Lo sport è una cosa strana: c’è chi lo pratica per stare bene, chi lo guarda dal divano con la stessa tensione di una finale mondiale, chi lo ama, chi lo odia e chi dice “da lunedì inizio” da circa quindici anni.
C’è un treno che non corre soltanto sui binari, ma attraversa paesaggi, ricordi, profumi e sapori. È la Transiberiana d’Italia, la storica ferrovia turistica che collega l’Abruzzo al Molise passando tra montagne, borghi, altipiani e stazioni che sembrano uscite da un racconto d’altri tempi.
Il Molise è piccolo solo sulla carta. Basta spostarsi dalla costa di Termoli verso l’interno, fino alla zona di Venafro, per accorgersi che anche l’olio extravergine cambia carattere, profumo e personalità.
Ci sono paesaggi che non hanno bisogno di presentazioni. Basta guardarli. E il Molise, quando si veste di neve, diventa una cartolina silenziosa, elegante, quasi magica.
Il Molise è piccolo solo sulla carta. Quando lo si attraversa davvero, paese dopo paese, ci si accorge che dentro pochi chilometri cambiano accenti, parole, tradizioni, cucine, feste e perfino modi di vedere la vita. È una regione fatta di montagne, colline, mare, tratturi, borghi antichi e comunità che hanno conservato, spesso in silenzio, un patrimonio culturale enorme.
Il Molise non è una regione da attraversare di corsa. È una terra da prendere con calma, curva dopo curva, passo dopo passo, magari anche al ritmo lento di un cavallo tra i boschi. Qui spostarsi non significa soltanto arrivare da un punto all’altro, ma godersi il viaggio.
Quando si parla di Molise, qualcuno sorride e tira fuori la solita battuta: “Ma esiste?”. Poi però arriva a tavola, assaggia due cose fatte bene, beve un bicchiere sincero e cambia tono: il Molise non solo esiste, ma si lascia ricordare soprattutto dal palato.
L’Alto Molise è una di quelle zone che non si capiscono di corsa. Bisogna camminarci dentro, respirare l’aria fresca dei suoi monti, ascoltare il vento tra i boschi e guardare con attenzione ciò che si muove tra prati, sentieri e vallate.
Ai piedi del Matese, dove l’aria sembra arrivare direttamente dai boschi, Bojano custodisce le radici profonde dell’antico Sannio. L’antica Bovianum fu infatti una città importante dei Sanniti Pentri, popolo fiero, guerriero e contadino, legato alla terra ma capace di sfidare Roma con coraggio.
Fornelli, in provincia di Isernia, è uno di quei borghi molisani che non hanno bisogno di gridare per farsi notare. Bastano le sue mura, i vicoli stretti, le pietre antiche e quell’atmosfera raccolta che sembra dire: “entra piano, qui il tempo cammina diverso”.
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