Riservata

Comune di: Carpinone (IS)

  • Indirizzo: Via Colle
  • C.A.P.: 86093
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 93205
  • E.mail: carpinone@tin.it
  • Pec: comunecarpinone@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.carpinone.is.it
  • Nome Abbitanti: carpinonesi
  • Santo Patrono: San Giuseppe - 19 marzo
  • Primo Cittadino: Sindaco Pasquale Colitti
  • 41.591944444, lng: 14.325277777
  • Superficie: 32.43 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 636 mt
  • Abitanti: 1.226
  • Densità: 37,80 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094008
  • Codice catasto: B830
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 06:18:08
  • Sole Tramonta : 19:53:14
  • Distanza da

Descrizione

Comune montano di antica origine, dal tessuto economico equilibrato ma di modeste dimensioni; i carpinonesi, concentrati nel centro del paese, presentano un indice di vecchiaia piuttosto elevato ed abitano case in pietra, prevalentemente a due piani, disposte lungo le pendici di un  colle dominato dal castello.

Le costruzioni più recenti sono state realizzate soprattutto lungo l'asse viario che conduce ad Isernia.

Il profilo geometrico del territorio non potrebbe essere più vario: la parte centrale, dove sorge il centro abitato, e quella meridionale presentano un andamento collinare con rilievi poco accentuati coperti di boschi; ad est, verso il comune di Frosolone, le quote si elevano fino a raggiungere i 1.300 metri sull'altopiano che ospita il lago di Carpinone; a nord, dopo una gola attraversata -come del resto tutto il territorio comunale- dal fiume Carpino, si apre la piana di Sessano del Molise e ad ovest un'altra distesa pianeggiante mette in comunicazione con il comune di Isernia.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura un uccello variopinto posato su un ramo verde in campo d'oro.

 

Localizzazione

Si trova a otto chilometri da Isernia, sui rilievi che chiudono ad est la piana del Carpino, ed è raggiungibile mediante la statale 85 Venafrana da Isernia e da Sessano del Molise, attraverso la strada provinciale che la collega a Castelpetroso e al tracciato della statale 17 Appulo-Sannitica.

L'Autostrada del Sole A1 si imbocca ai caselli di San Vittore, verso Roma, a 48 km, e di Caianello verso Napoli, a 54; la sua stazione ferroviaria costituisce uno snodo tra le linee Campobasso-Vairano e Carpinone-Sulmona.

L'aeroporto più frequentemente utilizzato dista 114 chilometri, più lontane le strutture dell'aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino che dista 214 km.

Il porto più vicino è a 119 km.

La qualità dei collegamenti con le principali direttrici di traffico è soddisfacente e consente alla popolazione facili trasferte verso Isernia, polo di attrazione per il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative.

Il pendolarismo si svolge, oltre che verso la stessa Isernia, anche verso i poli industrializzati di Pettoranello di Molise e di Sessano del Molise.

 

Storia

Le origini dell'insediamento vengono comunemente fatte risalire all'VIII secolo; appartenne inizialmente alla contea di Isernia, poi a quella del Molise.

Tra le prime famiglie nobiliari proprietarie di queste terre i documenti riportano Tommaso d'Evoli, signore di Monteroduni, Castelpizzuto e Roccamandolfi; gli successero Pietro di Tucciaco, Raimondo Berengario, il fratello di questi Pietro, conte di Gravina.

A cavallo tra il XIV ed il XV secolo il feudo torna ai d'Evoli e passa poi per matrimonio ai Caldora, cui si deve la ristrutturazione del castello e del giro delle mura che circondano il primo nucleo abitato, ancora oggi ben individuabili.

Dal XV sec.

fino alla fine dell'età feudale si susseguono diversi feudatari: Francesco Pandone; il figlio Pandolfo; Turco Cicinello, consigliere di Ferrante II d'Aragona; Antonio della Quadra; Cesare de Regina, duca di Pesche; Giuseppe Ceva-Grimaldi e Gennaro de Riso.

Le riforme amministrative la inseriscono nel 1807 nel distretto di Isernia, governo di Castelpetroso; otto anni più tardi viene eretta a capoluogo di circondario.

L'opera architettonica di maggior rilievo è senza dubbio il castello Caldora, fatto edificare probabilmente in età angioina ma intitolato alla famiglia feudale artefice del suo massimo sviluppo: è a pianta quadrata, con torrioni circolari, ed ospitò, tra gli altri, Re Alfonso d'Aragona nel 1442; distrutto dal terremoto nel 1456 e nel 1805, è stato oggetto di ristrutturazioni che ne hanno in buona parte mutato l'aspetto originario.

Tra gli edifici di culto meritevoli d'attenzione spicca la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, cui si aggiungono le chiese di Santa Maria del Loreto e di S.

Rocco.

       

Economia

Oltre ai normali servizi comunali e postali vi sono una stazione dei carabinieri ed una del corpo forestale dello Stato, una farmacia e le strutture scolastiche che consentono la frequenza di tutte le classi dell'obbligo.

Possibilità occupazionali sono offerte soprattutto dalla rete di industrie, servizi ed uffici isernini e dalle aziende dell'area di Pettoranello di Molise; l'agricoltura mantiene i caratteri tradizionali con la coltivazione di cereali e foraggi e l'allevamento bovino; l'industria è presente nel settore edilizio e dell'arredamento e, in misura più modesta, della trasformazione alimentare; le attività terziarie si articolano in una rete commerciale dimensionata secondo le esigenze fondamentali della comunità.

 

Relazioni

Il castello che domina l'abitato, ancora interessante malgrado le ristrutturazioni poco rigorose, ed il borgo medievale con le sue suggestive scalinate non conferiscono a questo comune un'autentica vocazione turistica.

Al consueto fenomeno del rientro degli emigrati, che nel periodo estivo anima la vita  dei centri minori, si aggiunge qui il visibile risultato della tendenza alla "fuga dalla città" che negli ultimi anni ha determinato un'espansione edilizia di tipo residenziale nel capoluogo di provincia e nei centri limitrofi con la costruzione di villette unifamiliari circondate da giardini di modesta estensione: in questo comune il fenomeno  riguarda soprattutto la piana del Carpino al confine con il comune di Pesche.

Il Patrono, S.

Rocco, si celebra il 16 agosto.

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