Il Molise è piccolo, questo lo sappiamo. Ma piccolo non vuol dire inutile, né tantomeno senza identità.
Ogni tanto torna fuori la vecchia domanda: ha ancora senso una regione Molise autonoma?
E qualcuno propone di unirci all’Abruzzo, alla Puglia, o magari di dividerci tra territori vicini.
Ma prima di rispondere bisogna capire dove siamo, da dove veniamo e perché il Molise dà così fastidio a chi ragiona solo con i numeri.
I confini del Molise: perché qualcuno vorrebbe aggregarci all’Abruzzo o alla Puglia?
I confini del Molise
Il Molise si trova nel cuore dell’Italia centro-meridionale. È una regione di passaggio,
stretta tra montagne, colline, fiumi, tratturi e mare. Confina:
- con l’Abruzzo a nord;
- con il Lazio a ovest;
- con la Campania a sud-ovest;
- con la Puglia a sud-est;
- con il mare Adriatico nella zona di Termoli.
Questa posizione particolare rende il Molise una terra di incrocio.
Non siamo completamente Abruzzo, non siamo Puglia, non siamo Campania e non siamo Lazio.
Abbiamo preso qualcosa da tutti, ma siamo rimasti una cosa diversa.
Una regione piccola, ma non nata per caso
Per molti anni il Molise è stato legato amministrativamente all’Abruzzo.
Si parlava infatti di Abruzzi e Molise.
Poi, nel Novecento, il Molise ha ottenuto la propria autonomia regionale.
Questa separazione non fu soltanto una questione burocratica.
Dietro c’era il bisogno di dare voce a un territorio che rischiava di restare sempre periferia
dentro una regione più grande. Il Molise aveva, e ha ancora oggi, una sua storia,
una sua geografia, una sua cultura e una sua identità.
Il punto è semplice: se sei piccolo e stai dentro una struttura più grande,
spesso finisci per contare poco. E il Molise, già allora, voleva evitare di diventare
solo una zona marginale amministrata da lontano.
Perché ci propongono di unirci all’Abruzzo?
L’ipotesi più ricorrente è quella di tornare con l’Abruzzo.
Il motivo è storico: per molto tempo siamo stati insieme.
Inoltre alcune aree del Molise, soprattutto l’Alto Molise, hanno rapporti naturali
con l’Abruzzo interno.
Pensiamo ad Agnone, Capracotta, Pietrabbondante, Castel del Giudice:
territori montani che, per clima, paesaggio e collegamenti, guardano spesso verso
l’Abruzzo e l’Appennino centrale.
Chi propone l’unione con l’Abruzzo dice:
“Il Molise è troppo piccolo, insieme all’Abruzzo avrebbe più forza politica,
più risorse e una gestione più efficiente.”
Sulla carta il ragionamento può sembrare pratico.
Ma bisogna chiedersi: diventeremmo davvero più forti o saremmo solo la parte più debole
di una regione più grande?
Perché qualcuno guarda invece alla Puglia?
L’altra ipotesi riguarda soprattutto il Basso Molise e la costa.
Termoli, Larino, Campomarino, Montenero di Bisaccia e diversi comuni del litorale
hanno rapporti economici e geografici molto forti con la Puglia, in particolare con la zona di Foggia.
La costa molisana è breve, ma strategica. Termoli è il principale sbocco sul mare della regione,
con porto, turismo, industria e collegamenti verso le Isole Tremiti.
È normale che qualcuno immagini un legame più stretto con la Puglia.
Anche qui il discorso è pratico:
“Il Basso Molise ha più rapporti con la Puglia che con il resto della regione.
Perché non unirlo a un territorio economicamente più grande?”
Ma anche questa proposta apre un problema: il Molise verrebbe spezzato.
La costa da una parte, l’interno dall’altra.
Sarebbe una soluzione o la fine definitiva di un’identità regionale?
Il vero motivo: siamo piccoli e facciamo poca paura
Diciamolo senza troppi giri di parole: il Molise viene messo spesso in discussione
perché è piccolo, ha pochi abitanti e conta poco nei grandi equilibri politici nazionali.
Se una regione ha milioni di abitanti, nessuno si permette facilmente di dire:
“aboliamola” o “dividiamola”.
Con il Molise invece succede, perché siamo pochi.
I problemi esistono, inutile negarlo:
- spopolamento dei paesi;
- giovani che vanno via;
- sanità spesso in difficoltà;
- collegamenti ferroviari e stradali deboli;
- poche grandi industrie;
- scarso peso politico nazionale.
Questi problemi però non si risolvono cancellando il nome Molise da una cartina.
Si risolvono con una politica seria, con progetti concreti, con servizi migliori,
con infrastrutture, turismo, lavoro e valorizzazione reale del territorio.
Essere piccoli può essere un difetto, ma anche un vantaggio
Il Molise ha un limite evidente: è piccolo.
Ma proprio questa dimensione potrebbe essere anche la sua forza.
Una regione piccola può essere più riconoscibile, più autentica, più facile da raccontare.
Può puntare su:
- turismo lento;
- borghi;
- tratturi;
- natura;
- prodotti tipici;
- qualità della vita;
- mare e montagna nello stesso territorio;
- cultura sannita e tradizioni locali.
Il problema è che spesso non sappiamo presentarci.
Abbiamo cose belle, ma le raccontiamo poco.
Abbiamo luoghi autentici, ma non sempre li colleghiamo tra loro.
Abbiamo storia, ma spesso la lasciamo chiusa nei libri o nei musei.
Il Molise non è solo una linea sulla mappa
I confini non sono soltanto linee disegnate su una cartina.
Sono memoria, appartenenza, abitudini, dialetti, ricette, paesaggi, mercati,
strade percorse, famiglie, paesi e campanili.
Il Molise non è nato per caso.
È una terra difficile, certo. A volte scomoda. A volte dimenticata.
Ma è anche una regione con un carattere preciso: riservato, ruvido, silenzioso,
ma profondamente vero.
Aggregarci all’Abruzzo o alla Puglia potrebbe sembrare una soluzione amministrativa.
Ma rischierebbe di trasformarci in periferia di qualcun altro.
E noi periferia lo siamo già stati abbastanza.
Conclusione: il Molise va migliorato, non cancellato
La domanda giusta non è:
“A chi dobbiamo aggregare il Molise?”
La domanda vera dovrebbe essere:
“Come facciamo a far funzionare meglio il Molise?”
Perché cancellare una regione è facile sulla carta.
Molto più difficile è renderla viva, moderna, utile ai suoi cittadini.
Il Molise ha bisogno di meno lamenti e più visione.
Meno campanilismi e più collaborazione.
Meno rassegnazione e più coraggio.
Non dobbiamo diventare Abruzzo.
Non dobbiamo diventare Puglia.
Dobbiamo finalmente imparare a essere Molise, ma sul serio.
04/06/2026
A.I. Claudio
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