Riservata

Comune di: Capracotta (IS)

  • Indirizzo: Piazza Stanislao Falconi 3
  • C.A.P.: 86082
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 949210
  • E.mail: comune@capracotta.com
  • Pec: tributi.capracotta@anutel.it
  • Internet: www.capracotta.com
  • Nome Abbitanti: capracottesi
  • Santo Patrono: San Sebastiano - 13 luglio
  • Primo Cittadino: Sindaco Candido Paglione
  • 41.832777777, lng: 14.264166666
  • Superficie: 42.55 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 1.421 mt
  • Abitanti: 950
  • Densità: 22.326,67 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094006
  • Codice catasto: B682
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:28:41
  • Sole Tramonta : 20:41:54
  • Distanza da

Itinerari feste e sagre

Feste e Sagre

La Madonna di Loreto



"Za'r vdem' l'8 Sttiembra"; non ? insolito darsi appuntamento in occasione dei festeggiamenti che si tengono in onore della Madonna di Loreto, la festa pi? cara ai capracottesi, che in tale data, ritornano al paese da tutte le parti del mondo.

Le celebrazioni, che per tradizione ignota hanno cadenza triennale, si svolgono nei giorni 7, 8 e 9 Settembre. La sera del giorno 7, la statua della Vergine, in processione aux flambeaux viene trasferita dal Santuario sito all'ingresso del paese alla Chiesa Madre; il giorno 8 si celebra con solennit? la ricorrenza della Nativit? di Maria. I festeggiamenti si concludono con l'Atto di consacrazione alla Madonna, recitato da tutto il popolo capracottese, prima di riportare la statua nella sua sede originaria, il 9 in piazza Falconi .

Particolarmente suggestiva ? la "sfilata dei cavalli" , subentrati ai muli, che, riccamente decorati con coperte e panni sfarzosi ed addobbati di fronzoli di ogni genere, scortano il passaggio della statua venerata per le vie del paese , recando il loro umile, ed in qualche caso "scalpitante" omaggio nel congedarsi.

L'origine di questa celebrazione, ? strettamente legata alla leggenda di un tronco d'albero, su cui si racconta si fosse miracolosamente impressa una immagine sacra, apparsa ad alcuni locali.

Alla devozione mistica, gradualmente si ? mescolato l'elemento pastorale, con particolare riferimento al rito della transumanza; ? tradizione che la cappella fu edificata dai pastori, che "sentirono sorgere col tempo quasi un bisogno spirituale di consacrare quel luogo a convenirvi devotamente per invocare aiuto nella partenza, per rendere grazie nel ritorno alla Vergine protettrice dei viandanti di lunghi percorsi, la Madonna di Loreto" (L.Campanelli La Chiesa collegiata di Capracotta ).

Ancora oggi, il tramandarsi di questa sentita devozione, testimonia il profondo legame del Capracottese alle proprie tradizioni.
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La Pezzata


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Il vivido legame tra Capracotta e la sua tradizione pastorale rivive nella "Pezzata", sagra dell'agnello alla brace e della pecora bollita con erbe aromatiche, attualmente una delle pi? importanti manifestazioni che animano l'estate molisana e che si tiene annualmente la prima domenica di agosto nella splendida cornice del pianoro di Prato Gentile richiamando migliaia di persone anche dalle regioni limitrofe.

In tale occasione, ? possibile trascorrere una piacevole giornata di relax a stretto contatto con la natura, ricevendo una ottima accoglienza da parte della Pro Loco di Capracotta, che si adopera al massimo per garantire un servizio di qualit?. Non ? un caso, infatti, che sia stata denominata giornata dell'ospitalit?. A ricordo della festa, ai visitatori rimane un simpatico souvenir costituito da una forchetta di legno, una ciotola ed un bicchiere di terracotta.

Questa tipica pietanza locale, si distingue per la semplicit? e facile reperibilit? degli ingredienti indispensabili alla sua preparazione, abilmente dosati da mani esperte per esaltarne il sapore e conservarne il gusto secondo l'antica ricetta dei nostri pastori.

All'inizio degli anni '60 l'Amministrazione Comunale di Capracotta pens? di organizzare una sagra che potesse far conoscere a tutto il Molise ed anche oltre, un piatto tipico capracottese la cui ricetta rispecchiava le radici e le origini di quel popolo di pastori. Nacque cos? la sagra della Pezzata che, sebbene con qualche interruzione, ha superato ormai le 40 edizioni.

