Riservata

Fotografare i Tratturi

  1. Tratturo Magno: da L'Aquila verso la costa adriatica
  2. Tratturo Regio: dal Parco d'Abruzzo verso l'interno del Molise
  3. Tratturo L'Aquila - Foggia * Il Tratturo Magno
  4. Tratturo Centurelle - Montesecco * Dalla chiesa di Santa Maria de' Cintorelli a L'Aquila fino a Montesecco nel Tavoliere
  5. Tratturo Celano - Foggia * Dal Fucino al Tavoliere delle Puglie
  6. Tratturo Castel di Sangro - Lucera * Da Castel di Sangro a Lucera
  7. Tratturo Pescasseroli - Candela * Da Pescasseroli a Candela

Transumanza

Il trasferimento invernale degli animali verso le pianure dell'Italia meridionale era già praticato in epoca sannitica, ma fu nel periodo dell’Impero Romano che conobbe uno sviluppo notevole per essere poi abbandonato nel medioevo a seguito dell'insicurezza delle vie di comunicazione.

Già Federico II sottopose il settore della pastorizia all'amministrazione della Mena delle Pecore di Puglia, ma con la conquista di Napoli nel 1442 da parte di Alfonso d'Aragona, il Tavoliere delle Puglie divenne territorio feudale. Nel 1447 Francesco Montluber fu nominato doganiere reale ed organizzò vasti estensioni di terre come riserva per ospitare gli animali durante la transumanza.

A Lucera fu istituita la Regia Dogana della mena delle pecore, poi trasferita a Foggia da Ferrante d'Aragona: questa regolava non solo la gestione dei pascoli, ma anche il trasferimento degli animali.

L'apertura della transumanza era fissata il 29 settembre e la chiusura l'8 maggio, in corrispondenza con i pellegrinaggi alla grotta di San Michele Arcangelo (protettore degli animali) a Monte Sant'Angelo. Furono individuate 23 locazioni principali per il pascolo, a loro volta divise in poste. Le zone da pascolo erano vincolate e nel contratto con i proprietari la dogana acquisiva il diritto al pascolo invernale, mentre i proprietari potevano esercitare il pascolo estivo.

La transumanza era obbligatoria per gli allevamenti con più di venti capi. Il trasferimento iniziava in Abruzzo alla fine di settembre per convergere nella piana del Saccione, tra i fiumi Biferno e Fortore, dove si procedeva alla conta del bestiame ed all'attribuzione dei pascoli. Il costo di un pascolo era di 8 ducati per ogni 100 pecore, ma i pastori erano esentati dal pagamento di tasse di passaggio durante la transumanza: il termine "tratturi", infatti, deriva dal latino "tractoria", che indicava il privilegio di libero passaggio sulle vie pubbliche per i greggi durante la transumanza già nei codici teodosiano e giustinianeo.

I pastori avevano dazi ridotti sul sale e nessun dazio per i viveri che trasportavano per il proprio sostentamento. In caso di problemi con la giustizia, venivano giudicati da magistrati della Dogana di Foggia. I pastori avevano anche l'obbligo di vendere a Foggia i loro prodotti (lana, agnelli, formaggio) e la città divenne un importante centro commerciale: alla Fiera di Foggia, che iniziava l'8 Maggio, partecipavano mercanti provenienti anche del Nord Europa.

L'accesso al Tavoliere delle Puglie avveniva solo attraverso sei passi (Guglionesi e Civitate, Ponterotto, la Motta, Biccari e San Vito, Ascoli e Candela, Melfi e Spinazzola) a guardia dei quali c'erano i "cavallari", che controllavano il possesso del Nulla Osta della Dogana da parte dei pastori che lasciavano il Tavoliere. Per agevolare la transumanza, anche il percorso dei tratturi era di proprietà della dogana. La larghezza dei Tratturi era fissata a 60 passi napoletani (111,6m), per consentire il movimento quasi contemporaneo di migliaia di animali. Ad essi si aggiungevaano i Tratturelli, direttrici secondarie per spostamenti locali o come accesso ai tratturi con larghezze di 20, 15 o 10 passi napoletani (37, 27.75 o 18.5 m), ed i Bracci, direttrici di raccordo tra più tratturi o tratturelli. Per le autorità lungo il loro itinerario, c'era l'obbligo di mantenerne sgombro il percorso della via erbosa.

