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Girare tra Cultura, Arte e Natura nel Molise

Campobasso

Campobasso

Campobasso cenni storici

Centro fortificato di origine probabilmente sannita Campobasso Alta è comincia a diventare un nucleo importante con la dominazione longobarda che avvenne nell'878.

La città venne dominata dai conti di Bojano fino al XIII secolo,

Dal XIV secolo Campobasso visse un periodo di ascesa economica e culturale grazie alla dominazione dei Monforte che infeudarono il borgo e lo dotarono di un grande castello.

Il fiorire dei commerci e l’aumentata importanza amministrativa comportano l’ ampliamento dell’antico borgo che si espande soprattutto intorno alla chiese di San Bartolomeo e di San Mercurio diventando Huniversitas Hominum.

Campobasso

Campobasso ancora storia

Verso la fine del 1400 il borgo passò in mano agli Aragonesi e in seguito a De Capoa.

Il 1700 è caratterizzato dalla presenza nel paese di Carlo di Borbone, che conferisce a Campobasso il ruolo di "città modello", mentre in regime napoleonico nel 1814, Gioacchino Murat fonda in basso, rispetto al Centro Storico, la città moderna.

Progettata secondo l'ideale della città giardino, presenta molti spazi verdi, piazze, nonché fontane e fontanelle dalla quale sgorgano tutt'ora acque fresche e pure.

Campobasso

Cosa vedere a Campobasso - La città vecchia

Campobasso è composta di una parte vecchia ed elevata e di una moderna, situata più in basso.

La città vecchia presenta la struttura tipica del centro di collina di stampo medievale, con stradine strette, scalinate fiancheggiate di vecchie case, con un andamento circolare intorno alla zona centrale più elevata.

Molto pittoresca e caratteristica, il borgo vecchio si trova sul pendio di un colle sulla cima del quale si innalza l’imponente Castello Manforte.

Quando Ferdinando I d’Aragona fece aprire nelle mura perimetrali altre quattro porte: Sant’ Antonio, San Nicola, Santa Maria della Croce e San Paolo, gli abitanti locali ottennero la possibilità di costruire le abitazioni addossate alle mura ottenendo la particolare forma accatastata delle antiche abitazioni.

Campobasso

Cosa vedere a Campobasso - La Città Bassa

La città bassa si è sviluppata ai piedi del colle a partire dal 1814, con tracciato ampio e regolare.

In questa parte della città è possibile fotografare la Piazza della Prefettura, la piazza principale della città, posta, insieme alla contigua Piazza Pepe, al limitare tra il nucleo antico e la parte nuova.

Altri edifici notevoli sono Palazzo Mazzarotta, la Chiesa di Sant'Antonio Abate, la Chiesa di San Leonardo, la Chiesa di San Bartolomeo e la Chiesa di San Giorgio eretta nel XII secolo in pieno stile gotico che possiede un grande campanile.

Campobasso

Cosa vedere a Campobasso - Castello Monforte

Il Castello Monforte, probabilmente fondato dai longobardi su preesistenti edifici sannitici, fu ricostruita fra il 1456 ed il 1463 per volere del conte Cola.

Posto su un colle che domina la città, possiede una struttura massiccia, con mura e torri merlate, un maestoso portale d'ingresso con lo stemma dei Monforte (una croce e quattro rose) e, all'interno, i resti delle mura sannitiche ed un elegante cortile.

La torre più alta è ora sede della Stazione Metereologica dell'Aeronautica Militare e, parte dell'edificio, è adibito a Sacrario dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale.

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Cosa visitare a Campobasso - La Cattedrale

Nella Piazza della Prefettura si trova l'imponente edificio neoclassico della Cattedrale di Campobasso, dedicata alla SS Trinità.

Eretta per volere di Andrea de Capoa nel 1504, fu distrutta da un terribile terremoto nel 1805 e ricostruita nel 1829 con una originale torre campanaria coronata da una bizzarra e pittoresca cuspide ricoperta di maioliche variopinte.

