Tra 200 anni il nostro futuro come sarà? Meglio, di sicuro... ma
E allora viene spontaneo chiedersi: se in duecento anni siamo cambiati così tanto, come sarà il mondo nel 2226?
Probabilmente vivremo meglio
È facile immaginare una medicina molto più avanzata. Malattie che oggi fanno paura potrebbero diventare semplici problemi curabili. Gli organi potrebbero essere ricostruiti, riparati o sostituiti. Molti interventi potrebbero essere eseguiti da sistemi robotici estremamente precisi e una diagnosi potrebbe arrivare ancora prima della comparsa dei primi sintomi.
Anche l'età potrebbe cambiare significato. Vivere cento anni potrebbe diventare normale e forse una persona di ottant'anni verrà considerata ancora relativamente giovane. Ma vivere più a lungo non significa automaticamente vivere meglio: bisognerà capire se riusciremo ad aggiungere anni alla vita oppure vera vita agli anni.
Le città potrebbero essere completamente diverse
Forse le automobili come le conosciamo oggi saranno considerate oggetti primitivi. Potremmo spostarci con veicoli automatici, piccoli mezzi volanti o sistemi di trasporto che oggi facciamo fatica persino a immaginare.
Le case potrebbero produrre autonomamente energia, controllare temperatura, illuminazione, sicurezza e consumi. Potrebbero persino preparare parte dei pasti, ordinare quello che manca e accorgersi quando qualcosa non funziona.
Entreremo in casa e magari diremo semplicemente: ''Ho fame''. La cucina saprà già cosa possiamo mangiare, cosa abbiamo mangiato a pranzo e perfino cosa sarebbe meglio evitare.
Comodo? Sicuramente.
Forse anche troppo.
L'intelligenza artificiale sarà dappertutto
Quella che oggi chiamiamo intelligenza artificiale probabilmente tra due secoli sembrerà semplice archeologia informatica.
Le macchine potrebbero diventare collaboratori, insegnanti, assistenti, medici, progettisti e compagni quotidiani. Potrebbero conoscere le nostre abitudini meglio di quanto le conosciamo noi stessi.
E qui arriva il primo grande ''ma''.
Se una macchina decide il percorso migliore, il cibo migliore, il lavoro migliore, la temperatura migliore e persino il momento migliore per andare a dormire, quanto resterà delle nostre decisioni?
Potremmo diventare più liberi dalla fatica e contemporaneamente più dipendenti dalla tecnologia.
Forse lavoreremo molto meno
Molti lavori ripetitivi potrebbero sparire. Robot e sistemi automatici potrebbero coltivare campi, costruire edifici, trasportare merci, pulire strade e produrre buona parte degli oggetti necessari alla società.
In teoria potrebbe essere una grande conquista: meno lavoro obbligatorio e più tempo per vivere.
Ma anche qui compare una domanda difficile: cosa farà l'uomo con tutto quel tempo?
Studierà? Viaggerà? Creerà arte? Starà con gli altri? Oppure passerà intere giornate davanti a mondi virtuali perfetti dimenticandosi lentamente di quello reale?
Il vero lusso potrebbe diventare la natura
Oggi desideriamo velocità, connessione e tecnologia. Tra duecento anni potrebbe succedere esattamente il contrario.
Una passeggiata dentro un bosco vero, una sorgente pulita, un cielo completamente buio dove vedere le stelle, un piccolo paese senza traffico e una giornata trascorsa senza dispositivi elettronici potrebbero diventare esperienze preziosissime.
Forse il futuro riscoprirà proprio ciò che oggi stiamo lentamente abbandonando: silenzio, natura, lentezza e comunità.
E i piccoli paesi?
Oggi molti borghi italiani soffrono lo spopolamento. Tra duecento anni alcuni potrebbero essere completamente scomparsi, altri invece potrebbero rinascere proprio grazie alla tecnologia.
Se lavorare non richiederà più vivere vicino a una grande città, abitare in montagna o in un piccolo paese potrebbe diventare nuovamente conveniente.
Vecchie case potrebbero essere restaurate con tecnologie moderne, l'energia potrebbe essere prodotta localmente e piccoli mezzi automatici potrebbero eliminare buona parte dei problemi legati alle distanze.
Chissà, forse nel 2226 vivere in un piccolo paese del Molise sarà considerato un privilegio.
Andremo nello spazio?
Probabilmente sì, almeno molto più di oggi.
Potrebbero esistere basi permanenti sulla Luna, insediamenti su Marte e stazioni spaziali enormi. I viaggi extraterrestri potrebbero diventare qualcosa di simile ai primi viaggi oceanici: difficili, costosi, rischiosi, ma possibili.
Forse qualcuno nato sulla Terra vivrà tutta la propria vita su un altro pianeta.
E magari un bambino del 2226 studierà sui libri di storia il nostro periodo e penserà: ''Davvero nel XXI secolo gli esseri umani vivevano tutti su un solo pianeta?''
Ma saremo più felici?
Questa è la vera domanda.
La tecnologia può eliminare la fatica, ridurre il dolore, migliorare la medicina, aumentare la sicurezza e regalarci possibilità straordinarie.
Ma non può garantire automaticamente amicizia, amore, serenità o felicità.
Anche tra duecento anni probabilmente qualcuno sarà innamorato, qualcuno sarà geloso, qualcuno litigherà con il vicino, qualcuno avrà paura del futuro e qualcuno guarderà il cielo chiedendosi quale sia il senso della propria vita.
Potranno cambiare le macchine, le case e le città, ma alcune caratteristiche dell'essere umano potrebbero rimanere sorprendentemente uguali.
Il futuro migliore dipende dal presente
Quando immaginiamo il futuro pensiamo sempre alle invenzioni. Forse invece dovremmo pensare maggiormente alle decisioni.
Il mondo del 2226 dipenderà anche da quello che faremo nei prossimi decenni: da come utilizzeremo l'energia, da come proteggeremo l'ambiente, da come svilupperemo l'intelligenza artificiale e soprattutto da quali valori decideremo di conservare.
Perché una società tecnologicamente perfetta potrebbe comunque essere una società terribile se dimenticasse la libertà, la solidarietà e il rispetto delle persone.
Tra duecento anni...
Avremo probabilmente strumenti meravigliosi. Vivremo più a lungo, viaggeremo più velocemente e sapremo moltissime cose che oggi ignoriamo.
Forse guarderemo il nostro presente con lo stesso sorriso con cui oggi osserviamo una carrozza dell'Ottocento.
Ma potrebbe esserci qualcuno, nel 2226, seduto davanti a una finestra ultratecnologica, che guardando un vecchio filmato del nostro tempo penserà con un pizzico di nostalgia:
''Erano primitivi, avevano mille problemi... però potevano ancora perdersi in un bosco, spegnere tutto e stare semplicemente insieme.''
Il futuro quasi certamente sarà migliore sotto molti aspetti.
La vera sfida sarà riuscire a migliorare il mondo senza dimenticare l'essere umano.











