La fortuna di stare in piccoli paesi: il Molise, un paese ideale
Vivere in un piccolo paese ha certamente qualche limite, ma possiede anche
vantaggi che spesso comprendiamo soltanto quando li perdiamo. E il Molise,
con i suoi paesi sparsi tra montagne, colline, vallate e mare, sembra fatto
apposta per ricordarcelo.
Il lusso di conoscere chi incontriamo
In un piccolo paese difficilmente siamo completamente anonimi. Il barista sa
come prendiamo il caffè, il panettiere ci riconosce, incontriamo il vicino,
salutiamo il commerciante e magari sappiamo anche chi ha piantato quei pomodori
che stiamo comprando.
Qualcuno potrebbe considerarlo un limite: tutti sanno tutto di tutti!
Ed effettivamente qualche volta una notizia percorre un paese più velocemente
di Internet. Ma dietro questa curiosità esiste anche qualcosa di prezioso:
le persone si accorgono della nostra presenza e, soprattutto, della nostra assenza.
Se per qualche giorno non ci vedono passare, prima o poi qualcuno domanda:
''Ma che fine hai fatto?''
Nelle grandi città potremmo abitare nello stesso palazzo per dieci anni senza
sapere il nome del vicino.
Dieci minuti e cambia il mondo
Una delle fortune del Molise è la vicinanza tra ambienti completamente diversi.
Basta spostarsi di pochi chilometri e il paesaggio cambia. Una strada attraversa
un bosco, un'altra scende verso una vallata, poco dopo appare un borgo costruito
sulla montagna.
Possiamo uscire dal centro abitato e ritrovarci rapidamente nel verde.
Non occorre organizzare una spedizione per vedere un albero, ascoltare un
ruscello o camminare lungo una strada di campagna.
E se ci spostiamo verso la costa troviamo Termoli e l'Adriatico; andando invece
verso l'interno incontriamo montagne, boschi, tratturi e piccoli centri dove il
tempo sembra avere conservato un ritmo differente.
Il traffico? A volte sono tre automobili
Naturalmente anche nei centri molisani esistono traffico, parcheggi difficili e
momenti di confusione. Ma basta confrontarli con quelli delle grandi metropoli
per ridimensionare immediatamente il problema.
In molti paesi possiamo ancora uscire di casa, fare una commissione, fermarci
al bar, comprare il pane e tornare senza aver trascorso metà della giornata
bloccati nel traffico.
E qualche volta ci lamentiamo perché davanti a noi ci sono tre automobili.
Siamo ormai diventati esigenti!
Il silenzio è diventato un bene prezioso
Una volta il silenzio sembrava normale. Oggi è quasi un prodotto di lusso.
Viviamo circondati da telefoni, notifiche, televisori, motori, pubblicità e
informazioni continue.
In molti piccoli centri molisani basta invece aspettare la sera per sentire
qualcosa che nelle città è quasi scomparso: niente.
Ed è un ''niente'' bellissimo. Qualche cane in lontananza, il vento, gli insetti
d'esta''te, le campane oppure una macchina che passa ogni tanto. Rumori che non
disturbano il silenzio, ma quasi lo completano.
Mangiare conoscendo la provenienza
Il piccolo paese conserva inoltre un rapporto particolare con il cibo.
Qui è ancora possibile sapere chi produce l'olio, chi coltiva l'orto,
chi prepara il formaggio, chi vende la carne o da quale zona arriva un prodotto.
Il Molise possiede olio, tartufi, formaggi, salumi, legumi, ortaggi, pasta,
prodotti da forno, vino e tante produzioni locali che spesso non hanno bisogno
di grandi campagne pubblicitarie: parlano attraverso il sapore.
Non significa rifiutare supermercati e comodità moderne, ma avere ancora una
scelta. Possiamo comprare industriale quando serve e cercare il prodotto locale
quando vogliamo qualità, tradizione e un rapporto diretto con chi lo produce.
Qui le stagioni si vedono ancora
Nei piccoli paesi il calendario non è soltanto quello appeso al muro.
Le stagioni modificano davvero la vita.
