Camminata in bicicletta tra paesaggi e boschi dell’Alto Molise
Una passeggiata su due ruote
La bicicletta permette di conoscere l’Alto Molise da un punto di vista diverso.
Le distanze tra i paesi possono sembrare brevi, ma salite, discese e altitudine
rendono ogni percorso abbastanza impegnativo.
Per questo motivo possiamo parlare di una vera e propria
camminata in bicicletta: si pedala con calma, si rallenta nei
tratti più ripidi e, quando serve, si scende dalla sella per continuare a piedi.
Il premio è rappresentato dai panorami, dal fresco dei boschi e dai profumi
della montagna.
Un itinerario tra Castel del Giudice, Capracotta e Pescopennataro
Uno dei percorsi più belli può iniziare da
Castel del Giudice, proseguire verso
Capracotta e terminare nei boschi di
Pescopennataro.
Non si tratta necessariamente di un unico itinerario ciclabile segnalato:
il percorso deve essere organizzato scegliendo strade provinciali poco
trafficate, tratti sterrati e sentieri adatti alle biciclette.
Prima di partire è quindi importante controllare la traccia, le condizioni
del fondo e l’eventuale presenza di lavori o divieti.
Prima tappa: Castel del Giudice
Castel del Giudice è un buon punto di partenza per una giornata in bicicletta.
Il paese è circondato da montagne, frutteti e campagne curate. Prima della
partenza si può fare una breve passeggiata nel centro abitato, riempire la
borraccia e controllare ancora una volta freni e pneumatici.
Uscendo dal paese comincia gradualmente la salita verso Capracotta.
La strada attraversa un ambiente aperto e panoramico, con vedute che cambiano
continuamente. Nei giorni limpidi lo sguardo raggiunge montagne lontane,
paesi arroccati e profonde vallate.
Seconda tappa: Capracotta
L’arrivo a Capracotta, a oltre 1.400 metri di altitudine,
rappresenta uno dei momenti più emozionanti del viaggio. La salita può essere
faticosa, soprattutto per chi utilizza una bicicletta tradizionale, ma può
essere affrontata senza fretta e con diverse soste.
Nel paese è possibile fermarsi per bere, mangiare qualcosa e recuperare le
energie. Una passeggiata tra le strade del centro permette anche di ammirare
il paesaggio circostante e comprendere quanto la vita locale sia legata alla
montagna.
Chi desidera un giro più breve può concludere qui la propria escursione.
Chi invece ha ancora forza nelle gambe può proseguire verso
Prato Gentile, uno dei luoghi naturali più conosciuti della zona.
Deviazione verso Prato Gentile
Prato Gentile offre ampi spazi verdi circondati dal bosco. È il posto ideale
per una sosta, un pranzo al sacco o qualche minuto di riposo all’ombra.
Il silenzio è interrotto soltanto dal vento, dagli uccelli e dal rumore delle
ruote sul terreno.
Alcuni tratti possono essere sterrati, fangosi o ricoperti da foglie e pietre.
Una mountain bike o una bicicletta gravel è quindi più adatta rispetto a una
normale bici da strada.
Terza tappa: i boschi di Pescopennataro
Da Capracotta si può proseguire in direzione di
Pescopennataro, conosciuto come il paese della pietra e degli
abeti. Qui il paesaggio cambia nuovamente: le strade entrano nel bosco e la
temperatura diventa più fresca anche durante l’estate.
Nei dintorni del paese sono presenti percorsi frequentati da escursionisti
e appassionati di mountain bike. È però necessario seguire soltanto sentieri
consentiti e adatti al proprio livello di preparazione.
Tra abeti, faggi, radure e rocce, il tragitto diventa una vera immersione
nella natura. Conviene procedere lentamente, perché dietro ogni curva può
comparire un nuovo panorama oppure un tratto sconnesso che richiede prudenza.
Una seconda proposta: Montedimezzo e Vastogirardi
Per chi preferisce un’escursione più raccolta si può organizzare un percorso
nei dintorni di Vastogirardi e della foresta di
Montedimezzo.
Montedimezzo appartiene alla Riserva della Biosfera
Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise. La zona è attraversata da sentieri,
strade forestali e percorsi naturalistici, ma non tutti sono necessariamente
aperti o adatti alle biciclette.
Prima di entrare nella riserva bisogna leggere la segnaletica e rispettare
le indicazioni presenti. In alcuni punti potrebbe essere necessario lasciare
la bicicletta oppure condurla a mano, evitando di disturbare gli animali e
danneggiare il sottobosco.
L’escursione può essere completata con una visita al centro storico di
Vastogirardi oppure all’area archeologica del santuario sannitico,
trasformando la pedalata in una giornata dedicata alla natura e alla storia.
Il fascino degli antichi tratturi
Nell’Alto Molise è possibile incontrare anche tratti degli antichi tratturi,
le grandi vie erbose utilizzate per la transumanza. Uno dei più importanti è
il tratturo Castel di Sangro-Lucera, che attraversa paesaggi
rurali, prati e zone boscate.
