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Storico


La storia del Molise va ricercata sicuramente nella notte dei tempi.
      Il 5 giugno 1979 viene infatti data la notizia di una grande scoperta paleontologica: il ritrovamento, in località La Pineta di Isernia, di un sito preistorico con testimonianze di attività umane risalenti a circa 730 mila anni fa. L'accampamento paleolitico era frequentato dall'homo erectus (Homo aeserniensis), addirittura il più antico vissuto in tutta Europa.
      L'importanza del ritrovamento è data, oltre che dalla lontanissima datazione, dal numero veramente eccezionale di reperti ossei e di manufatti lapidei rinvenuti attorno alla capanna abitata da questo nostro antichissimo progenitore. La documentazione dei preziosi ritrovamenti di Isernia che rappresentano elementi fondamentali per lo studio del Quaternario nell'area dell'Europa Mediterranea, è ospitata stabilmente nella Mostra - Museo del Paleolitico a Isernia, in un ex monastero di monaci benedettini. Risalgono al Paleolitico le grotte e le caverne rinvenute nel secolo scorso nella zona montuosa del Matese, che confermano la presenza dell'uomo preistorico sul nostro territorio: a Sepino una capanna-sepolcro dell'età della pietra; a Ielsi, alcune tombe a doppia camera con resti umani e frammenti di terracotta; altre tombe, contenenti frammenti di oggetti primitivi, sono state rinvenute in agro di Monteroduni, Pietrabbondante e Salcito.
      L'aratro rinvenuto in agro di Tufara è dell'età del ferro.
      Di questi preziosi ritrovamenti, alcuni si trovano nel Molise presso il Museo Sannitico di Campobasso e presso il Museo Emidiano di Agnone; la parte più cospicua si trova, invece, nel Museo Etnografico Pigorini di Roma ed in quello Antropologico di Napoli.
      A Trivento (Terventum), Isernia (Aesernia), Venafro (Venafrum) e nei centri fortificati di Terravecchia di Sepino, di Monte Vairano, tra Busso e Campobasso, di Monte Ferrante a Carovilli, della Civitella, in agro di Frosolone, sono stati rinvenuti giavellotti, elmi, pugnali, lance, attrezzi da lavoro, utensili domestici, monete, statuette e lastre con iscrizioni in lingua osca.
      I reperti più importanti sono la lastra di bronzo, nota come Tavola Osca o di Agnone, rinvenuta nel 1848 dal grande storico tedesco T.
      Mommsen nell'agro di Capracotta e conservata nel Museo Britannico di Londra, e la lastra calcarea, rinvenuta in agro di Casacalenda, che si trova nel Museo Nazionale di Napoli.
      Resti di mura sannitiche sono stati rinvenuti a Campochiaro, a Duronia, a Montefalcone del Sannio, a Isernia, a Sepino e a Larino, dove è l'Ara Frentana, testimonianza di quest'epoca. Il Parco archeologico di Pietrabbondante, la gemma più preziosa dell'archeologia molisana, si trova nei pressi dell'antico tratturo Celano - Foggia, a pochi chilometri dall'abitato, tra giganteschi macigni: le morge.
      Qui è possibile ammirare i resti dell'antica Pietrabbondante, importante centro civile e religioso della Pentria, costruito dai Sanniti pochi decenni prima dell'urto fatale con Roma.
      I resti mostrano le possenti mura poligonali; la necropoli della Troccola, con preziosi corredi tombali; due templi, il Grande Tempio costituito da due altari, un pronao ed una gradinata, il Piccolo Tempio della metà del II secolo a.
      C.
      Più a valle, vi sono tracce di unità abitative e botteghe.
      Il vero capolavoro del Parco archeologico è costituito dai resti del Teatro, felice connubio tra strutture italiche ed architettura greca.
      Il Teatro, ricavato nel pendio naturale del terreno, è formato da una cavea e da cinque gradinate.
      Qui, sugli straordinari sedili in pietra a sezione anatomica - e, per questo, unici al mondo - ancora oggi, in estate, è possibile assistere alle rappresentazioni teatrali.