Con la legge del 2 agosto 1806 di "Eversione della feudalità" Giuseppe Bonaparte abolì il regime della dogana, costituendo l'Amministrazione del tavoliere e dando inizio ad un progressivo passaggio dalla pastorizia all'agricoltura, che aggredì anche le aree destinate ai tratturi.

La legge 746 del 20 dicembre 1908 istituì il Commissariato per la Reintegra dei Tratturi, con lo scopo di mappare come terreno demaniale i quattro tratturi più importanti, alienando gli altri. Per questo venne realizzata la Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi, aggiornata nel 1959, con il percorso di tutti i tratturi esistenti: l'area complessiva di 12000 ettari risultò utilizzabile per 5300, mentre 6000 erano occupati da strade, ferrovie e corsi d'acqua ed i restanti 3900 risultarono inutilizzabili.

I decreti legge del 15 giugno 1976, 20 marzo 1980 e 22 dicembre 1983 inseriscono i tratturi tra i beni sotto "Tutela delle cose d'interesse Artistico o Storico" della legge 1089 del 1 giugno 1939 del Ministero dei beni culturali ed ambientali. In questo ambito la Regione Molise, con la legge n.9 del 1997, istituisce il ''Parco dei Tratturi''.

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Dall'Appennino verso l'Adriatico lungo le vie della transumanza

Utilizzando i tratti iniziali del Tratturo Magno L'Aquila - Foggia e della sua variante Centurelle - Montesecco è possibile realizzare un itinerario abbastanza vario ed interessante dall'Appennino centrale verso la costa dell'Adriatico e ritorno.

Partendo dalla Basilica Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, sede storica per la partenza della transumanza, si segue la SS17 verso Poggio Picenze, costeggiando il fiume Aterno. Qui il tratturo L'Aquila - Foggia segue una via interna tra San Demetrio ne' Vestini e Barisciano, ma può essere raggiunto facilmente proseguendo per San Demetrio e quindi per San Nicandro, da dove seguire le indicazioni per Peltuinum; la strada ad un certo punto si fa sterrata, ma è pianeggiante e facilmente percorribile anche con pneumatici stradali: la vista di Peltuinum arrivando dopo aver percorso questo breve tratto di tratturo vale comunque questo piccolo sacrificio.

Si riprende la strada asfaltata dirigendosi verso Prata d'Ansidonia e da qui verso la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli lungo la SS17 vicino Caporciano, dove il Tratturo Magno si inerpica verso l'altopiano sopra Civitaretenga; questo piano è raggiungibile da una strada sterrata che parte dal centro del paese, ma la discesa verso San Pelagia è estremamente ripida cosa che aggiunta al fondo stradale sconnesso rende questa via sconsigliata, mentre è preferibile proseguire da Navelli seguendo la SS153. Dopo San Pelagia il Tratturo Magno prosegue verso Capodacqua e da qui si inerpica verso il passo di Forca di Penne; anche in questo caso, però, non vi sono strade percorribili dopo Capodacqua, per cui è consigliabile dalla SS153 seguire le indicazioni per Ofena e seguire la SS602 per Forca di Penne, sede di un'Oasi del WWF.

A questo punto il tracciato si fa più tranquillo, lasciando le pendici meridionali del Parco del Gran Sasso ed inizia a scendere dolcemente verso le zone collinari coperte da uliveti lungo la sponda nord della valle del Pescara in direzioni di Cugnoli; si attraversa la frazione di Piano Finocchio e, proseguendo in direzione di Nocciano prima e Villa San Giovanni successivamente, si attraversano le frazioni di Cesura e di Rota Giannelli. Sempre scendendo verso la costa, si prosegue in direzione di Rosciano verso Villa Oliveti, per arrivare infine a Villareia dove il tratturo attraversava il fiume Pescara al Ponte delle Fascine.

Arrivati sulla Costa Adriatica, del tracciato del Tratturo Magno si perdono quasi le tracce, salvo qualche eccezione come nel tratto tra San Salvo Marina e Petacciato. In particolare, dalla zona industriale e commerciale di Chieti-Pescara fino ad Arielli, centri abitati, strade e ferrovie rendono difficile seguire da vicino il tracciato del tratturo. E' possibile, comunque, continuare a viaggiare nell'ambiente collinare del Tratturo L'Aquila - Foggia dopo aver attraversato la Tiburtina procedendo verso Chieti lungo la strada della Madonna della vittoria e poi dirigendoci verso Bucchianico seguendo inizialmente le indicazioni per Guardagrele e percorrendo la Strada della Pace fino alla Madonna del Buon Consiglio da dove prendere la SS81.

