Tra fantasia e realtà esiste un confine strano. A volte è netto, altre volte quasi invisibile. Ci svegliamo la mattina con i problemi veri, le bollette vere, gli impegni veri e magari anche qualche dolore vero. Poi basta un pensiero, una battuta, un ricordo o una piccola immaginazione e per qualche minuto tutto cambia. La realtà resta esattamente dov'è, ma noi la guardiamo in maniera diversa.
Settembre in Molise è un mese particolare. L’estate non è ancora davvero finita, ma l’autunno comincia già a farsi sentire. Le giornate restano spesso luminose e piacevoli, mentre la sera l’aria diventa più fresca e nei paesi di montagna torna quella sensazione di tranquillità che accompagna il cambio di stagione.
Le favole sono nate molto prima della televisione, dei social network e dei telefonini. Per secoli hanno insegnato ai bambini, ma spesso anche agli adulti, a distinguere il bene dal male, la prudenza dall'imprudenza, la generosità dall'egoismo. Oggi però viviamo in un mondo completamente diverso. Viene quindi spontaneo chiedersi: una favola moderna riesce a educare più di una favola antica?
Ogni volta che aumentano la luce, il gas, la benzina, gli alimentari, le assicurazioni o le tasse, il consiglio sembra essere sempre lo stesso: bisogna risparmiare. Consumare meno, comprare meno, uscire meno, rinunciare a qualcosa. Un consiglio certamente sensato, almeno all'inizio. Ma c'è un problema: non possiamo risparmiare all'infinito.
Dire che siamo tutti falsi forse è esagerato, ma una cosa è certa: nessuno mostra sempre tutto di sé. Ogni giorno scegliamo cosa dire, cosa tacere, cosa addolcire e perfino cosa raccontare in modo diverso da come è realmente accaduto. A volte lo facciamo per educazione, altre per paura, altre ancora per convenienza. E allora nasce una domanda semplice solo in apparenza: se ognuno racconta la propria versione, come facciamo a sapere qual è la verità?
Dimenticare è una delle cose più strane che fa la nostra mente. A volte vorremmo ricordare e non ci riusciamo, altre volte vorremmo cancellare qualcosa e invece quel ricordo continua a tornare. Poi esiste una terza possibilità, forse ancora più complicata: diciamo di aver dimenticato, ma in realtà abbiamo soltanto deciso di mettere una cosa da parte.
Viviamo in un'epoca curiosa. Abbiamo più possibilità rispetto al passato, più tecnologia, più comodità, più oggetti, più informazioni e più occasioni per confrontarci con gli altri. Eppure spesso abbiamo la sensazione che non basti mai nulla. Una casa potrebbe essere più grande, l'automobile più nuova, il telefono più potente, lo stipendio più alto, le vacanze più lunghe. Anche quando raggiungiamo qualcosa, dopo poco compare un nuovo desiderio. E allora viene spontanea una domanda: accontentarsi di poco, magari soltanto del minimo necessario, potrebbe bastarci?
Arriva la bolletta della luce. Poi quella del gas. Poi il telefono, l’acqua, l’assicurazione, una tassa che avevamo quasi dimenticato e magari anche qualche rata che ci guarda silenziosamente dal conto corrente. La prima sensazione difficilmente è di felicità. Anzi, spesso pensiamo esattamente il contrario: “Ecco, un altro pagamento!”
Se potessimo prendere una persona vissuta nel Medioevo e portarla improvvisamente nel nostro tempo, probabilmente penserebbe di essere arrivata in un mondo impossibile. Vedrebbe città illuminate durante la notte, automobili, aerei, ospedali, telefoni capaci di comunicare con ogni parte del pianeta, acqua corrente nelle case e supermercati pieni di prodotti provenienti da continenti lontani. Dal punto di vista della vita umana, molte cose sono indubbiamente migliorate. Ma se fosse invece la Terra a poter parlare, forse il suo giudizio sarebbe molto più complicato.
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