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trekking e fotografia




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Con mezzi di trasporto


Il trasporto su gomma riguarda i servizi che consentono ai cittadini di muoversi sul territorio e raggiungere i luoghi di studio, lavoro e i servizi della sanità, ovvero tutto ciò che concerne il Trasporto Pubblico Locale (T.P.L.). Attualmente sul territorio molisano i servizi di T.P.L.
      sono assicurati da 29 gestori per una percorrenza di circa 16.500.000 chilometri annui ed eserciti con circa 400 autobus. La Regione gestisce tutti i servizi extraurbani della Provincia di Campobasso e di Isernia, organizzati secondo le esigenze dei cittadini e calibrati anche in funzione delle coincidenze dei treni e dei principali operatori economici.
Tutti a bordo della Transiberiana d'Italia
Correva il 1980 quando il giornalista Luciano Zeppegno descriveva la tratta Sulmona – Isernia a bordo di un treno, mentre fuori dal finestrino la neve scendeva e il lago ghiacciava.
      Quel paesaggio bianco e al naturale gli ricordò le steppe russe, tanto da soprannominare questo viaggio come la Transiberiana d’Italia.
      L’articolo fu pubblicato per “Gente Viaggi”, successivamente dimenticato.
      Negli ultimi anni quel nomignolo sarà riutilizzato per dar nome a un progetto del tutto innovativo.
      In principio fu una legge, quasi un secolo e mezzo fa.
      L’ordine era di collegare l’appena nata Italia con un sistema viario e ferroviario.
      Venne fatto il progetto e nel 1892 cominciarono i lavori.
      Nel tempo record di cinque anni la Sulmona – Carpinone venne completata.
      Un tracciato di 129 km, con pendenza massima del 28‰ e con raggio massimo di 250 metri, che passa dai 348 m s.l.m.
      di Sulmona ai 1268 di Rivisondoli – Pescocostanzo, per poi riscendere ai 475 di Isernia.
      E nel mezzo la natura incontaminata.
      La tratta venne sospesa definitivamente il 10 dicembre del 2011, dopo la disposizione della Regione Abruzzo.
      A seguito della decisione vi è stata una raccolta firme per la riapertura e successivamente un progetto per il restauro della tratta a fini prettamente turistici.
      Furono così organizzati i primi appuntamenti, noti col nome della “Transiberiana d’Italia”.
      In occasione di uno dei viaggi, sono stato invitato a documentare il tutto e diventare ambasciatore dell’iniziativa.
      Parto alla volta di Isernia per partecipare all’antica Fiera Espositiva Agroalimentare della Cipolla, una tradizione che si svolge durante la Festa dei Santi Pietro e Paolo e che fonda le sue origini nel XV secolo.
      L’organizzazione è affidata all’Associazione Culturale “Le Rotaie”.
      Si parte da Sulmona.
      La partenza è fissata alle ore 09:00 del mattino.
      Il tempo di un caffè e una brioche che il capostazione fischia la partenza del treno.
      Gli ultimi arrivati salgono sui vagoni antichi, prestando attenzione agli alti scalini in legno.
      Noi ci accomodiamo nel terzo vagone, su sedili in legno scomodi quanto affascinanti.
      Un addetto installa la scritta “Isernia – Sulmona” al fianco del locomotore e il treno può partire.
      In un era dove la lentezza è diventata un lusso, è un piacere procedere a bassa velocità.
      Si riesce a godere della bellezza del paesaggio fuori ai finestrini.
      La prima tappa è la stazione di Campo di Giove, anch’essa dismessa.
      Ci fanno scendere sulla banchina, dove ad attenderci ci sono produttori locali.
      In un primo stand si vendono derivati pecorini, in un secondo fritti di ogni genere.