Prima di arrivare a Bucchianico, scendere verso Villamagna ed Ari. Arrivati alla Chiesa della Madonna delle Grazie, girare a sinistra in una strada abbastanza tortuosa verso Giuliano Teatino e poi seguire le indicazioni per Canosa Sanita, da dove proseguire per Arielli, Poggiofiorito e Lanciano.

Raggiunta Lanciano, si abbandona il percorso del L'Aquila-Foggia per dirigersi verso il Tratturo Centurelle - Montesecco in direzione Guardiagrele dopo aver attraversato Castel Frentano. Ci si dirige verso i 500m di Roccamontepiano dopo aver attraversato Fara Filiorum Petri e quindi si scende ai 300m di Serramonacesca ed ai 200 di Manoppello, risalendo poi lungo il versante settentrionale del Parco Nazionale della Maiella in direzione di Lettomanoppello. Prima di raggiungere questo paese, però, si prendono le indicazioni per Scafa tornando a scendere verso Torre de' Passeri lungo la Tiburtina, con la sua Abazia di San Clemente a Casauria.

Nuova salita questa volta in direzione di Castiglione a Casauria e Pescosansonesco Vecchio. Prima di entrare a Pescosansonesco si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Contrada Dogli e successivamente a destra seguendo le indicazioni per il Monte Pietracorniale. Qui la strada è molto stretta e tortuosa, con fondo abbastanza sconnesso anche se asfaltato, ma, una volta raggiunta la cima (che ospita alcuni ripetitori), il panorama è veramente unico.

Da Pietracorniale si scende verso Bussi sul Tirino da dove il tratturo proseguirebbe inerpicandosi lungo la costa che la separa dalla Piana di Navelli. Data la mancanza di strade lungo questa direttrice, però, è consigliabile proseguire la Tiburtina per Popoli, prendendo poi la SS17 verso Navelli con una strada molto piacevole che d'estate ospita una gara di velocità in salita.

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Il Tratturo del Re dall'Abruzzo alla Puglia

Rimanendo sui luoghi della transumanza negli Appennini tra Abruzzo e Molise, è possibile realizzare un itinerario che partendo da Celano, sfrutti all'andata il Regio Tratturo Pescasseroli - Candela, mentre al ritorno percorra gran parte del Tratturo Castel di Sangro - Lucera per poi raccordarsi con la parte iniziale del Tratturo Celano - Foggia.

Da Celano si prende la Strada Statale 5 Tiburtina Valeria inizialmente in direzione di Pescara e successivamente in direzione Pescina seguendo il bordo orientale della Piana del Fucino. Si prosegue, poi, in direzione di Pescasseroli entrando nel Parco Nazionale d'Abruzzo e poi Gioia dei Marsi salendo poi verso il valico di Gioia Vecchio. Si arriva quindi a Pescasseroli, da dove si inizia a seguire il Tratturo Pescasseroli - Candela seguendo il corso del fiume Sangro fino in direzione di Castel di Sangro, superando Villetta Barrea ed arrivando sul Lago di Barrea.

Da Barrea la strada sale per tornare a scendere verso Alfedena e Castel di Sangro. Prima di arrivare a Castel di Sangro, da Ponte Zittola si inizia a seguire la Strada Statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico in direzione di Isernia. Lungo la SS17 si supera innanzitutto il valico di Rionero Sannitico. Si prosegue poi verso le frazioni Macchia e Vandra di Forlì del Sannio e superato il Valico del Macerone si arriva ad Isernia.

Da Isernia si prosegue verso sud lungo la SS17, dalla quale è interessante fare una deviazione a San Massimo per salire verso Campitello Matese per poi scendere verso Bojano. Proseguendo lungo la viabilità locale parallela alla SS17 fino a Contrada Tratturo, nell'incrocio con la strada tra Contrada Campone di San Polo Matese e Fonteiaova si trova un punto informativo del Programma Operativo 1994-1999 sulle Opere di Valorizzazione Naturalistica, Turistica ed Ambientale dell'Area del Matese, con il tracciato del Regio Tratturo Pescasseroli - Candela nella zona.

