La realtà ci uccide, la verità anche… ma cosa ci fa andare avanti?
La realtà non chiede permesso
Possiamo immaginare, progettare, sognare e organizzare ogni dettaglio della nostra vita,
ma poi arriva lei: la realtà.
Non bussa alla porta, non domanda se siamo pronti e spesso non rispetta i nostri programmi.
Una malattia, una perdita, un problema economico, una persona che ci delude,
un progetto che sembrava sicuro e improvvisamente crolla.
In quei momenti diciamo che la realtà è crudele.
Forse non è crudele: semplicemente è reale.
E proprio per questo qualche volta fa male.
E la verità?
La verità dovrebbe liberarci, almeno così si dice.
Ma prima di liberarci, certe volte, ci prende a schiaffi.
Scoprire che avevamo torto, capire che qualcuno non era come pensavamo,
accorgersi che il tempo è passato, riconoscere un nostro errore o accettare
che alcune cose non torneranno più come prima non è affatto piacevole.
La bugia può regalarci qualche ora di tranquillità.
La verità, invece, pretende coraggio.
Però possiede un grande vantaggio:
su una verità possiamo ricominciare, su una bugia possiamo soltanto continuare a fingere.
Allora perché continuiamo?
Questa è forse una delle domande più belle che possiamo farci.
Se conosciamo le difficoltà della vita, se sappiamo che prima o poi perderemo qualcosa,
se abbiamo già sperimentato delusioni e fallimenti, perché continuiamo a fare progetti?
Perché piantiamo un albero che crescerà lentamente?
Perché ci innamoriamo?
Perché costruiamo una casa?
Perché iniziamo un viaggio?
Perché diciamo ancora:
«Domani vediamo»?
Perché dentro di noi esiste qualcosa di estremamente testardo.
La speranza.
La speranza non è credere che andrà tutto bene
Spesso confondiamo la speranza con l'ottimismo.
Ma sono due cose diverse.
L'ottimista può pensare:
«Andrà tutto bene.»
La speranza dice qualcosa di molto più forte:
«Non so come andrà, ma vale ancora la pena provarci.»
Ed è proprio questa piccola differenza che ci permette di continuare.
Sperare non significa essere ingenui.
Significa conoscere le difficoltà e decidere comunque di non consegnare loro
l'intera nostra vita.
Ci fanno andare avanti anche le piccole cose
Non servono sempre grandi sogni.
Anzi, probabilmente la maggior parte delle nostre giornate viene salvata
da cose apparentemente insignificanti.
Una telefonata inattesa.
Una passeggiata.
Un pranzo preparato con calma.
Una persona che ci sorride.
Il profumo del pane.
Un cane che ci viene incontro.
Una finestra aperta su una bella giornata.
Una battuta detta al momento giusto.
Il progetto che vogliamo terminare domani.
Sembrano sciocchezze.
Invece sono spesso i piccoli fili con cui teniamo cucita la nostra esistenza.
E poi c'è la fantasia
La fantasia possiede una forza straordinaria:
riesce a portarci per qualche momento dove la realtà non può arrivare.
Possiamo immaginare mondi, persone, viaggi e possibilità.
Possiamo guardare una montagna e pensare a cosa ci sia dietro.
Possiamo osservare un vecchio sentiero e inventare la storia di chi lo percorse
centinaia di anni fa.
Qualcuno potrebbe dire:
«Ma non è reale.»
Certamente.
Ed è proprio questo il bello.
Non tutto ciò che ci aiuta a vivere deve necessariamente essere reale.
Un sogno non esiste ancora, ma può diventare un progetto.
Una storia non è accaduta, ma può regalarci un'emozione vera.
Un desiderio non è una certezza, ma può indicarci una direzione.
Il passato ci insegna, il futuro ci chiama
Viviamo in uno strano punto del tempo.
Dietro di noi abbiamo ciò che non possiamo più modificare.
Davanti abbiamo ciò che non possiamo ancora conoscere.
E in mezzo esiste un istante piccolissimo chiamato presente.
È lì che possiamo scegliere.
Non possiamo riscrivere ieri e non possiamo comandare domani,
ma possiamo ancora decidere cosa fare oggi.
Forse la speranza nasce proprio da questo:
dalla consapevolezza che la storia non è ancora completamente scritta.
La realtà, quindi, non ci uccide davvero
Ci ferisce qualche volta.
Ci ridimensiona.
Ci costringe a cambiare strada.
Ci ricorda che non siamo immortali e che non possiamo controllare tutto.
Anche la verità può farci male.
Ma dopo il dolore lascia qualcosa di prezioso:
un terreno solido sul quale mettere nuovamente i piedi.
E quando realtà e verità sembrano diventare troppo pesanti,
intervengono sogni, affetti, curiosità, fantasia e speranza.
Sono loro che ci fanno guardare oltre l'angolo.
Forse il segreto è tutto qui
La realtà ci dice dove siamo.
La verità ci dice come stanno le cose.
La memoria ci ricorda da dove veniamo.
La fantasia ci mostra ciò che non esiste ancora.
E la speranza ci sussurra che vale la pena continuare il viaggio.
Non sappiamo cosa accadrà domani.
Ed è una delle cose che più ci spaventano.
Ma, pensandoci bene, è anche una delle cose più belle.
Perché fino a quando il domani rimane sconosciuto,
esiste ancora una possibilità.
E qualche volta basta proprio quella.