      I prezzi sono molto economici e consentono a tutti l’assaggio.
      Ai fianchi della ferrovia vi è una collina di alberi: furono posizionati lì durante la costruzione del tracciato e avevano lo scopo di contenere le piene di neve e contrastare le valanghe.
      La seconda tappa la stazione di Rivisondoli – Pescocostanzo.
      Sul treno non manca nulla.
      Nel secondo vagone è stato allestito uno spazio per la degustazione di prodotti tipici del luogo.
      Viene offerto del pane con salsa di asparagi e frutti del bosco.
      Ma non solo: durante la marcia un gruppo di cantori, “I lupi della Majella”, intrattengono il pubblico con canzoni tipiche e ballate in dialetto.
      Arriviamo a Isernia, quando l’orologio della stazione segna l’una esatta.
      Sulla banchina i pendolari rimangono affascinati nel vedere il treno antico: alcuni scattano fotografie, altri si interessano all’iniziativa.
      Noi ci spostiamo all’esterno della struttura, ritrovandoci nella piazza antistante.
      Scendiamo lungo Corso Garibaldi per scoprire le bellezze della città.
      Oltrepassiamo la Villa Comunale e arriviamo in prossimità della Cattedrale di San Pietro Apostolo.
      Purtroppo è momentaneamente chiusa, nonostante la festa cittadina in corso sia dedicata anche al santo.
      Tuttavia il protettore della città non è San Pietro Apostolo, ma Celestino V, il papa eremita molisano di nascita e abruzzese d’adozione.
      La sua dimora si trova nella piazza che prende il suo nome.
      Qui è conservata anche la Fontana Fraternita, di età romana.
      Dalle sue cannelle, poste all’interno di sei arcate, viene sgorgata ancora acqua.
      Vi sono due sarcofagi all’interno e una scritta: secondo una ricostruzione essa apparteneva alla tomba di Ponzio Pilato.
      Pranziamo in un ottimo ristorante, nelle vicinanze della Villa Comunale.
      Si chiama "Retrogusto" ed è una braceria e pizzeria.
      Ci viene servito il menù del giorno, che recupera il tema della cipolla.
      Come primo un piatto di carbonara rivisitato con cipolle, per secondo frittata di cipolle di Isernia e patate con insalata mista e infine macedonia.
      Servizio impeccabile e atmosfera piacevole.
      Assolutamente consigliato.
      Ci rimettiamo in marcia e ci spostiamo verso l’antica Fiera Espositiva Agroalimentare delle Cipolle.
      Sottopassiamo le arcate del tracciato ferroviario ed entriamo in una via allestita con le bancarelle.
      Si vende di tutto e l’evento tende a somigliare al semplice mercato rionale della domenica.
      Al termine della via una serie di espositori, per lo più contadini, da un senso alla cosa.
      Vendono qualsiasi tipo di cipolla, dalla più piccola a quella gigante.
      Anche in questo caso prezzi molto economici.
      Chiediamo informazioni sulla coltura e sulla provenienza dei prodotti: sono tutti locali e vengono coltivati in modo tradizionale.
      Entriamo nel palazzo dei congressi fiancheggiante dove si sta tenendo una conferenza sul tema della cipolla.
      Quindi ritorniamo verso la stazione.
      Il viaggio di ritorno è più piacevole dell’andata.
      Ci fermiamo solo in una occasione, seppur restando sopra i treni.
      Il sole scende nell’orizzonte e rinfresca l’aria afosa.
      I paesaggi mutano il colore e non possiamo far altro che mettere la testa fuori al finestrino e scattare una fotografia.
      Sfidiamo l’aria in faccia, la polvere del motore e le tante gallerie.
      Ma ne vale la pena.
      Rientriamo in stazione per le 21:00, rispettando appieno l’orario.
      Termina così una delle avventure più belle da fare fra l’Abruzzo e il Molise.
     


