Camminare a piedi per Campobasso: guarda, scopri e ammira
Una passeggiata nel capoluogo molisano è anche un piccolo viaggio nel tempo, dal quartiere
ottocentesco alle stradine medievali che conducono sulla collina Monforte.
Da dove iniziare la passeggiata
Un buon punto di partenza è il centro cittadino, nella zona di Piazza Vittorio Emanuele II.
Qui si trova il Palazzo San Giorgio, sede del Comune, e si percepisce subito il carattere
più moderno e ordinato di Campobasso.
Prima di iniziare la salita conviene camminare senza fretta lungo le strade del centro,
osservando palazzi, negozi, bar e persone. Campobasso non è soltanto una città da visitare:
è una città da vivere, ascoltando il suo movimento quotidiano.
Villa De Capoa, una pausa nel verde
Chi desidera allungare il percorso può raggiungere Villa De Capoa, uno dei
giardini storici più conosciuti della città. È un luogo adatto per passeggiare tra alberi,
viali, aiuole e angoli tranquilli.
La villa rappresenta una piacevole parentesi verde prima di entrare nella parte più antica
e ripida di Campobasso. Una panchina, qualche minuto di riposo e poi si può riprendere il cammino.
Il centro murattiano
Tornando verso il cuore della città si attraversa il cosiddetto centro murattiano,
sviluppatosi soprattutto dopo il terremoto del 1805. Le strade sono più larghe e regolari rispetto
ai vicoli del borgo medievale.
In questa parte di Campobasso si incontrano edifici pubblici, attività commerciali, caffè e luoghi
di ritrovo. È la città costruita fuori dall'antica cinta muraria, più aperta e pianeggiante, ma
sempre collegata visivamente alla collina dominata dal Castello Monforte.
La Cattedrale della Santissima Trinità
Tra le tappe principali della passeggiata c'è la
Cattedrale della Santissima Trinità, situata nel centro cittadino.
La sua facciata chiara e solenne si distingue dagli edifici circostanti e invita a una breve sosta.
Entrare in una chiesa durante una camminata permette anche di rallentare. Per qualche minuto
scompaiono il traffico e i rumori esterni, lasciando spazio al silenzio, all'arte e alla riflessione.
Verso il borgo antico
Dalla parte moderna si può iniziare la salita verso il borgo antico di Campobasso.
Il paesaggio urbano cambia rapidamente: le vie diventano strette, le pendenze aumentano e le case
sembrano appoggiarsi le une alle altre.
Qui non bisogna avere fretta. Ogni vicolo può mostrare un arco, una scala, un portale, una piccola
finestra, uno stemma o una parete di pietra consumata dal tempo. È proprio nei dettagli che il
centro storico racconta la sua storia.
Alcuni passaggi conservano ancora il ricordo delle antiche porte, delle torri e delle mura che
proteggevano l'abitato medievale.
Piazza San Leonardo
Una delle soste più caratteristiche è Piazza San Leonardo, cuore del borgo antico.
La piazza è raccolta, circondata da edifici storici e dominata dalla chiesa dedicata al santo.
Qui ci si può fermare per osservare il passaggio tra la Campobasso moderna e quella medievale.
Un tempo la zona era uno dei centri principali della vita cittadina e ancora oggi conserva
un'atmosfera particolare.
La chiesa di San Bartolomeo
Continuando la salita si incontra la chiesa di San Bartolomeo, uno degli edifici
religiosi più antichi e rappresentativi della città. La sua pietra, la posizione e la struttura
essenziale si inseriscono perfettamente nel paesaggio del borgo.
Nelle vicinanze si trova la Torre Terzano, legata alla leggenda di Delicata Civerra e Fonzo
Mastrangelo, due giovani appartenenti a famiglie rivali. È una storia campobassana di amore,
divisioni e dolore che ricorda, in parte, il racconto di Romeo e Giulietta.
La chiesa di San Giorgio
Poco più in alto si raggiunge la chiesa di San Giorgio, considerata tra le più
antiche di Campobasso. La semplicità dell'edificio, il campanile e la posizione panoramica
rendono questa tappa particolarmente suggestiva.
San Giorgio è anche il patrono della città. Fermarsi davanti alla chiesa significa quindi
incontrare una parte importante dell'identità religiosa e popolare di Campobasso.
La Via Matris e la salita finale
Per raggiungere la sommità della collina si può seguire il percorso della
Via Matris, immerso nel verde e scandito da rappresentazioni legate al dolore
della Vergine Maria.