All'interno ha tre navate e notevoli cappelle decorate da quadri ed opere di maestranze locali.

Begli affreschi con la Vergine in trono circondata da Apostoli e SS.Trinità nel giorno della Pentecoste (Romeo Musa), le immagini della Battaglia di Lepanto e l'Ultima Cena. (Amedeo Trivisonno)

Notevole è l'altare maggiore decorato con vetrate policrome raffiguranti storie della vita di Santi'Ilario e Sant'Agostino.

Campobasso

Sagre e folklore a Campobasso

Campobasso, come tutti i centri del Molise è ricca di feste religiose tradizionali e di sagre legate ai prodotti della terra.

Fra le manifestazioni sono imperdibili i Misteri del Corpus Domini in giugno, quando, tredici quadri viventi girano per le vie della città portati a spalla al suono di bande musicali.

I figuranti, fissati alle "macchine" ideate da un artista del '700, Di Zinno, sono tutti giovanissimi ed i quadri rappresentano: Sant'Isidoro, il santo contadino; San Crispino, il santo calzolaio; San Gennaro; Abramo; Maria Maddalena; Sant'Antonio Abate; l'Immacolata; San Leonardo; San Rocco; l'Assunta; San Michele; San Nicola e il SS. Cuore di Gesù.

Bellissima è la festa dell'Infiorata, quando le stradine della città vecchia diventano tappeti di fiori.

Campobasso

Cosa mangiare a Campobasso

In questi ultimi anni anche la cucina molesana si è un poco alleggerita, per mettersi in linea con i tempi moderni dove anche il tempo ha il suo valore.

Nelle trattorie tipiche e durante le sagre, però, ritornano i piatti tradizionali perchè la cucina locale è legata alla tradizione contadina in cui dominano le carni di maiale, il latte, i formaggi, l'olio ed il vino.

Questi prodotti di base, uniti ai tartufi, ai funghi, alle verdure di stagione ed alle varie paste fatte in casa, producono piatti indimenticabili, spesso dai nomi misteriosi: i ‘nnoje, i friscatille, cuzze e fugne, cuzze e foje, ‘a crugnalette arracanàte, ‘u gallùcce arrechjne, i melegname secche e per dolce...grcke.

Isernia

Isernia

Isernia cenni storici

Conquistata da Roma nel 263 a.C., Isernia divenne una colonia romana, poi elevata al rango di municipium e, con l’età Imperiale attraversò un periodo di splendore.

Con la caduta dell’impero romano Isernia subì un destino analogo a quello di altre città: distrutta nel 456 dai barbari, conquistata dai Longobardi, Isernia ebbe due secoli, di progresso di cui ci rimangono le vestigia di quella che fu la grande abbazia di S. Vincenzo, distrutta dai Saraceni.

Dal secolo XIII la storia di questa terra si fonde con quella del Regno di Napoli, fino all'unità d'Italia.

Il 3 marzo 1970 Isernia è stata elevata a capoluogo di provincia.

Isernia

Cosa vedere ad Isernia

Tracce del Settecento e dell’Ottocento si ritrovano nel campanile della chiesa di Santa Chiara, di tipico gusto napoletano per la merlatura in mattoni disposti a spina di pesce, nel pronao neoclassico della Cattedrale e nel cortile del palazzo municipale.

Nei pressi di Isernia troviamo un irregolare poligono di montagne e valloni, del tutto isolato dal mare, detta La Pentria, che ricorda nel nome una delle quattro grandi tribù dei Sanniti, i Pentri che l’abitarono.

A 3 Km. da vedere è la riserva naturale di Pesche, che tutela una pineta di 552 ettari.

Poco più lontano ma molto interessante è il borgo murato di Pescolanciano in cui sorge il castello di età medievale.

Poco prima del paese, in località Foce troviamo la cascata del Trigno, alta 60 metri.