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Bicicletta


Una delle regioni italiane meno conosciute anche dagli stessi italiani è senza ombra di dubbio il Molise.
      Racchiuso tra Appennino, Monti del Matese e mare solitamente viene lambito mentre si viaggia in autostrada, ma in bicicletta tutto cambia.
      Scoprire lentamente cosa vedere in Molise, pedalare da una collina ad un'altra, costeggiare le montagne e risalirne gli ardui pendii, è un'esperienza che consigliamo a tutti.
      Dopo aver pedalato in Molise durante Transitalia, la nostra avventura attraverso l'Appennino in bicicletta, vogliamo suggerirti qualche luogo da non perdere assolutamente... Il Molise ha un territorio variegato: è prettamente montuoso, ma le colline occupano oltre il 40% dell'intera superficie.
      Attraversato dalle antiche vie di transumanza dell'Appennino, i tratturi, fu abitato dall'antico popolo italico dei sanniti ed ancora oggi è possibile visitare alcuni siti storici importanti.
      Pedalando dall'Appennino attraverso il Sannio e i Monti del Matese fino a toccare il mare a Termoli, ti vogliamo consigliare cosa vedere in Molise durante un viaggio in bici.
    1.Vastogirardi: è uno dei primi paesi del Molise che abbiamo visitato in bicicletta.
          Non lontano dal paese nasce il fiume Trigno che scorre poi fino al mare in provincia di Chieti.
          All'ingresso di Vastogirardi, che si raggiunge salendo a 1200 metri di quota, è possibile inoltrarsi lungo una strada secondaria sulla sinistra in direzione del campo sportivo.
          Oltrepassato il campo, potrai continuare in bicicletta fino ai resti di un'antico tempio italico abbandonato un po' alle ingiurie del tempo.
          Il paese è di origine medievale ed una delle caratteristiche più interessanti è il nucleo del castello fortificato da dove si entra e si esce dallo stesso portale.vastogirardi
    2.Pietrabbondante: deve di certo il suo nome alla posizione arroccata tra gli enormi massi chiamati Morge.
          Prima di entrare in paese (preparati a pedalare in salita!!!) si incontra il suggestivo Bovianum Vetus, l'antico sito ellenistico-italico risalente al 95 a.C.
          e un tempo capitale del Sannio.
          L'ingresso al sito è a pagamento (4€ circa) ma è una di quelle cose da vedere in Molise per bellezza, interesse storico, culturale e paesaggistico.
          Dal teatro del Bovianum Vetus si ha un panorama ameno sul Molise dove i borghi arroccati punteggiano e caratterizzano il territorio.
          Se hai ancora gamba sali fino alla piazza di Pietrabbondante e poi arrampicati tra le Morge, supera la chiesetta di Santa Maria Assunta e sali fino alla croce, il punto più alto del paese.pietrabbondante
    3.Bagnoli del Trigno: dalla strada che lascia Pietrabbondante perdendo quota si scorge questo suggestivo borgo che svetta tra i massi ad est, sospeso tra terra e cielo.
          L'origine di Bagnoli di Trigno è legata ad alcune leggende delle quali non si ha però un fondamento storico.
          Pittoresco come Pietrabbondante, dovrai cimentarti in una bella ascesa per raggiungere il paese.
          Non mancare una visita alla chiesa di San Silvestro costruita sulla roccia, il suggestivo castello San Felice e una passeggiata per le vie del borgo.bagnoli di trigno
    4.Duronia: domina i dintorni dall'alto del suo promontorio, una particolarità piuttosto diffusa in Molise.
          La vera unicità di Duronia viene notata se si osserva il borgo con attenzione: una fascia di vegetazione rada, di un verde diverso, sembra tagliare la montagna culminando proprio dove sorge il paese, di cosa si tratta? Duronia viveva sull'antico tratturo Lucera – Castel di Sangro percorso ogni anno da milioni di pecore che hanno lasciato un segno evidente sul territorio.
          Vale la pena raggiungerla in bicicletta e visitarla.paesaggi molise duronia
    5.Carovilli: una località interessante per la sua posizione che ricorda quella di un presepe.
          A Carovilli ci siamo sentiti davvero a casa e ci è stata offerta la possibilità di conoscere un pochino meglio il Molise parlando con la sua gente di Storia, cultura e turismo.
          Nei dintorni si trova Castiglione di Carovilli con l'oasi WWF di Collearso, una tappa obbligata per chi ama la Natura.carovilli
    6.Tratturo Pescasseroli - Candela: se viaggi in mountain bike dovrai provare l'esperienza di una bella pedalata lungo l'antico tratturo.
          Noi siamo stati accompagnati da Mauro, un molisano doc e grande conoscitore del territorio.
          Ci siamo infangati, impantanati, divertiti, abbiamo spinto, pedalato e affondato le gomme nella palta, è stata insomma un giro indimenticabile.
          Il tratturo raggiunge l'antica e imperdibile città romana di Saepinum.tratturo pescasseroli candela
    7.La romana Saepinum sorge sul tratturo Pescasseroli - Candela e conserva in buono stato alcuni edifici dell'epoca.
          Il foro, la basilica, il teatro, le terme e il Decumano che attraversava Saepinum da est ad ovest, prenditi tempo ed esplorala con calma.
          Arrivarci in bicicletta è un'emozione forte.antica altilia
    8.Sorgente del fiume Biferno.
          Ai piedi dei Monti del Matese nasce il fiume Biferno la cui sorgente è da annoverare tra le cose da vedere in Molise.
          A bordo strada l'acqua zampilla in una grande vasca: qui puoi riempire la tua borraccia con acqua fresca di fonte.sorgento biferno
    9.Pescolanciano: l'abbiamo raggiunta percorrendo quasi esclusivamente strade secondarie a parte l'ultima parte del tragitto dove non siamo riusciti a trovare un'alternativa.
          Pescolanciano sorge sul tratturo Castel di Sangro - Lucera e l'antica via di comunicazione è ancora ben evidente ai bordi del paese anche se purtroppo non viene preservata nè promossa.
          Pescolanciano vanta un bel centro storico e un castello.pescolanciano
    10.Civita Superiore: sorge dove iniziano i Monti del Matese, nel comune di Bojano.
          Civita poteva vantare uno dei manieri di Federico II che oggi è purtroppo in rovina.
          Bojano ha invece origini sannite.
          Per raggiungere Civita è necessario inerpicarsi per qualche chilometro.ai piedi dei monti del matese
Nel raccontarti cosa vedere in Molise non mi sono soffermata eccessivamente sulle strade, le pendenze ed altre particolarità del territorio che potrai conoscere scaricando la traccia gps del nostro viaggio in bici e, prossimamente, leggendo il nostro racconto dell'esperienza. Per conoscere e scoprire un territorio non basta visitarlo in bicicletta, bisogna sentirne il profumo, assaggiarne le tipicità, conoscerne le genti...
      i molisani sono un popolo affabile e disponibile, generoso e aperto, non perdere l'occasione per scambiare informazioni e punti di vista.
      Le tipicità del Molise sono molte ma quelle che ti consigliamo di assaggiare assolutamente sono: il caciocavallo (famoso è anche quello di Vastogirardi), i cavatelli, un tipo di pasta mangiata solitamente con sugo di carne di maiale, il buonissimo pane (chiedi di quello con le patate!), la Pampanella (ti lascio scoprire da solo cos'è) e i gustosi salumi.