La salita richiede un po' di impegno, soprattutto per chi non è abituato alle pendenze, ma
può essere affrontata con calma. Ogni pausa offre una visuale diversa sui tetti del borgo e
sulla città moderna.
Il Castello Monforte
Alla fine della salita appare il Castello Monforte, simbolo di Campobasso.
La fortificazione domina la città dall'alto e conserva un aspetto massiccio e austero, nato
principalmente per controllare e difendere il territorio.
Il castello prende il nome da Nicola II Monforte, che lo restaurò nel Quattrocento dopo il
terremoto del 1456. La sua posizione permette di comprendere immediatamente perché questo
luogo fosse così importante dal punto di vista militare.
Prima di entrare o di avvicinarsi alle mura conviene girarsi e guardare in basso: la fatica
della salita viene ripagata dal panorama.
Il panorama sulla città e sul Molise
Dalla collina Monforte Campobasso appare divisa, ma nello stesso tempo unita. In basso si vedono
il centro moderno, i quartieri più recenti e le strade regolari; più vicino al castello si riconosce
il fitto intreccio del borgo antico.
Nelle giornate limpide lo sguardo si allunga verso le colline e le montagne del Molise e delle
regioni vicine. Non serve conoscere il nome di ogni cima: basta fermarsi, respirare e ammirare.
È probabilmente questo il momento più bello della passeggiata, perché permette di osservare
dall'alto tutto il percorso appena compiuto.
I musei lungo il percorso
Chi ha ancora tempo può completare la giornata visitando alcuni musei cittadini. Il
Museo Sannitico conserva testimonianze archeologiche utili per conoscere
le popolazioni che abitarono il territorio molisano prima e durante l'epoca romana.
Molto particolare è anche il Museo dei Misteri, dedicato alle strutture ideate
nel Settecento da Paolo Saverio Di Zinno. Durante il Corpus Domini queste grandi macchine vengono
portate a spalla per le vie cittadine, con persone che sembrano sospese nell'aria.
Una visita al museo aiuta a comprendere il lavoro, la tecnica e la partecipazione popolare
che si nascondono dietro una delle tradizioni più importanti di Campobasso.
Una sosta al bar
Dopo la discesa è quasi obbligatoria una sosta. Nel centro di Campobasso non mancano bar e locali
dove bere un caffè, prendere una bibita o assaggiare un dolce.
Fermarsi al tavolino permette di osservare la vita cittadina da un'altra prospettiva. Dopo aver
guardato monumenti e panorami, si possono guardare le persone, ascoltare le conversazioni e
percepire il ritmo quotidiano del capoluogo molisano.
Quanto è impegnativa la camminata?
Il percorso può essere adattato alle proprie condizioni. La parte moderna è abbastanza semplice,
mentre la salita verso il Castello Monforte presenta gradini, vicoli inclinati e tratti più faticosi.
- Indossare scarpe comode e con una buona suola.
- Portare una bottiglia d'acqua, soprattutto in estate.
- Evitare le ore più calde della giornata.
- Procedere lentamente sulle strade in pietra o bagnate.
- Controllare in anticipo gli orari di apertura di castello, chiese e musei.
Per una passeggiata completa, comprese le soste, possono servire dalle tre alle cinque ore.
Chi preferisce un percorso più leggero può limitarsi al centro moderno e alla parte bassa del borgo.
Campobasso al tramonto
Nel tardo pomeriggio la città cambia volto. Le pietre del borgo assumono colori più caldi,
le luci iniziano ad accendersi e il Castello Monforte diventa ancora più evidente sulla collina.
Camminare al tramonto è piacevole soprattutto nei mesi estivi, quando le temperature diminuiscono
e le strade tornano ad animarsi. In autunno e in inverno, invece, l'aria fresca e la possibile nebbia
regalano al centro storico un'atmosfera più misteriosa.
Una città da guardare con calma
Campobasso non si presenta con un unico grande monumento capace di raccontare tutto. La sua bellezza
è distribuita tra piazze, chiese, vicoli, scale, palazzi, musei, giardini e panorami.
Bisogna camminare per collegare questi luoghi e comprenderne il significato. Passo dopo passo,
la città moderna lascia spazio al borgo medievale e il rumore delle automobili viene sostituito
dal silenzio della collina.
Visitare Campobasso a piedi significa proprio questo: guardare senza fretta, scoprire
ciò che spesso passa inosservato e ammirare il Molise dall'alto.











