Riservata

Comune di: Carovilli (IS)

  • Indirizzo: Via Costa Ospedale 1
  • C.A.P.: 86083
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 838400
  • E.mail: comune@carovilli.info
  • Pec: comunecarovilli@pec.it
  • Internet: www.comune.carovilli.is.it
  • Nome Abbitanti: carovillesi
  • Santo Patrono: Santo Stefano del Lupo - 19 luglio
  • Primo Cittadino: Sindaco Antonio Cinocca
  • 41.712777777, lng: 14.295277777
  • Superficie: 41.56 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 860 mt
  • Abitanti: 1.428
  • Densità: 34,36 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094007
  • Codice catasto: B810
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:28:59
  • Sole Tramonta : 20:41:22
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano, di antica origine, posto in una sella tra due montagne.

I carovillesi presentano un indice di vecchiaia abbastanza elevato e si distribuiscono  anche nelle località di Castiglione, Fontecurello-Vaglie, San Leo, Cerreto; l'area di San Leo è oggetto di contestazione con il comune di Pescolanciano.

Il profilo geometrico del territorio si presenta dolcemente ondulato, con quote comprese tra gli 850 ed i 1200 metri, ed offre un panorama alto-collinare di indiscutibile fascino, con pascoli estesi e morbidi rilievi coperti di vegetazione boschiva, soprattutto querce e conifere.

Nel centro abitato prevalgono costruzioni in pietra a due o tre piani, ma circa un quinto della popolazione vive in case sparse, le tradizionali masserie, centri vitali dell'antica civiltà contadina.

Lo stemma raffigura le prime tre lettere del comune in campo rosso, sormontate da una stella d'oro.

 

Localizzazione

Si trova lungo la strada statale 86 Istonia, lungo le pendici del monte Ferrante cui si oppone il monte Ingotta a formare una sorta di valico, ed è raggiungibile anche attraverso la viabilità provinciale da Miranda, San Pietro Avellana e Pescolanciano; a meno di dieci chilometri corre il veloce tracciato della strada statale 650 Fondo valle Trigno che collega Isernia al litorale adriatico, mentre la stazione ferroviaria si trova lungo la linea Carpinone-Sulmona.

All'Autostrada del Sole A1 si accede attraverso i caselli di San Vittore, verso Roma, distante 62 km, e di Caianello, in direzione di Napoli, a 68 km; l'aeroporto dista 128 km, ma c'è uno scalo nazionale anche a Pescara, a 155 km, mentre per i voli intercontinentali ci si rivolge allo scalo "L.

Da Vinci" di Roma/Fiumicino, distante 228 km.

I traffici marittimi fanno normalmente riferimento al porto mercantile distante 133 km ma sono utilizzati anche i terminali di Civitavecchia (a 282 km), Pescara (a 158 km) e Bari (a 290 km); per turismo si fa capo ai porticcioli della stessa Napoli, nonché a quelli di Formia (LT), a 112 km,  per il Tirreno, e Termoli, a 94 km, per l'Adriatico.

La qualità dei collegamenti con le principali direttrici di traffico solo occasionalmente è disturbata dalle precipitazioni nevose o dal ghiaccio sulla carreggiata stradale.

La popolazione si rivolge prevalentemente ad Isernia per il commercio e le esigenze burocratiche che non possono essere soddisfatte sul posto.

 

Storia

Benché sul monte Ferrante vi siano tracce di epoca sannitica, le origini dell'attuale comunità risalgono all'alto Medioevo, probabilmente al IX secolo; nell'XI sec.

il feudo apparteneva senza dubbio ai Borrello di Pietrabbondante ma le fonti non danno conto dei quasi tre secoli di storia successivi.

Nel 1309 le terre passarono agli Origlia e da questi, nel tardo Quattrocento, ai Carafa della Spina, conti di Forlì del Sannio; saranno poi i Carfagna di Capracotta, i d'Anna, i Marchesano e i d'Alessandro a dominare su questa parte della regione fino a che, nel 1799, il comune viene inglobato nel dipartimento del Sangro, cantone di Agnone, e trasferito otto anni dopo al distretto di Isernia, governo di Vastogirardi.

Nel 1811 viene eretto a capoluogo di circondario con giurisdizione sui comuni di Chiauci, Pescolanciano e San Pietro Avellana, che se ne distaccherà cinque anni più tardi per passare al governo di Vastogirardi.

Del periodo più remoto restano tracce di fortificazioni sannitiche ed un tempietto italico, probabilmente del II sec.

a.

C.

,  sul monte Ferrante, sulle cui rovine è stata edificata una chiesa; in località Fonte Curelli sono stati ritrovati resti di una necropoli sannitica.

Nell'abitato, invece, i monumenti di maggior pregio sono la chiesa parrocchiale e la chiesa di Santa Maria del Carmine; la parrocchia di San Nicola di Bari caratterizza invece la località di Castiglione.

 

Economia

Come molti altri comuni del circondario, anche questo non vanta una rete di uffici e servizi articolata: oltre alla stazione dei carabinieri e ai servizi municipali e postali, si segnala una stazione del corpo forestale.

Una biblioteca comunale costituisce la  struttura pubblica al servizio della cultura mentre è possibile frequentare le classi dell'istruzione obbligatoria.

Il servizio sanitario nazionale offre un ambulatorio e la guardia medica; c'è anche una farmacia.

L'economia locale non ha abbandonato le attività tradizionali dell'agricoltura (soprattutto cereali e foraggi) e dell'allevamento bovino ed in minor misura equino, mentre le attività industriali, limitate al settore dei materiali da costruzione, sono pressoché insignificanti; una modesta rete commerciale, adeguata comunque alle esigenze della popolazione, completa il quadro delle risorse economiche.

Le strutture sportive sono ridotte all'essenziale; quelle ricettive contano alcuni esercizi di ristorazione.

 

Relazioni

La località rappresenta uno dei più pittoreschi centri dell'Alto Molise, e dimostrano di apprezzarla quanti scelgono di trascorrervi le vacanze, spesso attratti dal richiamo del paese natìo: molti di loro sono infatti nativi del luogo, costretti a suo tempo ad emigrare in cerca di occupazione.

Questi flussi turistici, comuni nelle loro dinamiche alla maggior parte dei comuni molisani, animano il paese nel periodo estivo durante il quale, oltre a celebrare il 19 luglio la festa del Patrono, Santo Stefano del lupo, si organizzano appuntamenti consueti come la Festa del gambero in agosto, che richiamano visitatori anche dai centri vicini.

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