Riservata

Comune di: Castel San Vincenzo (IS)

  • Indirizzo: Via Roma 17
  • C.A.P.: 86071
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 951131
  • E.mail: comsanvincenzo@virgilio.it
  • Pec: comune.castelsanvincenzo.is@pec.ancitel.it
  • Internet: www.comune.castelsanvincenzo.is.it
  • Nome Abbitanti: sanvincenzesi
  • Santo Patrono: San Martino - 11 novembre
  • Primo Cittadino: Sindaco Marisa Margiotta
  • 41.655, lng: 14.063055555
  • Superficie: 21.98 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 749 mt
  • Abitanti: 545
  • Densità: 24.795,27 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094012
  • Codice catasto: C270
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 05:30:26
  • Sole Tramonta : 20:42:12
  • Distanza da

Descrizione

Comune agricolo montano di antica origine, con una discreta propensione al turismo.

I castelsanvincenzesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia sensibilmente elevato, si distribuiscono, oltre che nel capoluogo comunale, nelle località di La Cartiera e Abbazia di San Vincenzo; l'area speciale di Valle di Mezzo è inserita nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

Il territorio su cui sorge l'abbazia è oggetto di contestazione con il comune di Rocchetta a Volturno.

Il profilo geometrico prevalentemente alto-collinare e montano si sposa a caratteristiche paesaggistiche di notevole interesse, a partire dal capoluogo, arroccato su un costone roccioso; il lago artificiale e la cornice delle Mainarde completano il suggestivo paesaggio.

Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, raffigura una torre ed un leone d'argento su tre monti in campo azzurro.

 

Localizzazione

Il territorio occupa la parte superiore del bacino del Volturno; vi si giunge percorrendo la statale 158 ma a brevissima distanza inizia il tracciato della statale 652 Fondo valle Sangro che collega i due bacini e consente rapidi trasferimenti dalla Campania alle località di villeggiatura abruzzesi; l'Autostrada del Sole A1 è abbastanza vicina: dista infatti 53 chilometri al casello di Caianello, verso Napoli, e 47 a quello di San Vittore, verso Roma, entrambi raggiungibili senza difficoltà.

Queste condizioni determinano intensi flussi di traffico durante i fine-settimana, soprattutto in inverno, quando però la percorribilità delle strade è messa duramente alla prova dalle frequenti formazioni di ghiaccio sulla carreggiata.

Non è servita da collegamenti ferroviari: la stazione più vicina, posta lungo la linea Campobasso-Vairano, dista 30 chilometri.

L'aeroporto più vicino dista 113 km maper i collegamenti intercontinentali diretti si raggiunge lo scalo "L.

da Vinci" di Roma/Fiumicino, a 213 km.

Lo scalo marittimo cui si fa normalmente riferimento dista 118 km.

Appartiene all'ambito dell'Alta valle del Volturno; la popolazione fa riferimento a Venafro ed Isernia per il commercio, i servizi e le strutture burocratiche non accessibili sul posto.

 

Storia

Questa parte della regione appartenne fino alla metà del Quattrocento all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, importantissimo centro economico e culturale finché non fu saccheggiata e distrutta dai saraceni.

Il territorio apparteneva in età angioina all'Abruzzo Citra ed in epoca aragonese fu inserita nella provincia campana di Terra di Lavoro; ne furono poi signori, tra gli altri, fino al 1585, i de Reale, i Pandone, i Marchesano che proprio in quell'anno vendettero i possedimenti ai de Regina, riportando le terre nell'orbita del contado molisano e del Regno di Napoli.

Inserito nel dipartimento del Volturno con la nascita della Repubblica partenopea, il territorio conobbe le scorrerie dei briganti: i comuni delle Mainarde erano, insieme a quelli matesini, i più pericolosi dell'intera regione per la ferocia ed il numero dei malviventi che vi avevano trovato rifugio.

Il comune fu inserito nel 1807 nel distretto di Piedimonte, governo di Colli, insieme al territorio del comune di Castellone al Volturno, nel cui circondario fu trasferito con le riforme del 1811; dal 1928 al 1934 la circoscrizione amministrativa incorporò anche il comune di Pizzone.

Un Regio Decreto del 27 marzo 1849 dichiarava il comune autonomo a partire dal 1 gennaio 1850; un successivo Decreto Luogotenenziale del 17 febbraio 1861 lo aggregò al Molise, assegnandolo al circondario di Isernia.

Tra i monumenti di maggior rilievo, oltre naturalmente a quello scrigno di storia che è l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, merita di essere ricordata la chiesa parrocchiale del Duecento.

 

Economia

La popolazione può contare, oltre che sui normali servizi comunali e postali, su una stazione dei carabinieri, sul servizio di soccorso stradale e su una biblioteca comunale.

Mancano strutture sanitarie di un qualche rilievo e negli istituti scolastici si impartisce solo l'istruzione primaria: gli studenti si abituano presto alla condizione di pendolari, dovendosi trasferire quotidianamente nel comune di Cerro al Volturno per frequentare le scuole medie ed in quelli di Venafro e Isernia per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

Non si segnalano  impianti sportivi, se non  quelli nautici relativi al lago, né servizi sociali di particolare interesse.

In prossimità del lago sono infatti sorti alcuni esercizi di ristorazione.

L'economia è condizionata dalla necessità di trovare impiego altrove, data la mancanza di strutture produttive locali: l'agricoltura e la zootecnia non sono infatti certamente in grado di risolvere i problemi occupazionali, così come l'industria, presente nei settori dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.

  Prospettive di sviluppo potrebbero venire dal turismo: una ancor maggiore valorizzazione delle risorse di questo territorio potrà senza dubbio far conquistare spazi di mercato significativi.

 

Relazioni

Il piccolo lago artificiale, che alimenta le centrali Enel, attira il maggior numero di visitatori.

Se questi turisti occasionali mostrano di apprezzare le risorse paesaggistiche locali, non c'è motivo di dubitare delle possibilità di sviluppo del settore, che possono far leva principalmente sul passato storico dell'Abbazia, autentica fonte della civiltà delle popolazioni del Volturno in epoca longobarda e normanna.

Il Santo Patrono, S.

Martino, si festeggia l'11 novembre.

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