Possiamo vivere senza automobile, senza televisione, senza internet e perfino senza elettricità, anche se oggi ci sembrerebbe impossibile. Ma esiste qualcosa di cui nessun essere umano può fare a meno: l'acqua. È presente nel nostro corpo, negli alimenti, nelle piante, negli animali e praticamente in ogni processo che rende possibile la vita. Eppure, proprio perché siamo abituati ad aprire un rubinetto e vederla scorrere, raramente ci chiediamo da dove arrivi, quanta ne abbiamo realmente a disposizione e cosa accadrebbe se un giorno cominciasse a mancare. In Molise questa domanda assume un significato particolare, perché viviamo in una regione attraversata da fiumi, ricca di montagne, sorgenti e bacini idrici, ma non per questo immune dai problemi legati alla disponibilità dell'acqua.

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Perché la nostra esistenza dipende dall'acqua e il Molise quanta ne ha?



Perché senza acqua non possiamo esistere?



Il corpo umano è composto mediamente per circa il 60% di acqua, con percentuali che cambiano secondo l'età, il sesso e la composizione corporea. Questo significa che una persona di 70 chilogrammi può contenere all'incirca 40-42 litri d'acqua. Non si tratta semplicemente di un liquido che beviamo per dissetarci: l'acqua trasporta sostanze nutritive, contribuisce alla regolazione della temperatura corporea, permette l'eliminazione di numerosi prodotti di scarto e partecipa alle reazioni chimiche necessarie al funzionamento delle cellule. Senza un apporto adeguato, l'organismo comincia rapidamente a soffrire. La sopravvivenza senza acqua può ridursi a pochi giorni, soprattutto in presenza di temperature elevate o intensa attività fisica.



Ma l'importanza dell'acqua va molto oltre il nostro organismo. Le piante ne hanno bisogno per la fotosintesi, gli animali per sopravvivere e l'agricoltura per produrre gli alimenti che consumiamo quotidianamente. Anche il pane che mangiamo, la pasta, la carne, la frutta e la verdura dipendono, direttamente o indirettamente, dalla disponibilità d'acqua. Una società può affrontare la mancanza temporanea di molte risorse, ma senza acqua potabile, agricoltura e servizi igienici la sua stessa esistenza viene messa in discussione.



La Terra è piena d'acqua, ma quanta possiamo bere?



Osservando il nostro pianeta dallo spazio, vediamo una superficie dominata dal blu. Circa il 71% della superficie terrestre è coperto dall'acqua, ma questo dato può ingannare. Circa il 97,5% dell'acqua del pianeta è salata, mentre soltanto il 2,5% circa è dolce. E gran parte di quest'ultima si trova imprigionata nei ghiacciai oppure custodita nel sottosuolo. L'acqua dolce immediatamente accessibile nei fiumi e nei laghi rappresenta quindi una frazione molto piccola del totale.



Questo ci porta a una considerazione importante: l'acqua non scompare dalla Terra, perché continua a circolare attraverso evaporazione, condensazione, precipitazioni e infiltrazione nel terreno. Tuttavia può diventare inutilizzabile, contaminata, troppo distante oppure non disponibile nel momento in cui serve. Per questo motivo parlare di abbondanza d'acqua non significa necessariamente parlare di sicurezza idrica.


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Il Molise: una piccola regione con un grande patrimonio idrico



Il Molise occupa una superficie di circa 4.460 chilometri quadrati, ma possiede un territorio particolarmente interessante dal punto di vista idrografico. Le montagne dell'Appennino, le precipitazioni, i terreni permeabili e la presenza di numerosi bacini fluviali favoriscono la raccolta e la circolazione delle acque. Una parte scorre in superficie, alimentando fiumi e torrenti, mentre un'altra penetra nel terreno e raggiunge falde e acquiferi sotterranei, dai quali può riemergere attraverso le sorgenti.



La ricchezza idrica molisana, però, non può essere misurata contando soltanto i fiumi o osservando quanta acqua scorre dopo una giornata di pioggia. Per sapere quanta acqua possiede davvero la regione bisogna considerare le precipitazioni annuali, la quantità che evapora, quella utilizzata dalla vegetazione, l'acqua che raggiunge il sottosuolo, le portate dei fiumi e soprattutto le riserve effettivamente utilizzabili. Sono valori che cambiano nel corso delle stagioni e degli anni.



I grandi fiumi del Molise



Il Biferno è uno dei simboli dell'acqua molisana. Nasce nell'area di Bojano, attraversa buona parte del territorio regionale e raggiunge il mare Adriatico dopo un percorso di circa 85 chilometri. Lungo il suo corso incontra ambienti naturali, terreni agricoli, insediamenti umani e il grande invaso del Liscione. Il Biferno rappresenta quindi non soltanto un elemento geografico, ma anche una risorsa ambientale ed economica.



Il Trigno segna per un lungo tratto il confine tra Molise e Abruzzo e raggiunge anch'esso l'Adriatico. Il Fortore interessa


21/10/2026

A.I. Claudio

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