A 16 Km. a Monteroduni vi è un castello di epoca medievale, trasformato in residenza signorile in età barocca, poi S. Angelo in Grotte con il santuario dell’Addolorata del XIX secolo e la chiesa di San Pietro in Vincoli.

Isernia

Cosa fotografare ad Isernia -La Fontana Fraterna

Da vedere nel centro storico la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in onore di Papa Celestino V, prese il nome "Fraterna" da "Frataria", denominazione di una fondazione dello stesso Papa, nato in questa città.

Realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani, la fontana è dotata di un colonnato con sei archi sorretti da altrettante colonne e da un pilastro centrale.

In alto, con funzione decorativa ritroviamo una serie di piccole arcate cieche.

Isernia

Cosa vedere ad Isernia

Nei pressi della porta che si apre verso Venafro, su un colle è posto un antico edificio di culto.

Intorno al Mille fu eretta una piccola Cappella e,nel 1523 il vescovo Numaio, come si legge nell’epigrafe sotto il quadro principale dei due Santi sull’altare maggiore, fece eseguire ampi lavori di ristrutturazione, tra cui la cupola e l’arco.

Dopo i tre terremoti del 1627-29-38 la chiesa fu ristrutturata aggiungendo il porticato e la gradinata esterna.

All'interno, sotto un bel soffitto ligneo è conservato un importante ciclo di 17 affreschi risalenti al 1648.

Isernia

Cosa visitare ad Isernia

La cattedrale di San Pietro Apostolo e’ ubicata nel centro storico e sorge sui ruderi di un antico tempio pagano dedicato a Giove, Giunone e Minerva.

Del primitivo tempio utilizzato per lungo tempo come cava di pietre resta il pulpito del tempio pagano con lastre di pietra lavorata.

Il terremoto del 1349 che devastò tutta la zona, distrusse il tempio che venne ricostruito e di nuovo distrutto dai terremoti del 1456 e 1805.

Il tempio conserva un corredo liturgico con due croci medioevali in argento, un calice in oro e l’urna con le spoglie di San Nicandro.

Isernia

Cosa vedere ad Isernia

Il Palazzo del municipio di Isernia, è chiamato palazzo San Francesco, perchè è posto a fianco della omonima Chiesa.

La facciata dell'edificio è divisa in due ordini: quello inferiore ha preservato l'aspetto gotico, quello superiore mostra evidente il rifacimento.

Qui si svolgono anche attività culturali ed eventi organizzati dal comune.

Accanto al palazzo comunale si erge la chiesa chiamata di San Francesco, in mattoni e con rosone decorativo.

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Cosa vedere nei dintorni di Isernia

Le valli, i monti e le colline del paesaggio molisano si sono arricchite, grazie all’opera dei Benedettini, di torri e castelli divenuti punti nodali del sistema difensivo del territorio monastico: i borghi fortificati, sorti nel tempo, configuravano il suggestivo patrimonio architettonico della valle del Volturno.

Dall’alto medioevo fino ad un inoltrato settecento molte furono le cinte murarie, le rocche ed i castelli che ebbero ampliamenti e migliorie, contribuendo così ad arricchire artisticamente la zona rendendola preziosa dal punto di vista turistico.

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Museo di Paleontologia - Homo Aeserniensis

Quando in queste terre si estendeva una vasta prateria, solcata da fiumi, punteggiata da acquitrini e popolata da cinghiali, ippopotami ed elefanti, una comunità di cacciatori della specie homo erectus di Isernia (homo aeserniensis), scelse questa località per impiantarvi il proprio accampamento.

Questo antico insediamento, rimasto sepolto per millenni e tornato alla luce nel 1979, è il più antico e ricco che si conosca in Europa, caratterizzato da un pezzo di terreno pavimentato con ossa di bisonte, elefante, rinoceronte e altri animali.

Il Museo costruita proprio sullo scavo del paleosuolo, raccoglie e presenta il risultato degli scavi e costituisce un avanzato laboratorio di ricerca.