Una volta, per partire, bastavano una macchina, una destinazione e una grande carta stradale piegata male nel cruscotto. Oggi basta prendere il telefonino, scrivere il nome del luogo e una voce ci dice dove girare, quanti chilometri mancano e perfino dove c'è traffico. Sembra quindi che le vecchie mappe cartacee siano diventate inutili. Ma è davvero così? Non proprio. Carta e smartphone hanno entrambi vantaggi e difetti e, soprattutto quando si viaggia in montagna, nei boschi o nei piccoli paesi, la vecchia mappa può ancora avere qualcosa da insegnarci.
Provare a immaginare il mondo tra duecento anni è quasi impossibile. Se una persona vissuta nel 1826 fosse comparsa improvvisamente nel nostro presente, probabilmente avrebbe pensato di essere finita dentro una favola: automobili, aerei, telefoni che parlano, immagini che arrivano da qualsiasi parte del mondo, medici capaci di vedere dentro il corpo umano, macchine che rispondono alle domande e persone che comunicano da un continente all'altro in pochi secondi.
Da migliaia di anni l’uomo guarda il cielo cercando risposte. Prima ancora di avere telescopi, satelliti e strumenti scientifici, osservava il Sole, la Luna e le stelle cercando di capire non soltanto il tempo, le stagioni e i raccolti, ma anche il proprio destino. È probabilmente da questa antichissima curiosità che nasce una delle tradizioni più resistenti della nostra cultura: l’oroscopo.
Quando pensiamo a una lente immaginiamo quasi sempre la luce visibile: quella che attraversa gli occhiali, una macchina fotografica, un binocolo o il nostro stesso occhio. Ma la luce visibile è soltanto una piccola parte dello spettro elettromagnetico. Poco oltre il rosso comincia infatti l'infrarosso, una radiazione che i nostri occhi non riescono a vedere ma che può attraversare, essere deviata, riflessa o assorbita proprio come la luce normale.
“In vino veritas”, nel vino c’è la verità. È una frase antica che continuiamo a usare ancora oggi, soprattutto quando qualcuno, dopo qualche bicchiere di troppo, comincia a parlare più liberamente del solito. Ma siamo davvero sicuri che ciò che diciamo da ubriachi sia la nostra verità più profonda? E soprattutto: dire tutto quello che passa per la testa sotto l’effetto dell’alcol può diventare pericoloso?
Ci sono giorni in cui ci svegliamo già con la testa piena: bollette da pagare, telefonate da fare, piccoli guasti, appuntamenti, pensieri, problemi veri e problemi che forse diventano grandi solo perché continuiamo a pensarci. E allora viene spontanea una domanda semplice: è possibile avere almeno un giorno solo di allegria, senza problemi?
Guardandoci intorno viene spontanea una domanda: perché alcune persone sembrano capire tutto al volo mentre altre fanno fatica anche davanti alle cose più semplici? E soprattutto, intelligenza e stupidità sono davvero due mondi separati oppure convivono, in misura diversa, dentro ciascuno di noi?
La fisica ci accompagna in ogni momento della giornata, anche quando non ce ne accorgiamo. È nella gravità che ci tiene con i piedi per terra, nel calore del sole, nell'acqua che bolle, nell'aria che respiriamo, nella corrente elettrica che accende una lampadina e perfino nel telefono che teniamo in mano.
Una domenica di fine agosto ha qualcosa di particolare: l'estate è ancora lì, il caldo non è scomparso, ma nell'aria comincia a sentirsi che qualcosa sta cambiando.
Le Favole del Regno del Molise sono cultura o fantasy? La risposta più semplice sarebbe: tutte e due. Ma forse sarebbe ancora più corretto dire che sono un viaggio nella fantasia che utilizza la storia, i luoghi e le tradizioni del Molise per raccontare qualcosa di nuovo.
Il Molise sembra quasi fatto apposta per essere percorso a piedi. Non servono imprese estreme, né bisogna necessariamente affrontare sentieri difficili: basta scegliere la zona giusta, mettere scarpe adatte e partire.
La realtà ci mette davanti a ciò che esiste. La verità ci obbliga a guardarlo. Eppure, nonostante delusioni, paure e giornate storte, ogni mattina troviamo ancora un motivo per alzarci. Forse quel motivo ha un nome molto semplice: speranza.
Possiamo vivere senza fantasia? Forse. Possiamo ignorare la realtà? Difficile. Ma senza speranza, anche la strada più semplice rischia di sembrare troppo lunga.
Ci sono luoghi che basta visitare. Altri, invece, bisogna immaginarli. E poi c'è il Molise, dove a volte le due cose diventano la stessa cosa.
Le vacanze dovrebbero servire a riposarsi. Almeno questa è la teoria. Poi arriva agosto e comincia l'organizzazione: dove andare, quando partire, quanto spendere, cosa mettere in valigia, chi deve annaffiare le piante, dove lasciare il cane, quale strada fare per evitare il traffico e soprattutto come riuscire a divertirsi perché... siamo in vacanza!
La fisica dovrebbe essere la scienza della logica: osserva, misura, calcola e cerca di spiegare come funziona l'universo. Eppure, appena ci allontaniamo dalle cose di tutti i giorni, quella stessa logica comincia a sembrarci una vera follia.
Automobili che frenano da sole, sensori, telecamere, radar, navigatori, limiti di velocità, autovelox, semafori intelligenti, cinture, airbag e un Codice della Strada sempre più dettagliato. Eppure basta accendere la televisione o leggere le notizie per trovare ancora incidenti, feriti e purtroppo anche vittime. Viene spontanea una domanda: con tutta questa tecnologia e tutte queste regole, perché continuiamo a farci male sulle strade?
Si dice spesso che nei piccoli paesi si viva meglio: meno traffico, aria più pulita, ritmi più tranquilli, cibo semplice e rapporti umani ancora presenti. Ma in Molise si vive anche più a lungo?
C'è chi sogna la grande città, i palazzi altissimi, i negozi aperti a tutte le ore, le metropolitane e una vita dove ogni minuto succede qualcosa. Poi c'è chi apre la finestra al mattino, vede una montagna, sente qualche campana, incontra due persone che conosce da una vita e pensa: forse la vera fortuna è proprio questa.
Il Molise si sta spopolando. Lo diciamo da anni, lo leggiamo sui giornali e soprattutto lo vediamo con i nostri occhi. Basta attraversare alcuni paesi dell’Alto Molise, del Medio Molise o delle zone più interne per accorgersi che qualcosa è cambiato: meno bambini per strada, meno negozi, meno scuole, tante case chiuse e sempre più anziani.
Questo sito NoiBlog è libero e senza pubblicità. , Crediamo che la conoscenza e l'informazione debbano essere accessibili a tutti. Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi aiutarci a mantenere il progetto attivo, puoi sostenerci con una piccola donazione libera tramite PayPal. ❤️
Dona con PayPal