Riservata

Comune di: San Martino in Pensilis (CB)

  • Indirizzo: Via Croce 34
  • C.A.P.: 86046
  • Prefisso telefonico: 0875
  • Telefono:
  • E.mail: ragioneria.smp@tiscali.it
  • Pec: comune.sanmartinoinpensiliscb@legalmail.it
  • Internet: www.comune.sanmartinoinpensilis.cb.it
  • Nome Abbitanti: sammartinesi
  • Santo Patrono: San Leo - 2 maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Massimo Caravatta
  • 41.869444443, lng: 15.011111111
  • Superficie: 100.66 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 281 mt
  • Abitanti: 4.797
  • Densità: 47,66 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070069
  • Codice catasto: H990
  • Comune Montano: Non montano
  • Sole Sorge : 07:18:43
  • Sole Tramonta : 18:10:34
  • Distanza da

Descrizione

Centro collinare, agricolo e industriale, di origine medievale.

I sammartinesi presentano un indice di vecchiaia nella media e sono concentrati in un unico centro abitato, posto sulla vetta di un colle dal quale domina la pianura sottostante.

Il centro storico è caratterizzato da abitazioni vecchie ma in buono stato, costruite in pietra, prevalentemente unifamiliari; la zona esterna, che degrada dolcemente lungo il pendio, è costituita da abitazioni più moderne e spesso condominiali.

Il profilo del territorio è vario e ondulato: dalla quota massima di soli 281 metri, raggiunta dal colle S.

Martino nella regione centrale del comprensorio, declina fino a 30 metri sulla riva del Biferno.

Il paesaggio che si gode è ampio e aperto sulla valle ma circondato da colline.

Il clima è caratterizzato da inverni miti ed estati fresche e ventilate.

Lo stemma, di cui è stato chiesto il riconoscimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, raffigura San Martino a cavallo, nell'atto di donare il mantello al povero.

 

Localizzazione

Si trova su un colle alla destra del torrente Cigno, affluente del Biferno, sui rilievi alle spalle del litorale adriatico a sud di Termoli.

La viabilità provinciale la collega alle strade statali 16 Adriatica, 87 Sannitica e 480 di Ururi.

Il casello di Termoli-Molise, a 15 km, immette nell'A14 Adriatica; è servita dalla linea ferroviaria Campobasso-Termoli ed ha la stazione a 5 km dall'abitato.

L'aeroporto più vicino dista 119 km, ma a 212 km lo scalo di Napoli/Capodichino offre una più ampia scelta di collegamenti nazionali ed internazionali; l'aeroporto "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino dista invece 312 km e permette di effettuare voli intercontinentali diretti.

Il porto è a 123 Km o, quello di Napoli, a 217.

Appartiene al Molise Marittimo.

Gravita verso Larino, Termoli e Campobasso.

     

Storia

La presenza umana in epoca antica è documentata dal ritrovamento di resti romani in località Mattonelle, a 7 km dal paese.

Il primo nucleo abitato da cui deriva direttamente l'odierna comunità prese il nome da una chiesa dedicata a San Martino; nel 1863 vi si aggiunse "in Pensilis" a causa della sua postura e per differenziarla da altri centri omonimi.

Durante il periodo longobardo faceva parte del ducato di Benevento; in epoca normanna appartenne alla contea di Loritello (Rotello).

Nel 1381 Carlo di Durazzo, re di Napoli, l'assegnò in feudo alla moglie che, al tempo della lotta con Ludovico d'Angiò, l'alienò in favore di Ugolino degli Orsini; questi però lo tenne per breve tempo.

Nel 1400 ne era feudataria Giovanna di Durazzo (in seguito Giovanna II), titolare anche di Guglionesi, di cui il feudo seguì le sorti fino al 1495.

In quell'anno passò ad Andrea di Capua, duca di Termoli, e a quest'ultima il feudo rimase legato fino al 1806.

Fu pertinenza della Capitanata fino al 1811, anno in cui venne aggregata alla provincia di Molise.

Gli elementi di maggior pregio nel patrimonio architettonico sono il palazzo baronale del XV secolo, l'antica parrocchiale di S.

Pietro Apostolo, nella quale si conserva il corpo di S.

Leo, e la chiesa di S.

Martino, costruita nel 1410.

   

Economia

Il comune ospita gli uffici municipali ordinari, l'ufficio postale, gli uffici dell'Ente per le risorse idriche del Molise, una stazione dei carabinieri.

Le strutture scolastiche permettono di frequentare tutte le classi dell'obbligo mentre i servizi sanitari e sociali sono costituiti da una farmacia, dal presidio sanitario di base, da un asilo nido e da una casa-famiglia della Caritas.

Gli impianti per la pratica dello sport comprendono campi di calcio e da tennis ed una palestra polivalente; non mancano strutture ricettive, idonee anche per il soggiorno dei visitatori nonché la Pro Loco.

Nel complesso la comunità conduce una vita operosa, abbastanza aperta al nuovo ma legata anche alla tradizione.

Nel quadro delle attività economiche l'agricoltura non ha perduto la sua importante funzione: prevalgono le colture tipiche regionali, quali il frumento e l'olivo, si pratica l'allevamento e si produce olio.

L'industria è presente nei settori edile e calzaturiero; il terziario è costituito dalla rete commerciale, di medie dimensioni, più che adeguata alle necessità della popolazione, e da alcune attività di servizio qualificate, come le assicurazioni; i depositi bancari si mantengono al di sotto della media nazionale ma il livello di reddito è tale da giustificare la presenza di due sportelli bancari.

 

Relazioni

Oltre agli appassionati di turismo venatorio si recano nel comune i volontari che prestano la loro opera nelle strutture della casa-famiglia e nell'asilo nido; la principale attrattiva del centro è però costituita dalle manifestazioni tradizionali, prima fra tutte la festa patronale.

Il Patrono è S.

Leo e si festeggia il 2 maggio con una manifestazione di grandissimo richiamo che inizia due giorni prima: seguendo un rito medievale che si svolge con le odierne modalità fin dal 1728, due carri tirati da una coppia di buoi ed in rappresentanza delle fazioni dei "giovani" e dei "giovanotti" si sfidano in una corsa sfrenata e spettacolare.

La tradizione, di origine albanese, è presente anche in alcuni altri comuni, ma qui la corsa è più lunga e a metà percorso richiede il cambio dei buoi, gara nella gara.

I carri sono circondati da cavalieri, che pungolano gli animali con apposite aste, e dai tifosi pronti ad aprire la via al loro carro con ogni mezzo.

Il carro vincitore guadagna il diritto di portare il busto del Santo nella processione del 2 maggio e di partire in "pole position" nella corsa dell'anno successivo.

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