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Itinerari non abili


Il problema dell'accessibilità in un'area naturale protetta non è di facile soluzione.
      In genere i sentieri ed i percorsi dei Parchi, per forza di cose, sono caratterizzati da notevoli pendenze e da caratteristiche costruttive condizionate dalla morfologia dei luoghi che non rendono agevole la loro accessibilità.
      E' però possibile, anche nei parchi di montagna come il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, realizzare percorsi attrezzati ad elevata accessibilità, attrezzando opportunamente particolari ambiti.
      Il progetto sperimentale realizzato ha reso accessibile il percorso all'interno del Centro Visita del parco nazionale Abruzzo, Molise, Lazio.
      E' così possibile anche ai diversamente abili, senza eccessive difficoltà, osservare gli animali qui ospitati, anche con il sussidio di supporti didattici ed illustrativi appositamente realizzati.
      Il percorso, il cui fondo è stato realizzato per la circolazione in carrozzella, è dotato di corrimano, di tabelle in rilievo per la descrizione degli animali ospitati con brevi testi anche in carattere Braille.
      L'accesso al centro Visita è segnalato da percorsi attrezzati per non vedenti, che sono stati messi in opera anche nel centro urbano di Pescasseroli, per facilitarne la visita.
      Per il Parco si tratta di un piccolo ma importante passo verso l'accessibilità perché coinvolge una struttura visitata ogni anno da parecchie decine di migliaia di utenti.
      La realizzazione del progetto ha inoltre consentito di acquisire esperienza operativa, che potrà essere utilizzata per i successivi interventi di miglioramento dell'accessibilità di una straordinaria area protetta.


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Cavallo


1) Perchè i cavalli dormono in piedi? I motivi sono principalmente due, uno di tipo anatomico e un altro di natura neurologica.

Per quanto riguarda il primo aspetto, i cavalli, avendo quattro zampe, mantengono l'equilibrio con minore sforzo rispetto ai bipedi.
      Inoltre, attraverso degli speciali legamenti, i cavalli riescono a bloccare le zampe, riducendo ulteriormente lo sforzo muscolare richiesto dallo stare in piedi.
      Questa posizione risulta quindi comoda e facile da mantenere.

Dal punto di vista neurologico, invece, il cavallo riesce a mantenere il controllo dei quattro arti anche quando dorme.
      Inoltre, il cavallo non raggiunge mai lo stato di sonno profondo,non perdendo mai quindi completamente il tono muscolare.

