

L'etimologia è sconosciuta: si può soltanto supporre che Vivario sia stato il nome di un feudatario del luogo.

Ancorché abitato in epoca romana, le prime notizie storiche che riguardino il territorio risalgono  al 1268, anno in cui Carlo d'Angiò lo concesse in feudo a Gualtiero di Villers.

Dopo appena pochi mesi, tuttavia, lo stesso re concesse il feudo a Bertrando Cantelmo, la cui famiglia lo tenne fino al 1442; da allora, e fino al 1553, seguì le stesse sorti di Morrone del Sannio.

Nel 1556 apparteneva alla famiglia Di Sangro che vendette il feudo ai Carafa; costoro lo tennero fino al 1640.

Nel 1648 passò al demanio; messo in vendita nel 1650, fu acquistato dalla famiglia Coppola che vi dominò fino all'eversione feudale.

Ha sempre fatto parte del contado di Molise.

Il patrimonio storico e architettonico è costituito dai resti di ville romane rinvenuti in località S.

Fabiano, dove gli studiosi continuano a scavare, e nei pressi dell'abbazia di Santa Maria di Canneto.

Quest'ultima, costruita nel XII secolo su un precedente cenobio benedettino, ricca di sculture e decorazioni, è uno dei monumenti più belli e meglio conservati del Molise; interessante e degna di nota anche l'antica chiesa parrocchiale di S.

Michele Arcangelo.

 

Economia

Vi si trovano soltanto gli uffici comunali ordinari, l'ufficio postale e la Pro Loco.

Normali i servizi sanitari: la popolazione ha a disposizione una farmacia e l'ambulatorio comunale; nelle strutture scolastiche locali si possono frequentare tutte le classi dell'obbligo.

Un impianto polivalente consente agli sportivi la pratica di pallavolo, tennis e calcetto; le strutture ricettive appaiono invece assai meno sviluppate e non consentono il soggiorno.

La comunità conduce una vita poco aperta al nuovo e legata alle tradizioni.

La principale fonte di reddito è rappresentata dallo sfruttamento delle risorse della terra; accanto all'agricoltura tradizionale ha conservato un ruolo interessante la selvicoltura.

Scarso invece lo sviluppo del settore industriale, che non offre un contributo significativo all'economia locale.

Il terziario consiste nella rete commerciale, di medie dimensioni e comunque adeguata ai bisogni della comunità; non vi sono sportelli bancari né vi si registrano attività di intermediazione finanziaria; è invece presente l'attività assicurativa.

       

Relazioni

Non mancano occasioni e motivi per recarsi in visita in questo comune: il sito archeologico della villa romana nei pressi del santuario della Madonna di Canneto è visitabile; lo stesso santuario è meta di pellegrinaggi e merita una visita per il suo valore architettonico; in località La Montagna c'è un laghetto ideale per i picnic.

Il calendario delle manifestazioni tradizionali poi è ricchissimo: nel mese di maggio i fedeli partecipano ad un lungo pellegrinaggio  mentre il 15 giugno, in occasione della festa di S.

Vito, si svolgono giochi tradizionali.

In luglio il locale gruppo folk "Ioccadoro" organizza una rassegna folcloristica; in settembre, al santuario della Madonna di Canneto, una processione richiama numerosi fedeli anche dai centri vicini.

Il Patrono è Sant'Emidio e si festeggia il 5 agosto con un rituale che comprende il corteo delle "traglie" (speciali carri tirati da coppie di buoi).

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