Riservata

Comune di: Acquaviva d'Isernia (IS)

  • Indirizzo: Corso Umberto I 17
  • C.A.P.: 86080
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 84260
  • E.mail: comunediacquavivadisernia@tin.it
  • Pec: comuneacquavivadisernia@pec.it
  • Internet: www.comune.acquavivadisernia.is.it
  • Nome Abbitanti: acquavivani
  • Santo Patrono: Sant'Anastasio - 22 gennaio
  • Primo Cittadino: Sindaco Francesca Petrocelli
  • 41.671944443, lng: 14.149166666
  • Superficie: 13.51 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 730 mt
  • Abitanti: 455
  • Densità: 33.678,76 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094001
  • Codice catasto: A051
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:25:34
  • Sole Tramonta : 16:35:01
  • Distanza da

Descrizione

Comune montano di origine medievale, dall'assetto economico prevalentemente agricolo.

La popolazione degli acquavivesi, caratterizzata da un elevato indice di vecchiaia, abita il centro storico costituito da abitazioni caratteristiche, costruite in pietra secondo i tipi architettonici originari, attorno alle quali si è sviluppata una modesta espansione edilizia.

Posto sui primi rilievi preappenninici, il territorio presenta un andamento altimetrico vario ed irregolare ed il paesaggio ne asseconda le caratteristiche con il rapido succedersi di rilievi più o meno pronunciati, coperti da una vegetazione in cui dominano la quercia ed il carpino.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura una fontana zampillante.

 

Localizzazione

Il comune è posto nel bacino superiore del fiume Volturno, a destra del corso di uno dei  suoi affluenti, il torrente Rio.

Escluso da circuiti di qualsiasi tipo, lo si raggiunge lasciando l'Autostrada del Sole A1 ai caselli di Caianello (a 64 km) e per chi proviene da sud, o San Vittore (a 58 km) per chi arriva da nord, percorrendo la statale 85 Venafrana e quindi imboccando e percorrendo per pochi chilometri la s.

s.

158; da questa si diparte la strada che conduce all'abitato.

Provenendo dal lato ovest e quindi da Isernia, invece, si percorrono pochi chilometri della statale 17 Appulo-Sannitica e quindi si raggiunge il breve tratto di strada che collega questa con la s.

s.

158 passando, appunto, per Acquaviva d'Isernia.

La stazione ferroviaria più vicina, sulla linea Campobasso-Vairano, dista 18 chilometri di strade tortuose e a volte difficilmente praticabili nei mesi invernali; il trasporto pubblico è comunque assicurato da autoservizi.

Molto distanti anche i terminali del traffico aereo e marittimo: oltre all'aeroporto di naturale riferimento a 124 km, è utilizzato anche lo scalo intercontinentale "L.

Da Vinci" di Roma/Fiumicino a 224 km.

Il porto cui si fa normalmente riferimento dista 129 km; per turismo si fa capo ai porticcioli della stessa Napoli, per il Tirreno, e di Termoli (a 118 km), per l'Adriatico.

Per i numerosi servizi non disponibili sul posto la popolazione fa riferimento ad Isernia o alla vicina Castel di Sangro (AQ); il pendolarismo determinato da esigenze di lavoro e studio si rivolge, oltre che al vicino capoluogo di provincia, agli agglomerati industriali di Pettoranello di Molise e di Pozzilli.

 

Storia

Il ritrovamento di tratti di mura ed altri reperti di epoca sannitica costituisce un indizio sulla presenza di un centro abitato sin da quell'epoca; notizie ben più esaurienti si hanno soltanto intorno all'anno mille e portano a concludere che il territorio attualmente ricompreso nella circoscrizione del comune era in passato soggetto all'autorità dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Il controllo di questa parte della regione fu successivamente assunto dagli angioini: Carlo I d'Angiò, in particolare, concesse il feudo a Filippo d'Angosa e poi a Matteo di Rossiaco, due cavalieri del suo seguito; nel 1317 ne risulta in possesso la famiglia di Roberto d'Isernia, da cui passò ai Cantelmo, conti di Popoli, verso la metà del XIV secolo.

Nel 1648 sono i de Santo ad esercitare i diritti feudali e qualche decennio più tardi la proprietà viene trasferita a favore dei Carmignano, ultima famiglia feudale.

Nel 1807 il comune, da sempre molisano, viene assegnato al circondario di Isernia, governo di Rionero, ed in questa circoscrizione amministrativa rimarrà anche quando, nel 1811, il capoluogo di governo verrà spostato a Forlì del Sannio.

A quest'ultimo comune fu accorpata nel 1928 per staccarsene nel 1946, quando fu eretta a comune autonomo.

Nel tessuto urbano si distingue un palazzo baronale di epoca rinascimentale, unica testimonianza architettonica del passato degna di rilievo.

 

Economia

Il sistema degli uffici e dei servizi disponibili in questo comune è assai modesto.

Nell'economia locale hanno ancora un ruolo importante l'agricoltura e l'allevamento ovino e caprino, mentre le attività industriali si limitano al settore delle costruzioni ed il terziario è appena sufficiente a soddisfare le esigenze della popolazione locale.

I servizi pubblici sono rappresentati  dagli uffici comunali e dal servizio postale; c'e una biblioteca comunale e si possono frequentare le scuole dell'obbligo ma non si segnalano strutture ricettive di alcun tipo, così come mancano le strutture sanitarie, comprese la guardia medica e la farmacia.

Il sindaco è l'unica autorità di pubblica sicurezza, mancando una stazione dei carabinieri.

I centri vicini sono quindi tappe obbligate per la popolazione locale, anche per bisogni non voluttuari, il che contribuisce alla rarefazione delle attività economiche; non meraviglia, pertanto, l'assenza di sportelli bancari.

 

Relazioni

Privo di  attrattive particolari diverse dalla  vita tranquilla che vi si conduce, il comune è meta di visite soprattutto per chi vi trovi motivi legati alla propria storia personale.

Il 22 gennaio, in occasione della festa del Santo Patrono Anastasio, gli amanti del folclore possono tuttavia trovare interessanti i tradizionali falò di piante di ginepro accesi ai piedi del sagrato della chiesa parrocchiale.

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