2) i cavalli hanno due polmoni fisiologici ma uniti in un unico polmone anatomico

3) i cavalli sono privi di cistifellea

4) i cavalli non hanno le clavicole, per la loro struttura adatta allo scatto ed alla corsa su quattro zampe sarebbero solo d'impiccio

5) i cavalli sono in grado di chiudere le narici in caso di contatto con l'acqua, come le foche

6) i cavalli vedono molto bene di notte.

7) i cavalli non possono respirare con la bocca, ma solo con le narici

8 ) i cavalli non possono vomitare.

9) i Quarter Horse sono i cavalli più veloce del mondo nel quarto di miglio, dove riescono a raggiungere una velocità di circa 90 km/h invece il PSI riesce a correre per più tempo ma ai 70 km/h.

10) il cavallo Arabo ha le vertebre più corte rispetto alle altre razze e quindi la schiena è più corta; inoltre hanno 17 costole poi 5 vertebre lombari e 16 caudali mentre gli altri cavalli rispettivamente 18 costole poi 6 vertebre lombari e 18 caudali.

11) i cavalli parlano tra loro anche attraverso il senso dell'olfatto grazie alle ghiandole che hanno nella pelle

12) nel branco, NON comanda lo stallone, che ha il compito di proteggere; il vero capobranco è una delle femmine più vecchie.

13) il 90% dei cavalli dal mantello bianco in realta sono grigi, perche hanno la pelle nera (si può vedere dal muso, dal contorno occhi e dal ventre), gli zoccoli scuri e hanno una piccola parte di peli neri, mischiati con quelli bianchi.

I cavalli invece con pelo bianco, gli zoccoli chiari e la pelle rosa, sono effettivamente “bianchi” anche se sono rarissimi e per la maggior parte sono albini (occhi rossi/azzurri e a volte problemi di vista e udito).
14) si può insegnare ad un cavallo a sgroppare se gli sale in groppa qualcuno che non sia il proprio cavaliere; nel Medioevo i destrieri da guerra venivano addestrati in tale senso.


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Culturale



Il Museo della Zampogna
vico Santa Maria , Scapoli

Mostra Permanente di Cornamuse Italiane e Straniere
piazza Martiri di Scapoli 16, Scapoli

Museo Archeologico
corso Garibaldi , Venafro

Museo Archeologico Santa Maria delle Monache
corso Marcelli 48, Isernia

Museo Civico
via Santa Maria 13, Baranello

Museo Civico Palazzo Colagrosso
piazza della Vittoria , Bojano

Museo di Tradizioni Popolari e del Costume d'Epoca
via Fontana Grande , San Pietro Avellana

Museo Emidiano
corso Vittorio Emanuele 82, Agnone

Museo Internazionale Storico della Campana
via Felice D'Onofrio 14, Agnone

Museo Permanente del Presepe
Piazza Della Vittoria 4, Campobasso

Museo Sacro
largo Caracciolo , Agnone

Nuovo Museo Provinciale Sannitico
via Chiarizia 12, Campobasso



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Religiosi


Il Molise è una regione con dei fantastici luoghi religiosi, noti a livello nazionale ed ideali come meta per il turismo religioso.

Tra i più antichi c'è l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, un monastero di origine benedettina che conobbe la sua massima fioritura attorno al IX secolo.
      Oggi alcune monache benettine americane vi celebrano ancora le tradizioni religiose, quali il canto gregoriano e la cura dei campi.

Una piccola chiesa sorge nei pressi di Montagano, S.
      Maria di Faifoli, che conserva le tracce del passaggio di Pietro del Morrone, Papa Celestino V.

Termoli ha una cattedrale tra le più suggestive in Italia.
      Sorge all'interno delle mura del paese vecchio, unico nucleo urbano fino al 1847, anno in cui Ferdinando II diede il permesso di costruire fuori dalle mura.

Uno dei Santuari più belli in Italia è quello il Santuario di Castelpetroso, visitato da Papa Giovanni Paolo II nel 1995.
      Sorge sul luogo ove, il 22 marzo 1888, due contadine videro una donna coperta da un manto viola che offriva al cielo il figlio morto.
     

Tre conventi cappuccini molisani ricordano il passaggio di San Pio da Pietrelcina: il convento di Campobasso, quello di San Nicandro e quello di Sant'Elia a Pianisi.
      Secondo la tradizione, in quest'ultimo convento Padre Pio ebbe la visione del demonio ed un'apparizione della Madonna.