Si riprende, quindi, la SS17, dapprima in direzione Campobasso e poi in direzione Benevento. Superato la Sella di Vinchiaturo, si raggiunge la splendida Altilia nei pressi di Sepino, con i resti dell'antica città romana di Saepinum, che rappresenta il punto più a sud lungo il Tratturo Pescasseroli - Candela di questo itinerario toccando il confine tra Molise e Campania.

L'itinerario proposto a questo punto taglia verso est per intercettare il Tratturo Castel di Sangro - Lucera al confine tra Molise e Puglia, attraversando i paesi di San Giuliano del Sannio, Cercepiccola, Gildone, Jelsi per arrivare a Ponte 13 Archi di Gambatesa sul Fortore, sulle sponde del Lago di Occhito.

Risalendo lungo la SS645 verso Campobasso, giunti a Campodipietra è interessante fare una deviazione verso San Giovanni in Galdo, dov'è possibile visitare i resti di un Tempio Italico Sannita. Superato Campobasso ci si dirige verso Oratino (uno dei Borghi più Belli d'Italia), dove è interessante visitare anche la Rocca che si trova lungo la strada che scende verso la valle del Biferno. Si prosegue salendo verso Castropignano con il suo castello seguendo la segnaletica stradale che in questa zona fornisce indicazioni continue sul percorso del tratturo e dei suoi attraversamenti con la sede stradale.

Si prosegue per Torella del Sannio, Duronia Civitanova del Sannio, Chiauci e Pescolanciano, con il suo Castello, da dove si lascia il Tratturo Castel di Sangro - Lucera per intercettare il Tratturo Celano - Foggia a Pietrabbondante, sede dei resti del più grande insediamento Sannita esistente.

Tra Pescolanciano e Pietrabbondante si attraversa la Riserva Naturale di Collemeluccio, parte del programma dell'UNESCO "Man and Biosphere". Altra deviazione interessante una volta arrivati a Pietrabbondante è quella di proseguire verso Agnone, famosa per le sua fabbriche di campane.

Ripreso il cammino lungo il tratturo, si attraversa Vastogirardi, con i resti di un altro interessante tempio italico e poi San Pietro Avellana e Castel di Sangro, per completare l'itinerario proseguendo verso Roccaraso e poi lungo il versante occidentale del Parco Nazionale della Maiella verso Sulmona e quindi lungo il versante meridionale del Parco del Sirente verso Celano.

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Il Tratturo Magno

Il Regio Tratturo L'Aquila - Foggia è anche chiamato Tratturo Magno per la sua estensione, dato che è tratturo più esteso del meridione raggiungendo i 244 km. Parte da L’Aquila nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Collemaggio e da Sant'Elia prosegue tra la SS17 ed il fiume Aterno fiancheggiando la ferrovia ed il Vivaio della Forestale Mammarella verso Bazzano, Onna e San Gregorio. Qui il percorso diventa interno su vie sterrate tra Poggio Picenze e san Demetrio ne' Vestini e prosegue oltrepassando il Vivaio della Forestale Pie' delle Vigne di Barisciano e raggiungendo l'antica Peltuinum nei pressi Prata d'Ansidonia. In questo tratto fino a Navelli, il tracciato del tratturo si sovrappone a quello dell’antica via romana Claudia Nova.

Il Tratturo Magno scende poi verso la Chiesa di Santa Maria de' Cintorelli nel comune di Caporciano, dove si biforca in due rami paralleli, che corrono ad una distanza dai 4 ai 14 chilometri, dando origine al Tratturo Centurelle-Montesecco. Proseguendo, dalla chiesa di Santa Maria dei Cintorelli il tratturo sale attraversando una fitta vegetazione ai 840 m di Piano Aseno sopra Civitaretenga per poi scendere verso San Pelagia nella piana di Capestrano.

Superato Capodacqua, il tratturo risale verso e Forca di Penne, a 918 m per poi iniziare la discesa lungo il versante nord della valle del Pescara, dirigendosi verso Cugnoli e Nocciano e passando dalla Provincia di Pescara a quella di Chieti attraverso il Ponte delle Fascine di Rosciano nei pressi di Villareia.

Si prosegue in direzione di Bucchianico, andando poi verso San Vincenzo di Vacri, Ari, Giuliano Teatino, Arielli e Poggiofiorito, per risalire infine verso Lanciano. Da Lanciano di scende poi verso Santa Maria Imbaro e finalmente, seguendo la valle del Sangro, si raggiunge la costa adriatica nei pressi del Lido di Casalbordino. Si rientra poi nell'entroterra di Vasto per poi riaffacciarsi sulla costa nei pressi di San Salvo Marina, proseguendo con una tratto parallelo alla SS16 Adriatica fino a Petacciato Marina, entrando così in Molise.

