Riservata

Comune di: Tufara (CB)

  • Indirizzo: Piazza Mazzini 13
  • C.A.P.: 86010
  • Prefisso telefonico: 0874
  • Telefono:
  • E.mail: comunetufara@virgilio.it
  • Pec: comunetufara@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.tufara.cb.it
  • Nome Abbitanti: tufaresi o tufaroli
  • Santo Patrono: San Giovanni Eremita - 28 agosto
  • Primo Cittadino: Sindaco Donato Pozzuto
  • 41.480833332, lng: 14.948055555
  • Superficie: 35.52 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 420 mt
  • Abitanti: 978
  • Densità: 27.533,78 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 070082
  • Codice catasto: L458
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:27:30
  • Sole Tramonta : 20:38:03
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo collinare di origine medievale.

I tufaresi, caratterizzati da un indice di vecchiaia particolarmente alto, sono concentrati in un unico centro abitato, che sorge su una collina tufacea, a picco sulla spianata sottostante, in cui scorre un torrente fra due alte rupi.

Nel centro storico le abitazioni sono strette attorno al castello longobardo; nella zona di nuova espansione invece sono più moderne e maggiormente distanziate.

Il comune è situato in un territorio dal profilo vario e ondulato, che nella zona meridionale raggiunge le quote maggiori (oltre 1.000 metri).

L'insieme offre un paesaggio ampio, dominato dalla collina.

Il clima è generalmente mite.

Lo stemma d'oro, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, rappresenta un pellegrino che impugna una lancia.

 

Localizzazione

Il suo territorio, attraversato dal torrente Teverone e dall'alto corso del fiume Fortore, si trova su uno sperone a sinistra del fiume, tra il confine con la Puglia, quello con la Campania ed i comuni di Riccia e Gambatesa.

La viabilità provinciale la collega al tracciato della strada statale 17 Appulo-Sannitica a 6 km dal centro, in località Ponte 13 Archi, al confine con la Puglia.

I caselli di Termoli-Molise, a 101 km, e di Foggia, a 71 km, immettono nella A14 Adriatica rispettivamente verso nord e verso sud; più lontana l'Autostrada del Sole A1, che si imbocca ai caselli di San Vittore, a 125 km verso nord, e Caianello, a 131 km verso sud.

Il comune non è servito dai collegamenti ferroviari; la stazione più vicina, snodo delle linee Campobasso-Vairano, Campobasso-Termoli e Campobasso-Benevento, dista 39 km.

L'aeroporto di riferimento si trova a 191 km; a 291 km c'è inoltre lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, che permette di effettuare voli intercontinentali diretti.

Il traffico marittimo fa capo ai porti mercantili posti a 195 km, sul litorale tirreno, e 200 km, sulla costa adriatica.

Fa parte della Comunità montana "Fortore Molisano".

Per le strutture sovracomunali e sanitarie e per l'istruzione di secondo grado gravita verso Campobasso.

 

Storia

Le sue origini risalgono al X secolo, sebbene vi siano indizi della presenza umana in epoca anteriore (III sec.

a.

C.

); il suo nome, che nel 1320 era "Topharia", deriva dalla roccia tufacea sulla quale sorge il centro.

Le notizie storiche più antiche risalgono al XII secolo, quando era feudo della famiglia Marzano; questi lo tennero fino all'inizio del Trecento, epoca in cui fu ceduto alla famiglia Gambatesa che ne fu titolare fino al 1465.

In quell'anno passò alla famiglia Della Candida e nel 1531 la acquisì, per eredità, Decio Crispano.

Nel 1629 il feudo fu venduto ad Antonio Carafa e nel 1636 a Cesare Pignatelli; la sua famiglia ne fu titolare fino all'eversione feudale.

Fu pertinenza della Capitanata fino al 1807, anno in cui fu annessa al Molise.

Tra i monumenti del patrimonio storico locale spiccano il castello longobardo con le sue mura scarpate e la chiesa dei santi Pietro e Paolo, antichissima parrocchiale del XII secolo: sia il castello che la chiesa, restaurati, si presentano in eccellenti condizioni.

   

Economia

Il sistema degli uffici e servizi pubblici non presenta particolarità di rilievo: vi si trovano solo gli uffici comunali ordinari, l'ufficio postale e il Centro di turismo sociale.

Nelle strutture scolastiche presenti sul posto si possono frequentare tutte le classi dell'obbligo, mentre il servizio sanitario mette a disposizione della popolazione una farmacia e l'ambulatorio comunale.

L'amministrazione comunale ha dimostrato una giusta attenzione per le esigenze legate alla promozione culturale quando ha scelto di destinare a sede di conferenze e dibattiti alcuni locali ricavati dalle strutture recentemente allestite nel bosco di Pianelle.

Tali strutture comprendono impianti sportivi per la pratica del tennis, esercizi di ristorazione ed un'area attrezzata per picnic e campeggio, che può forse essere considerata l'unica struttura ricettiva del comune, dal momento che non vi sono alberghi o altre strutture in grado di dare alloggio ai visitatori.

C'è la Pro Loco.

La comunità conduce una vita pacata, poco aperta al nuovo, legata alla tradizione.

La natura del terreno di questa parte della regione si presta alle colture tipiche quali i cereali e l'olivo; quest'ultima, in particolare, dà luogo ad una produzione olearia generalmente piuttosto apprezzata sul mercato regionale.

L'industria è presente nei settori dei materiali da costruzione e della carpenteria metallica; il terziario si compone della rete distributiva, di medie dimensioni ma efficiente e ben fornita, mentre non si rilevano servizi particolarmente significativi.

   

Relazioni

Il bosco di Pianelle è un'area ideale per escursioni e picnic; ad attirare i visitatori sono però anche le manifestazioni folcloristiche che si svolgono nel comune.

La più caratteristica ha luogo in occasione del carnevale: il pupazzo di Carnevale viene sottoposto ad un processo in piena regola sul piazzale del castello longobardo, condannato e gettato dai bastioni, ai piedi dei quali un uomo mascherato da diavolo (che durante il giorno ha sfilato in catene per il paese) lo infilza con il suo tridente e lo porta via per distruggerlo.

La festa patronale di S.

Giovanni Eremita ricorre il 28 agosto, ma viene celebrata anche il 12 novembre con un triduo di celebrazioni liturgiche.

Proprio qui ha avuto i natali il santo monaco eremita, S.

Giovanni da Tufara, che dal XIII secolo ha sostituito S.

Vittore come Patrono della comunità.

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