Riservata

Comune di: Castelverrino (IS)

  • Indirizzo: Via San Rocco 71
  • C.A.P.: 86080
  • Prefisso telefonico: 0865
  • Telefono: 0865 770127
  • E.mail: castelverrino@interfree.it
  • Pec: comune.castelverrino@pec.leonet.it
  • Internet: www.comune.castelverrino.is.it
  • Nome Abbitanti: castelverrinesi
  • Santo Patrono: San Vincenzo - Prima domenica maggio
  • Primo Cittadino: Sindaco Antonio Pannunzio
  • 41.766111111, lng: 14.397499999
  • Superficie: 6.2 Kmq
  • Altitudine s.l.m.: 600 mt
  • Abitanti: 124
  • Densità: 20.000,00 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 094013
  • Codice catasto: C200
  • Comune Montano: Totalmente montano
  • Sole Sorge : 07:22:58
  • Sole Tramonta : 16:32:42
  • Distanza da

Descrizione

Piccola comunità agricola montana di origine medievale i cui abitanti, i castelverrinesi, presentano un indice di vecchiaia eccezionalmente elevato ed abitano quasi tutti il centro storico.

Questo è posto sul fianco di una collina ed è costituito da abitazioni in pietra nella parte più antica, a due o tre piani, cui si sono aggiunte costruzioni di foggia più moderna con muratura ad intonaco.

Il territorio comunale presenta un profilo geometrico abbastanza regolare, dolcemente ondulato, senza brusche variazioni altimetriche.

I tipi paesaggistici sono quelli alto-collinari con estese coltivazioni di foraggio, olivo e vite.

Lo stemma riporta un rastrello nella parte superiore, simbolo di nobiltà, ed una fortezza nella metà inferiore.

 

Localizzazione

E' posta sul versante destro della valle del Verrino ed è raggiungibile esclusivamente attraverso la strada provinciale che la collega ad Agnone e Pietrabbondante; a breve distanza corre inoltre il tracciato della statale 650 Fondo valle Trigno che collega Isernia alla costa adriatica.

Il casello di San Vittore, che dà accesso all'Autostrada del Sole A1 verso Roma, è  a 76 km; quello di Caianello, posto sullo stesso tronco autostradale in direzione di Napoli, dista 82 km; a 75 km il casello di Vasto sud immette invece nell'A14 Adriatica.

Priva di diretti collegamenti ferroviari, ha la stazione più vicina a 23 km, sulla linea Carpinone-Sulmona.

Per i collegamenti aerei ci si rivolge, oltre che all'aeroporto di naturale riferimento a 142 km, anche allo scalo intercontinentale "L.

Da Vinci" di Roma/Fiumicino a 242 km.

Il più vicino terminale del traffico commerciale marittimo si trova a 147 km.

La qualità dei collegamenti, specialmente dopo la realizzazione della statale 650, consente ai castelverrinesi di raggiungere senza eccessive difficoltà Agnone e Isernia, i principali centri di riferimento per il pendolarismo, il commercio ed i servizi.

 

Storia

L'attuale comunità è frutto della fusione dei due borghi di Castelluccio (d'Agnone) e Santa Lucia in Verrino, ma solo il primo è menzionato nei documenti già fin dall'epoca normanna; del secondo si hanno tracce solo a partire dal Trecento.

Le terre appartenevano comunque alla famiglia della Posta almeno sin dal XIII secolo; passarono poi ai Cantelmo, ai Carafa di Forlì del Sannio fino alla metà del Cinquecento, ad Ugo Pagano duca di Terranova, ai Caracciolo di Santobuono baroni di Agnone ed infine al possidente Diego Cigliani, che ne fu l'ultimo proprietario feudale.

Le riforme connesse alla nascita della Repubblica partenopea nel 1799 trovano il territorio aggregato al dipartimento del Sangro, cantone di Agnone; nel 1807 faceva parte del distretto di Isernia, governo di Vastogirardi, come frazione del comune di Caccavone (l'attuale Poggio Sannita) e quattro anni dopo fu aggregata al circondario di Agnone, quando questo entrò a far parte del Molise, ma solo nel 1819 acquisì lo status di comune autonomo staccandosi da Caccavone; più tardi, dal 1928 al 1946, farà invece parte del comune di Pietrabbondante.

La località, che si trova nei registri del XII secolo come Castelluczum, cambiò il toponimo in Castelluccio d'Agnone e Castelluccio in Verrino fino al 1795, ed ha assunto il nome attuale per effetto del Regio Decreto 29 ottobre 1893.

Del passato restano pochissime tracce.

Innanzitutto è scomparso il borgo di Santa Lucia (si ritiene che in seguito ad eventi esterni di eccezionale rilevanza tutta la popolazione si sia trasferita a Castelluccio, ma non ve n'è prova documentale); in secondo luogo al vertice della collina, ove doveva sorgere il castello che dava il nome al nucleo originario, vi sono invece oggi un palazzo signorile e la parrocchiale dei Ss.

Simone e Giuda, l'unico monumento degno di nota.

 

Economia

Una comunità tanto piccola non ha bisogno di strutture interne particolarmente articolate; del resto la vicinanza di Agnone frena le  iniziative locali e lo sviluppo degli uffici pubblici.

Mancano così strutture di qualsiasi tipo dedicate alla diffusione della cultura; scuole di ogni ordine e grado (ed è comprensibile, visto l'indice di vecchiaia); strutture ricettive, impianti sportivi e per il tempo libero, servizi sociali.

Il servizio sanitario è disponibile con un ambulatorio che garantisce anche la guardia medica ma non c'è una farmacia.

I cittadini possono usufruire dei normali servizi comunali e dell'ufficio postale; non ci sono i carabinieri.

Per molte esigenze, quindi, è necessario spostarsi.

La situazione dell'economia riflette in parte le condizioni fin qui elencate: sia l'agricoltura che l'industria, quest'ultima presente nel settore dell'edilizia, offrono scarse possibilità occupazionali, per cui l'emigrazione e il pendolarismo sono fenomeni ai quali la piccola comunità è da tempo abituata.

 

Relazioni

Quest'ultima considerazione introduce efficacemente l'analisi delle relazioni esterne.

Il paese vive praticamente isolato per buona parte dell'anno: studenti e lavoratori danno vita al flusso del pendolarismo ma il comune non attira traffico di rilievo dall'esterno.

La situazione si modifica leggermente nei mesi estivi con il rientro in Molise degli emigrati dalla capitale, dal nord della penisola o addirittura dall'estero; si determina così un nuovo ed ulteriore flusso nelle comunicazioni che scuote i ritmi di vita della comunità.

La festa del Patrono, S.

Vincenzo, viene celebrata nella prima domenica di maggio.

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