Il tracciato del Tratturo L'Aquila - Foggia prosegue inoltrandosi nell'entroterra di Termoli seguendo la Strada Provinciale San Giacomo degli Schiavoni-Petacciato ed entra in Puglia a Montesecco nel comune di Chieuti, ricongiungendosi qui con il ramo proveniente da Centurelle. Poi il percorso degrada verso il fiume Fortore e raggiunge quindi il Tavoliere delle Puglie, dove a Foggia termina nei pressi del monumento dell'Epitaffio ricongiungendosi al tratturo proveniente da Celano.

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Dalla chiesa di Santa Maria de' Cintorelli a L'Aquila fino a Montesecco nel Tavoliere

Il Tratturo Centurelle - Montesecco è una diramazione dal Tratturo L'Aquila-Foggia che parte dai 750m dalla chiesa di Santa Maria dei Cintorelli a Caporciano, nella Piana di Navelli, (vicino L'Aquila) e si ricongiunge con il tratturo principale a Montesecco, paese del comune di Chieuti (in provincia di Foggia), dopo aver percorso un itinerario più interno rispetto alla Costa Adriatica nel suo percorso verso il Tavoliere delle Puglie.

Il percorso del tratturo inizia a mezzacosta sui 870m del bordo settentrionale della Piana di Navelli, costeggiando Civitaretenga e Collepietro. Alla fine dell'altipiano, il tratturo scende bruscamente ai 364m slm di Bussi sul Tirino, per proseguire poi lungo la valle del fiume Pescara verso Castiglione a Casauria e Torre de' Passeri, con l'Abbazia di San Clemente a Casauria.

Il tratturo risale poi lungo i versanti settentrionale ed orientali del Parco Nazionale della Maiella verso Manoppello, Serramonacesca e Roccamontepiano correndo lungo il crinale tra l'Alba ed il Lavino per raggiungere Terranova. Tagliando le strade di crinale e di fondovalle, il tratturo passa vicino ai centri di Fara Filiorum Petri, San Martino sulla Marrucina e Filetto per raggiungere Orsogna e Castel Frentano.

Si entra, quindi, in Molise nella Provincia di Campobasso, attraversando il Sangro e raggiungendo Montenero di Bisaccia e Guglionesi, per poi lasciare il Molise a San Martino in Pensilis (con i resti di una villa rustica in località Mattonelle) e proseguire in Puglia, dove il tracciato del Tratturo Centurelle - Montesecco si ricongiunge a quello del Tratturo L'Aquila-Foggia vicino Chieuti.

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Dal Fucino al Tavoliere delle Puglie

Il Tratturo Celano - Foggia parte dai 660m della Piana del Fucino presso Celano, dirigendosi poi verso Cerchio e Collarmele seguendo l'antica Via Valeria romana, per salire fino ai 1107m di Forca Caruso. Si comincia quindi a scendere verso la conca di Sulmona toccando i 742m di Gorano Sicoli ed i 405m di Raiano.

La conca di Sulmona viene attraversata costeggiando il suo bordo occidentale per tornare poi a salire verso i 730m di Pettorano sul Gizio ed i 1150m di Rocca Pia, raggiungendo la Piana delle Cinque Miglia che viene attraversata interamente fino a Roccaraso, correndo tra il Parco Nazionale d'Abruzzo ed il Parco Nazionale della Maiella. Si riprende la salita verso i 1350m del crinale di Pietransieri per poi scendere verso gli 800m della valle del Sangro e poi risalire ancora verso i 1000m di San Pietro Avellana in Molise, da dove il tracciato del tratturo viene sistematicamente segnalato.

Tra San Pietro Avellana e Vastogirardi c'è da segnalare la Riserva della Biosfera Collemeluccio - Montedimezzo del Programma dell'UNESCO "Man and the Biosphere".

