Riservata

Comune di: San Biase (CB)

  • Indirizzo: Piazza Roma
  • C.A.P.: 86020
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: sanbiase070063@tiscali.it
  • Pec: comunesanbiase.cb@postecert.it
  • Internet: www.comune.sanbiase.cb.it
  • Nome Abbitanti: sanbiasesi
  • Santo Patrono: San Biagio - 3 febbraio
  • Primo Cittadino: Sindaco Isabella Di Florio
  • 41.714166666, lng: 14.589999999
  • Superficie: 11.85 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 804 mt
  • Abitanti: 209
  • Densità: 17.637,13 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070063
  • Codice catasto: H782
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 06:16:53
  • Sole Tramonta : 19:52:23
  • Distanza da

Descrizione

Piccola comunità agricola di montagna, di origine medievale.

I sambiasesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia eccezionalmente elevato, sono concentrati tutti nell'unico centro abitato, posto alle falde di un colle che lo domina, nella zona meridionale del territorio.

Nel centro storico, che conserva la tipica struttura urbanistica medievale, si possono rilevare abitazioni costruite in pietra, divise da vie strette e scoscese.

La cerchia esterna invece è caratterizzata da abitazioni più moderne, prevalentemente dall'aspetto delle costruzioni condominiali.

Il territorio, vario e ondulato, non raggiunge quote rilevanti, è attraversato dal vallone Porcino ed offre un paesaggio ampio e aperto sulle vallate dei fiumi Trigno e Biferno.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura S.

Biagio.

 

Localizzazione

Si trova alle falde di un colle nella zona che divide il medio bacino del fiume Biferno da quello del fiume Trigno.

E' collegata alla strada statale 647 Fondo valle del Biferno da 17 km di strada secondaria, tortuosa ed impegnativa; la statale 650 Fondo valle Trigno dista 25 km.

Il casello di Termoli-Molise, a 70 km, immette nell'A14 Adriatica; più lontana l'Autostrada del Sole A1, cui si accede dai caselli di San Vittore, a 110 km verso nord, e Caianello, a 116 km verso sud; non è raggiungibile in treno: la stazione ferroviaria più vicina, lungo la linea Campobasso-Termoli, dista 26 km.

L'aeroporto di riferimento si trova a 176 km di distanza; a 276 km c'è invece lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, utilizzato per i voli intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo fa capo al porto commerciale, distante 181 km.

Appartiene alla Comunità montana "Trigno-Medio Biferno".

Per le strutture sovracomunali e per l'istruzione gravita verso Campobasso.

 

Storia

L'origine del toponimo sembra da attribuire ad un antico romitorio dedicato a S.

Biagio, attorno al quale si sviluppò il nucleo iniziale dell'abitato.

Questo risulta censito sin dal XIV secolo: all'inizio della dominazione angioina fu feudo della famiglia Santangelo; dal 1382 al 1495 appartenne alla famiglia Di Sangro e dal 1498 al 1556 vi dominarono i Carafa.

Nel 1561 andò ad abitarvi una colonia di slavi, che ben presto si integrò con la popolazione locale secondo una dinamica comune a diversi centri della regione.

Più tardi divenne feudo della famiglia Blasi o De Blasiis, originaria del posto secondo alcuni storici, di Trivento secondo altri; i De Blasiis conservarono il titolo e i diritti su questi territori fino all'eversione feudale.

L'elemento di maggiore rilievo nel patrimonio architettonico locale è la chiesa parrocchiale di Santa Maria dell'Acquabona, esempio di architettura semplice e lineare.

Un'evidente tendenza verso un lento ed inesorabile spopolamento è in atto già dalla prima metà dell'Ottocento: nel 1835, infatti, contava 1.

451 abitanti.

 

Economia

Il sistema degli uffici e servizi pubblici è quanto di più semplice si possa immaginare: il comune ospita infatti unicamente gli uffici municipali ordinari e l'ufficio postale.

Il servizio sanitario mette a disposizione dell'anziana popolazione soltanto una farmacia: per la diagnostica ed i trattamenti terapeutici è necessario rivolgersi altrove.

Il comune manca completamente di strutture scolastiche, una carenza che normalmente non costituisce un grosso problema per una comunità anziana ma che rappresenta un freno all'inversione della tendenza verso lo spopolamento: è difficile che famiglie con figli in età scolare decidano di stabilirsi in un luogo privo di istituti di istruzione.

Non vi sono strutture ricettive di alcun genere ed il bar rappresenta l'unico luogo di ritrovo; lo stesso vale per gli impianti sportivi, se si esclude l'immancabile campo di calcio.

C'è, invece, la Pro Loco.

La popolazione conduce una vita appartata e tranquilla, legata alla tradizione.

L'unica fonte di reddito è costituita dallo sfruttamento delle risorse della terra: si praticano quindi l'agricoltura, la zootecnia e lo sfruttamento del rigoglioso bosco che circonda l'abitato e si presta anche all'impianto di carbonaie.

Non si è avuto uno sviluppo industriale ed il terziario, costituito dall'esigua rete commerciale, appena sufficiente al fabbisogno della popolazione, non è in grado di fornire un contributo significativo alla soluzione del problema occupazionale.

La popolazione attiva che non trova impiego nelle attività tradizionali è pertanto costretta a cercare lavoro altrove.

Con queste premesse non sorprende che non vi siano sportelli bancari sul posto.

 

Relazioni

Il comune è meta di un modesto turismo venatorio e domenicale fatto soprattutto di escursionisti e di estimatori dell'atmosfera agreste che lo caratterizza.

L'estate, con il rientro degli emigrati, è il periodo di maggiore vivacità; la festa di S.

Rocco trova il suo culmine, il 14 agosto, con una sfida di grande richiamo: si tratta del palio degli asini, che si tiene al campo sportivo, in cui si disputano la vittoria diverse "scuderie", in rappresentanza dei rioni paesani, formate da un fantino con la sua cavalcatura e dai "fedelissimi".

Il Patrono è S.

Biagio e si festeggia il 3 febbraio: nei giorni precedenti ha luogo una questua di legna, olio, farina e vino; si prepara del pane che viene benedetto in chiesa e distribuito ai fedeli.

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