In un ambiente davvero suggestivo, lungo la Fondovalle del Trigno, nel cuore del Molise, si erge il maestoso complesso del Santuario di S.
      Maria di Canneto, in località di Canneto.



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Sport, Caccia, Pesca


L'utilizzo di strumenti molto simili a quello che noi oggi chiamiamo sci viene fatto risalire a cinquemila anni fa, in quel periodo la popolazione che stanziava nell'attuale Norvegia era solita indossare piccoli sci allo scopo di andare a caccia in terreni ricoperti dalla neve che a quelle latitudini cade copiosa.


Negli anni questa abitudine iniziò a diffondersi per tutta alla Scandinavia e la Russia, in primo luogo come mezzo di trasporto e in seguito anche come sport molto simile a quello che oggi è conosciuto come sci di fondo o, proprio per le sue origini, anche come sci nordico.

Bisognerà però aspettare il XIX secolo, e sempre in Norvegia, perché le competizioni sciistiche vengano riconosciute come tali.

Lo sci alpino non è altro che una evoluzione dello sci nordico, la prima competizione di sci alpino, una sorta di discesa libera, si tenne nel 1850 a Oslo.
      Passarono alcuni decenni e questo sport si diffuse nel resto d'Europa e negli Stati Uniti.
      Era uno sport praticato soprattutto dai minatori, che facevano gare di sci per passare il tempo durante le stagioni invernali.

La prima gara di slalom venne organizzata nel 1922 a Murren in Svizzera, e solo due anni più tardi questa disciplina divenne la prima a entrare a far parte delle competizioni olimpiche invernali attraverso la combinata che si tenne durante le prime olimpiadi invernali di Chamonix.

Solo nel 1936 durante i giochi di Garmisch-Partenkirchen, le discipline di sci alpino diventarono parte del programma olimpico.


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Artigianato


I principali monumenti del Molise testimoniano una storia millenaria, che ha origine nel Paleolitico.

Ad Isernia il paleosuolo contenuto nel Museo Paleolitico conserva le tracce del passaggio dell'Homo Aeserniensis, il più antico abitatore della Regione : resti di ossa di animali uccisi e il segno di una capanna circolare raccontano storie di caccia a grandi animali in un ambiente selvaggio molto diverso dall'attuale.

Il teatro di Pietrabbondante, posto in un incomparabile scenario naturale, parla dei Sanniti, popolo forte e bellicoso, capace di contrastare con determinazione la conquista romana dell'Italia , ma anche di costruire monumenti rilevanti, le cui tracce sono presenti in varie località della Regione.

E poi Saepinum (foto a destra: i resti), la città che i Romani vincitori costruirono sul tratturo, mostra i suoi resti che si ergono nella piana di Boiano ed offre uno spettacolo suggestivo di colonne, capitelli e fregi riutilizzati dai pastori in epoche successive per costruire le loro abitazioni.
      Altre importanti testimonianze della presenza romana in Molise si trovano a Venafro, la Colonia Augusta Julia Venafrum, ad Isernia ed a Larino, dove si può ammirare in grande anfiteatro.
     

Nel Medioevo, dopo la fine dell'Impero romano, sui monti molisani, da Monteroduni a Pescolanciano a Campobasso e Termoli, compaiono numerosi castelli e borghi cinti di mura e bellissime Chiese in uno stile romanico semplice ed affascinante, come S.
      Maria della Strada e la superba S.
      Maria di Canneto.

In epoca rinascimentale le rudi fortezze medievali diventano comode dimore signorili, che si arricchiscono di affreschi pregevoli, come nel Castello di Gambatesa o in quello di Venafro.

Il barocco é rappresentato in molte Chiese molisane, come poi il neoclassicismo.

Alcune figure di spicco emergono nel panorama dell'arte : il pittore Paolo Gamba, che lavorò nel ˜700 in molte chiese del Molise, della Puglia e di altre regioni vicine e Francesco Paolo Di Zinno, autore dei Misteri, le ingegnose macchine grazie alle quali ancor oggi ogni anno a Campobasso angeli, demoni e santi popolano il cielo della città nella festività del Corpus Domini.

La lunga storia del Molise lascia le sue tracce anche nelle feste, che ancora si celebrano secondo riti antichissimi : le 'docce di Agnone, fiume di fuoco che illumina la notte santa di Natale; i riti del Carnevale, con maschere paurose di diavoli e cervi ; le carresi, corse di buoi che a primavera animano i paesi di origine albanese del Basso Molise.