In primavera cambiano i colori delle campagne. In estate arrivano feste,
sagre e persone che tornano nei paesi d'origine. In autunno iniziano castagne,
funghi, tartufi, vendemmie e raccolte. In inverno alcuni centri diventano
silenziosi, le montagne si coprono di neve e le case tornano ad essere il
centro della giornata.
È un modo di vivere più vicino ai ritmi naturali, anche se magari ce ne
accorgiamo poco proprio perché ci siamo abituati.
Il problema dei servizi esiste
Naturalmente sarebbe sbagliato trasformare il piccolo paese in una cartolina
perfetta. Vivere lontano dai grandi centri può significare avere meno servizi,
meno trasporti, meno occasioni di lavoro e qualche difficoltà in più per
raggiungere ospedali, scuole, uffici o attività specialistiche.
Sono problemi reali e proprio questi problemi contribuiscono allo spopolamento
di molti centri molisani.
La soluzione, però, non dovrebbe essere abbandonare i paesi, ma renderli più
facili da abitare: collegamenti migliori, Internet efficiente, sanità vicina,
servizi condivisi tra comuni, incentivi alle attività locali e possibilità
concrete di lavorare anche a distanza.
La tecnologia potrebbe salvarli
Un tempo vivere in paese significava necessariamente essere lontani dal mondo.
Oggi non dovrebbe più essere così.
Con una buona connessione possiamo lavorare, studiare, acquistare, vendere,
parlare con persone dall'altra parte del pianeta e gestire attività senza
spostarci continuamente.
È forse proprio qui che il Molise potrebbe trovare una delle sue opportunità:
offrire tranquillità, natura e qualità della vita senza rinunciare alla
connessione con il resto del mondo.
Un programmatore, un professionista, un artista, un artigiano digitale o chi
lavora da remoto potrebbe vivere tranquillamente in un paese molisano e avere
clienti a Roma, Milano, Londra o New York.
Un paese dove possiamo ancora fermarci
Forse la differenza più grande è questa: nei piccoli paesi possiamo ancora
fermarci.
Possiamo incontrare qualcuno per strada e parlare dieci minuti senza avere
necessariamente programmato un appuntamento. Possiamo sederci davanti a un bar
e osservare la piazza. Possiamo passeggiare senza avere una destinazione.
Sembrano cose inutili secondo la logica della produttività moderna.
E invece forse sono proprio quelle che rendono umana una giornata.
Il Molise come grande paese
Il Molise ha poco più delle dimensioni di una piccola regione, ma spesso
funziona quasi come un grande paese formato da tanti piccoli paesi.
Ci si incontra, ci si riconosce, scopriamo conoscenze comuni e qualche volta
una persona incontrata a cinquanta chilometri di distanza sembra essere quasi
un vicino di casa.
Da Isernia a Campobasso, da Agnone a Larino, da Bojano a Termoli, passando
attraverso decine di piccoli comuni, cambiano accenti, ricette, paesaggi e
tradizioni, ma rimane una sensazione comune di appartenenza a una terra
abbastanza piccola da poter essere conosciuta davvero.
Forse siamo più fortunati di quanto pensiamo
Ci lamentiamo spesso del Molise, qualche volta giustamente. Mancano occasioni,
alcuni paesi perdono abitanti, certi servizi sono insufficienti e troppe persone
sono state costrette ad andare altrove per costruirsi un futuro.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato non vedere ciò che abbiamo.
Abbiamo spazio, natura, silenzio, paesi, tradizioni, prodotti eccellenti,
rapporti umani ancora riconoscibili e una qualità della vita che molte grandi
città cercano disperatamente di ricostruire artificialmente.
Forse il Molise non deve diventare una metropoli per avere un futuro.
Deve semplicemente diventare un posto moderno nel quale sia ancora possibile
vivere come in un paese.
E un giorno potremmo accorgerci che quella che consideravamo una debolezza
era invece la nostra fortuna più grande.
Perché vivere in un piccolo paese non significa necessariamente avere
un mondo più piccolo. A volte significa semplicemente avere più spazio per
viverlo.