L'origine di questa pietanza risale ai giorni in cui la transumanza tra le montagne dell'Alto Molise ed il tavoliere delle Puglie era pratica comune. Accadeva talvolta che nel guadare un fiume o nell'attraversare un punto pi? impervio, qualche animale si azzoppasse e non fosse pi? in grado di proseguire il viaggio. Diventava irrimediabilmente allora la cena dei pastori che potevano cucinarlo, dopo averlo "depezzato", con le poche cose disponibili ad una carovana in viaggio.

Confermando la regola che vuole le cose semplici essere le pi? gustose, la Pezzata, da piatto d'emergenza dei pastori ? diventata una prelibatezza da buongustai. Ingrediente fondamentale ? ovviamente la carne di pecora che acquista il suo gusto particolare grazie ai pascoli d'altura dove gli animali rassodano i loro muscoli (che diventeranno carne) brucando per chilometri nei prati montani quantitativamente meno ricchi dei corrispondenti di pianura ma qualitativamente molto pi? nutrienti. La carne viene cotta in grandi paioli riempiti d'acqua. La prima operazione da compiere ? la "schiumatura", ovvero l'eliminazione del grasso in eccesso venuto a galla a seguito della cottura, dopidich?, oltre al sale, si aggiunge qualche patata (anche con la buccia) che continua ad assorbire il grasso rilasciato durante la lunga cottura (almeno 4 ore) e qualche pomodoro per dare colore al brodo senza renderlo, per?, troppo rosso. Questa ? la ricetta base. Variazioni sul tema contemplano l'aggiunta di altri odori come sedano, carote, cipolle e un pizzico di peperoncino.
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La festa patronale


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Capracotta riconosce in San Sebastiano martire il suo Protettore.

La Chiesa ricorda San Sebastiano il 20 gennaio, ma la comunit? capracottese, soprattutto nel passato quando mancavano i mezzi e le attrezzature per fronteggiare le insidie invernali, ben difficilmente poteva tributare, in pieno inverno, i dovuti onori al suo Santo Patrono sia in senso religioso che con una festa civile.

La festa fu allora "rimandata" prima al 13 luglio e poi alla seconda domenica di luglio, quando lontani dai rigori invernali, si era ragionevolmente sicuri di poter celebrare la festa patronale.

La parte religiosa era caratterizzata, tra l'altro, da una processione lungo le vie del paese nella quale la statua raffigurante San Sebastiano era per cos? dire "scortata" dale statue di altri dodici Santi venerati nelle diverse Chiese di Capracotta.

Questa tradizione che ad un certo punto si era persa, ? stata riproposta e rinvigorita a partire dal 2001 quando San Sebastiano ? stato ancora accompagnato lungo le strade di Capracotta da S. Antonio di Padova, S. Giovanni Battista, la Beata Vergine del Carmelo, la Madonna dei Miracoli, S. Vincenzo Ferreri ed i Santi Martiri.

Descrizione

Comune montano di origine medievale, che sta prendendo sempre maggiore coscienza della propria vocazione turistica il cui significativo apporto economico sta gradualmente affiancandosi a quello delle tradizionali attività silvo-pastorali.

I capracottesi, concentrati nel centro storico, presentano un indice di vecchiaia elevatissimo; il territorio montuoso ha un profilo accidentato e presenta quote che superano quasi sempre i mille metri.

I tratti paesaggistici più aspri e rocciosi si alternano agli altipiani (Prato Gentile) e ai morbidi rilievi alto-collinari, spesso ricoperti di vegetazione boschiva; l'orizzonte è segnato dalle creste dell'Appennino con i rilievi del Parco Nazionale d'Abruzzo, quelli della catena della Maiella e, più vicina, la valle del Sangro.

Completano il quadro il tratturo Celano-Foggia e le sorgenti del torrente Verrino.

L'area di Monte le Pere è oggetto di contestazione con il comune di Sant'Angelo del Pesco.

Lo stemma, di cui è stato chiesto il riconoscimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, raffigura una capra e, sotto, un fuoco acceso.

 

Localizzazione

Sorge sul crinale del Monte Capraro, spartiacque tra i corsi dei fiumi Sangro e Trigno, ed è raggiungibile attraverso le strade provinciali che la collegano a Pescopennataro, Vastogirardi, alla statale 86 Istonia e alla statale 652 Fondo Valle Sangro.

