Riservata

Comune di: Castel del Giudice (IS)

  • Indirizzo: Piazza Guglielmo Marconi 11
  • C.A.P.: 86080
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 946130
  • E.mail: info@comune.casteldelgiudice.is.it
  • Pec: casteldelgiudice@pec.it
  • Internet: comune.casteldelgiudice.is.it
  • Nome Abbitanti: castellani
  • Santo Patrono: San Nicola - Prima domenica luglio
  • Primo Cittadino: Sindaco Lino Nicola Gentile
  • 41.854722222, lng: 14.23111111
  • Superficie: 14.81 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 800 mt
  • Abitanti: 355
  • Densità: 23.970,29 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094009
  • Codice catasto: C082
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:25:50
  • Sole Tramonta : 16:34:06
  • Distanza da

Descrizione

Piccola comunità di montagna, di origine medievale, caratterizzata da un assetto economico in cui prevalgono le tradizionali attività agricole e silvo-pastorali.

I castellani presentano uno degli indici di vecchiaia più alti della provincia ed abitano tutti nel capoluogo comunale, in case di aspetto moderno in quanto ricostruite dopo i bombardamenti dell'ultima guerra mondiale.

Il profilo geometrico del territorio comunale, delimitato a nord dal fiume Sangro che segna anche il confine con la regione Abruzzo, è dolcemente ondulato, con quote elevate ma senza brusche variazioni altimetriche; il paesaggio è quello alto-collinare con ricca vegetazione boschiva alternata a prati adatti al pascolo.

Passano da qui il tratturo Ateleta-Biferno ed il tratturello Castel del Giudice-Sprondasino-Pescolanciano.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura una torre merlata circondata dalla scritta "Castello del Iudice".

 

Localizzazione

Il centro è ubicato su un rilievo lungo la riva destra del fiume Sangro, nella parte superiore del suo corso.

Lo si raggiunge percorrendo la statale 652 Fondo valle Sangro che consente rapidi collegamenti con il litorale adriatico all'altezza di Torino di Sangro; una strada provinciale la collega a Capracotta.

L'Autostrada del Sole A1 è piuttosto lontana: bisogna infatti percorrere 75 chilometri per raggiungere il casello di San Vittore, più comodo per chi è diretto a nord, e 81 per quello di Caianello, per chi è diretto a sud; più vicina l'A14 Adriatica: il casello di Val di Sangro dista infatti 54 km.

Non raggiungibile direttamente in treno, ha tuttavia la stazione più vicina a soli quattro chilometri, lungo la linea Castel di Sangro-Archi, che corre lungo il corso del fiume.

L'aeroporto di riferimento si trova a 141 chilometri di distanza ma per i voli intercontinentali è preferibile raggiungere l'aeroporto di Roma/Fiumicino, a 241 km.

Il porto maggiormente utilizzato dista 146 km.

Per il commercio ed i servizi il centro più vicino e meglio attrezzato è senza dubbio Castel di Sangro, in territorio abruzzese: al di là della circoscrizione amministrativa di appartenenza, infatti, la comunità è profondamente radicata nel contesto socio-culturale della valle del Sangro, quasi interamente ricompresa nella provincia dell'Aquila.

Altri centri di riferimento sono Agnone ed Isernia.

 

Storia

Il luogo, chiamato Castellum Iudicis in epoca normanna e poi Castrum de Iudice, deriva probabilmente il suo toponimo dalla famiglia nobiliare Iodice, menzionata in alcuni documenti del Duecento o, più semplicemente, dal fatto che il feudatario che l'occupava amministrava la giustizia.

Nel XII secolo, secondo i documenti, il feudo apparteneva a Guglielmo d'Agnone, esponente della famiglia comitale dei Marsi; le terre furono poi assegnate da Corradino di Svevia a Corrado d'Antiochia nel 1267; passarono poi a Paolo de Giga, a Gualtiero da Ponte, alla famiglia d'Evoli di Trivento, a Giovanni Caldora, alla regina Giovanna, moglie di Re Ferrante I.

Tra vendite ed aste dal XVI al XVIII sec.

il feudo appartenne a Fabrizio Colonna, ad Antonio Carafa conte di Forlì, a Pellegrino della Castagna, a Giuseppe di Tocco, ai Castigliano, ai d'Ugno, ai Marchesano e ai d'Alessandro che ne furono gli ultimi proprietari feudali.

All'inizio del secolo passato il territorio fu aggregato al dipartimento del Sangro, poi al distretto di Isernia, governo di Vastogirardi, per essere trasferito nel 1811 al circondario di Capracotta.

Della storia di questo centro restano pochissime tracce nell'architettura civile e religiosa, a causa dei terremoti, avvenuti nel 1456, 1706, 1794 e 1805, e della totale distruzione subita durante l'ultima guerra; sono, quindi, frutto di radicali interventi di restauro i monumenti più significativi: la chiesa parrocchiale di S.

Nicola di Bari, probabilmente edificata sulle rovine del castello Caldora, la chiesa dell'Immacolata Concezione e la chiesa della Saletta, posta fuori dell'abitato.

 

Economia

Ai servizi ordinari comunali e postali si affiancano una stazione dei carabinieri e la Pro Loco mentre, nonostante le modeste dimensioni del centro, non manca una struttura ricettiva la cui presenza è giustificata dai flussi turistici che interessano la valle del Sangro.

Non ci sono scuole; c'è invece un impianto sportivo polivalente e si può contare su un laghetto per la pesca e su aree attrezzate per picnic o campeggio.

Il sistema sanitario nazionale offre un servizio di ambulatorio e guardia medica ma per la farmacia è necessario rivolgersi altrove.

Nel quadro economico locale, all'attività agricola (si coltivano patate, cereali e foraggi) e zootecnica (allevamento di bovini ed in minor misura di ovini) si aggiunge uno stabilimento per la lavorazione del legno destinato all'industria edile; la popolazione attiva è quindi costretta in buona parte a spostarsi nei centri vicini.

 

Relazioni

Benché non possa propriamente definirsi una località turistica, questo comune è interessato in misura sensibile dal movimento turistico che attraversa la valle del Sangro in estate: il rientro degli emigrati, la tendenza dei villeggianti a spostarsi di paese in paese alla ricerca delle feste e sagre paesane contribuiscono a vivacizzare nel periodo estivo la vita normalmente molto tranquilla della comunità.

La festa del Patrono, S.

Nicola di Bari, si celebra nella prima domenica di luglio.

Il personaggio più illustre della storia locale è Giacomo Caldora, capitano di ventura, tra i più noti feudatari del suo tempo.

Carto-Guida Parchi, Mare e Montagna
Attrattive Naturali, Boschi, Monti, Oasi, Parchi, Riserve, Fiumi, Laghi, Itinerari Naturalistici, Mare, Stazioni Sciistiche

Carto-Guida Cultura e Arte
Siti Archeologici, Castelli, Torri, Palazzi, Borghi, Musei, Monumenti, Chiese, Abbazie, Cattedrali

Carta Turistica
Cartina Turistica del Molise