Ad oggi c'é una Regione viva ed attuale, la XX regione d'Italia dal 1963, anno in cui ha acquistato la sua personalità giuridica, ottenendo il distacco dall'Abruzzo.
      Il capoluogo regionale é Campobasso, città di circa 50.000 abitanti nel centro della Regione, a quasi 800 m.
      di altezza; l'altro capoluogo é Isernia ed i centri più rilevanti sono Termoli, Agnone, Trivento e Venafro.

Il Molise , nonostante la crisi economica di questi ultimi anni, si impegna a costruire il suo futuro e si apre a chi vuole visitarla, offrendo una dimensione di vita ancora a misura d'uomo ed una ospitalità genuina e spontanea.


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Enogastronomia


Il Molise, la più piccola regione italiana dopo la Valle d'Aosta, ha una posizione geografica molto particolare che si riflette, inevitabilmente, anche sulla sua cucina.

Mentre nelle zone più interne della regione, caratterizzate da una vasta area montuosa, dominano pietanze a base di carne di maiale, salsicce paesane e soppressate - preparate secondo le antiche tradizioni gastronomiche - nel piccolo tratto di fascia costiera prevale, invece, una cucina più tipicamente marinara con piatti a base di zuppe, risotti e minestre.
     


Gli antipasti della cucina Molisana.

Un tipico pranzo molisano non può che iniziare con l'insalata di maiale, fatta con pezzettini di maiale bolliti e conditi semplicemente con olio, sale e pepe.
     

Altra specialità regionale é la trippa di maiale che, una volta condita con peperoncino e finocchietto, viene fatta essiccare affinchè diventi croccante e pronta ad essere gustata.
     

Sulla fascia costiera é da saggiare, invece, la scapece di alicette, a base di alici freschissime, farina, aceto, olio, aglio e qualche foglia di salvia.
     


I Piatti Tipici Molisani.

Da provare assolutamente la saporitissima fascadielle, un particolare tipo di polenta condito con sugo di ragù, ventresca e formaggio.
     

Altrettanto gustosi sono i crioli con le noci - a base di pezzetti di baccalà e noci tritate - e le tacozze con fagioli, tipica pasta molisana condita con uno squisito soffritto a base di aglio, cipolla, carota sedano e fagioli lessati.
     

Per chi ama gli accostamenti un po'è inusuali sono da provare, invece, i maccheroni con la mollica, semplice piatto di pasta, preferibilmente lunga, condita con un composto a base di mollica di pane, olio, aglio e prezzemolo.
     

E' la carne a farla da padrona sulle tavole molisane, cucinata nei modi più diversi e fantasiosi come i larduocchi - a base di maiale e peperoni sottaceto - la checcétta- a base di testine di agnello o capretto, ricoperte di molliche di pane, aglio, olio e prezzemolo- o, ancora, la coscia di agnello ripiena di lardo, aglio, olio, sale e prezzemolo.
     

Ma non mancano i piatti a base di pesce come il baccalà fritto o cucinato al forno con le patate - le triglie alla n'gorda, a base di triglie fresche ripiene di molliche di pane raffermo, e gli scampi ubriachi, conditi con cipolla, basilico, prezzemolo e peperone.
     




I Dolci della Pasticceria Molisana.
     


Famosissimi in tutta la regione, che vanta una lunga tradizione in materia dolciaria, i cauciuni ripieni di pasta di ceci, le caragnole, tipico dolce natalizio preparato con fettucce di pasta, e le peccellate, ripiene di marmellata o mosto cotto.
     

Da provare anche i caggiunitti, ripieni di castagne, cioccolata fondente e mandorle, le ceppelliate, squisiti dolcetti a base di marmellata di amarene, e i classici amaretti, a base di mandorle e uova.
     


Le strade del Vino in Molise.

Il Biferno, tipico della provincia di Campobasso, si produce utilizzando vitigni rossi e bianchi.
     

Il rosso si abbina perfettamente alle carni bianche al forno, alle carni rosse alla griglia e alla polenta.
      Il bianco, invece, si abbina ai formaggi ed al pesce.

Da assaggiare anche il Pentro di Isernia, prodotto nei territori della provincia di Isernia e realizzato con vitigni rossi, bianchi e rosati.


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