Si serve della stazione ferroviaria San Pietro Avellana-Capracotta, distante 13 km dall'abitato, sulla linea Carpinone-Sulmona; la linea ferroviaria, però, si trova sotto la costante minaccia di soppressione a causa del modesto volume di traffico che smaltisce.

E' piuttosto lontana l'Autostrada del Sole A1, i cui caselli di San Vittore, verso Roma, e Caianello, verso Napoli, distano rispettivamente ben 80 e 86 chilometri.

I  tracciati viari sono  resi infidi, nei mesi invernali, dalle abbondanti precipitazioni nevose che in più di una occasione hanno raggiunto il secondo piano delle case nel centro abitato, isolandolo completamente.

Lontani, infine, anche il porto e l'aeroporto: oltre l'aerostazione di naturale riferimento, a 146 km, è utilizzato anche lo scalo intercontinentale "L.

Da Vinci" di Roma-Fiumicino, a 246 km.

Lo scalo merci cui si fa normalmente riferimento per i traffici marittimi dista 151 chilometri.

Per il commercio, i servizi e le esigenze di natura amministrativa la popolazione fa riferimento al vicino centro di Agnone e ad Isernia.

 

Storia

La presenza di un insediamento in epoca sannitica pare ormai accertata; l'attuale comunità ritrova, però, le sue radici nell'alto Medioevo, quando ad esercitare la signoria su queste terre era la famiglia comitale dei Borrello di Agnone.

A cavallo tra il Tre ed il Quattrocento il feudo appartenne ai Carafa, poi ai duchi d'Evoli di Castropignano, ai Cantelmo, ai Piscicelli e poi di nuovo ai d'Evoli nel XVII secolo.

Da questi la proprietà passò ai Caracciolo di Santobuono che la vendettero ad un altro esponente della famiglia dei Piscicelli.

Nel 1807 il comune risulta inserito nel distretto di Isernia, governo di Vastogirardi; quattro anni più tardi diventa capoluogo di un'unità amministrativa.

Restano poche tracce della cinta muraria che proteggeva il centro nel periodo medievale; tra i monumenti di maggior rilievo si distingue invece la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo, sorta insieme al primo nucleo abitato.

A questa chiesa se ne aggiungono altre sei, tutte di epoca più recente, alcune ampiamente rimaneggiate; tra gli edifici civili si segnala la casa baronale, edificata nel primo Cinquecento dai nobili Gualtieri-Budone.

 

Economia

Non è sede di uffici di particolare importanza.

Nel quadro economico le attività tradizionali legate alla pastorizia conservano un ruolo importante, soprattutto con gli allevamenti ovini e bovini e la produzione casearia; decisamente scarso il peso delle attività industriali: si contano pochissime imprese, impegnate soprattutto nei settori dell'edilizia e materiali da costruzione e della meccanica, mentre conserva una certa vivacità l'artigianato, particolarmente nella lavorazione del legno.

I cittadini hanno a disposizione una biblioteca, una stazione dei carabinieri, i normali servizi comunali, postali e bancari; si può frequentare la scuola dell'obbligo, mentre per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado è necessario trasferirsi ad Agnone o a Isernia.

Il sistema sanitario offre, oltre alla farmacia, un servizio di ambulatorio e guardia medica.

La trasformazione che sta subendo il tessuto economico locale, con la sempre maggiore influenza del turismo, comincia ad interessare anche il sistema ricettivo,  che presenta  ampi margini di sviluppo legati alla costruzione di impianti per la pratica degli sport invernali.

 

Relazioni

Tra i centri altomolisani è forse quello maggiormente interessato dal turismo estivo che qui non è determinato unicamente dal rientro degli emigrati; fino a pochi anni fa, però, la vita paesana conosceva un andamento ciclico, vivace in estate e ridotto a ritmi assai piu lenti nei mesi freddi.

La recente valorizzazione delle potenzialità della zona come centro di sport invernali sembra destinata a cambiare radicalmente le prospettive per la popolazione locale: gli appassionati che fanno riferimento al locale Sci Club, e che utilizzano le piste di fondo già praticabili, guardano con interesse ed attesa alla costruzione di impianti idonei alla promozione di questo comune tra le più note località sciistiche nazionali.

La festa del Patrono, San Sebastiano, si celebra il 13 luglio.

Carto-Guida Parchi, Mare e Montagna
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Carto-Guida Cultura e Arte
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Carta Turistica
Cartina Turistica del Molise