Ci si mantiene sui 1000m seguendo la Strada Provinciale San Mauro in direzione di Pietrabbondante, famosa per la sua zona archeologica, per poi scendere verso la valle del Fiume Trigno nei pressi di Bagnoli del Trigno e, superato il crinale tra Salcito e Lucito, attraversare la valle del Fiume Biferno. Si prosegue tra Morrone del Sannio e Ripabottoni verso Bonefro e San Giuliano di Puglia, da dove inizia la discesa verso il Fortore ed il Tavoliere delle Puglie, che viene attraversato in direzione di Lucera. Superata quest'ultima, il Tratturo Celano - Foggia si ricollega al Tratturo Castel di Sangro-Lucera nei pressi di Vigna Nocelli, proseguendo quindi verso Foggia, dove si ricongiunge al Tratturo L'Aquila-Foggia nei pressi del monumento dell'Epitaffio.

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Da Castel di Sangro a Lucera

Il Tratturo Castel di Sangro - Lucera, di 127 km, ha un percorso che è a cavallo tra il Tratturo Pescasseroli-Candela ad ovest, dal quale si distacca a Ponte Zittola nei pressi di Castel di Sangro, ed il Tratturo Celano-Foggia ad est, nel quale confluisce a Lucera.

Partendo dall'appendice sud-orientale del Parco Nazionale d'Abruzzo, si dirige verso il Molise superando la Bocca di Forlì (o Passo di Rionero Sannitico, limite tra Appennino Centrale e Meridionale) e prosegue attraversando centri fortificati come Roccasicura, Pescolanciano e Castropignano. Seguendo la valle del Fiume Trigno da Civitanova del Sannio verso Duronia (intersecando la Strada Provinciale Civitanova Bagnoli), supera il Biferno e, passando tra Santo Stefano ed Oratino, raggiunge Campobasso.

Nei pressi di Campobasso ci sono da segnalare i resti dell'insediamento sannitico di Monte Vairano (situato tra i paesi di Baranello e Busso), in grado di controllare sia il Tratturo Castel di Sangro - Lucera che il parallelo Pescasseroli-Candela, a conferma dell'importanza della transumanza per l'economia dei Sanniti.

Il Tratturo si dirige poi verso Gambatesa seguendo dopo Campodipietra la valle del Tappino ed entrando in Puglia attraverso Ponte 13 Archi sul Fortore, costeggiando il Lago di Occhito. Arrivato in Puglia, il tratturo supera Volturara Appula e si ricongiunge al Tratturo Celano-Foggia nei pressi di Vigna Nocelli.

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Da Pescasseroli a Candela

Il Regio Tratturo Pescasseroli - Candela parte a quota 1226m di Ponte Campomizzo, sul Piano delle Cinque Miglia vicino alle sorgenti del Sangro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, e segue il fiume e la Strada Statale 83 costeggiando Pescasseroli ed Opi. Sale poi a mezzacosta lungo il monte Petroso a 1100 m passando per Civitella Alfedena ed il Lago di Barrea.

Sale poi verso i 1231 m di Colle della Croce per poi scendere rapidamente verso Alfedena ed i 850 m della piana di Castel di Sangro. A Ponte Zittola, nei pressi di Castel di Sangro, si ricollega al Tratturo Castel di Sangro-Lucera per poi dirigersi verso sud ed entrare in Molise con i 1051 m di Rionero Sannitico per poi proseguire in direzione di Saepinum lungo il tracciato della Via Minucia (o Via degli Abruzzi), strada che collegava Napoli e L'Aquila.

Passando vicino a Isernia ed a Pettoranello del Molise, il tratturo sale a mezza costa sul fianco settentrionale del Matese sui 650 m, per attraversare il territorio dei Sanniti, con l'area sacra di Castelpetroso, e poi entrare nella piana di Bojano (l'antica Bovianum) con le sorgenti del Fiume Biferno e dominata dalla Civita di Bojano, con i suoi templi difesi da poderose mura poligonali, .

Dopo aver attraversato Bojano lungo l'attuale Corso Umberto, il tratturo raggiunge il Valico di Vinchiaturo, situato a 550 m sul crinale tra i bacini del Biferno e del Calore, camminando parallelamente alla Strada Statale 17 per poi dirigersi verso Sepino, con i resti della città romana di Altilia (l'antica Terravecchia sannita o Saepinum romana) situata anch'essa lungo il percorso del tratturo, che la attraversa lungo il decumano entrando da Porta Bojano e lasciandola da Porta Benevento.

Dopo il fiume Tammaro, Il tracciato del Tratturo Pescasseroli - Candela raggiungeva infine Candela attraversando le colline dell'alto Sannio.

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