Pedalare lungo un tratturo significa seguire una strada molto più antica
delle moderne provinciali. Il fondo può però cambiare rapidamente:
erba alta, terra, pietre, fango e piccoli avvallamenti rendono consigliabile
l’impiego di una mountain bike.
Anche quando il percorso sembra semplice, è bene non abbandonare la traccia
conosciuta e non attraversare terreni privati, campi coltivati o zone dove
pascolano animali.
Bicicletta tradizionale oppure elettrica?
Le strade dell’Alto Molise presentano numerose salite. Chi è allenato può
affrontarle con una mountain bike o una gravel tradizionale, utilizzando
rapporti adatti alle pendenze.
Per una passeggiata più tranquilla, la
bicicletta elettrica a pedalata assistita rappresenta una
soluzione molto utile. L’assistenza non elimina completamente la fatica,
ma permette di affrontare i dislivelli senza trasformare la giornata in
una prova sportiva eccessiva.
Prima della partenza bisogna controllare l’autonomia della batteria.
Nei piccoli paesi e nelle aree boschive non è sempre facile trovare un punto
di ricarica. È meglio quindi partire con la batteria completa e conservare
una parte dell’energia per il ritorno.
Quanto può durare il percorso?
La durata dipende dalla preparazione, dal tipo di bicicletta e dal numero
delle soste. Per una pedalata turistica si possono considerare tre possibilità:
-
Percorso facile: da 8 a 15 chilometri, prevalentemente
intorno a un paese o all’interno di un’area naturale accessibile.
-
Percorso medio: da 20 a 35 chilometri, con salite,
discese e qualche tratto sterrato.
-
Percorso impegnativo: oltre 40 chilometri, con forti
dislivelli e collegamenti tra più paesi.
In montagna è sbagliato valutare un itinerario soltanto in base ai chilometri.
Un percorso di venti chilometri con lunghe salite può richiedere più energie
di un tragitto pianeggiante molto più lungo.
Cosa portare
- Casco ben allacciato.
- Una o due borracce d’acqua.
- Piccolo spuntino o pranzo al sacco.
- Camera d’aria, leve, pompa e kit per le riparazioni.
- Telefono carico e batteria portatile.
- Mappa cartacea oppure traccia scaricata sul telefono.
- Giacca leggera impermeabile e antivento.
- Occhiali, crema solare e guanti da bicicletta.
- Un indumento più caldo anche durante l’estate.
- Una piccola busta per riportare indietro tutti i rifiuti.
Quando partire
La tarda primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno sono generalmente i
periodi più adatti. In primavera i prati sono verdi e ricchi di fiori,
mentre in autunno i boschi assumono colori spettacolari.
Anche in piena estate la temperatura può diminuire rapidamente, soprattutto
nei boschi e nelle località più alte. Temporali, vento e nebbia possono
arrivare in poco tempo. La partenza nelle prime ore del mattino permette di
pedalare con maggiore tranquillità e di avere diverse ore di luce a disposizione.
In inverno molti percorsi possono essere coperti da neve o ghiaccio e non
devono essere affrontati senza attrezzatura ed esperienza specifiche.
Le regole della bicicletta nel bosco
- Rallentare quando si incontrano persone a piedi.
- Dare sempre la precedenza agli escursionisti.
- Non uscire dai sentieri autorizzati.
- Non raccogliere fiori, piante o piccoli animali.
- Non lasciare rifiuti, nemmeno quelli biodegradabili.
- Non accendere fuochi.
- Tenere una velocità moderata nelle discese.
- Chiudere eventuali cancelli attraversati lungo il percorso.
- Non avvicinarsi al bestiame e ai cani da guardiania.
- Evitare rumori inutili che possano disturbare la fauna.
Attenzione agli incontri con gli animali
Nei boschi si possono osservare uccelli, scoiattoli e altri animali selvatici.
L’incontro deve essere vissuto a distanza, senza tentare di seguirli o
avvicinarli.
Lungo prati e tratturi è possibile incontrare greggi, bovini e cani da
guardiania. In questo caso bisogna rallentare, scendere dalla bicicletta,
mantenere la calma e aggirare lentamente gli animali senza attraversare
il gregge.
Una sosta con i sapori dell’Alto Molise
Dopo una lunga pedalata ci si può fermare in un piccolo ristorante, in un
agriturismo o in una bottega locale. Formaggi, salumi, pane, legumi, tartufo,
zuppe e dolci tradizionali possono trasformare una semplice sosta in un’altra
tappa del viaggio.
Il pranzo deve però restare proporzionato al percorso ancora da compiere.
Mangiare troppo durante una salita rende la ripartenza molto più difficile.
Una soluzione pratica può essere uno spuntino durante il tragitto e un pasto
completo soltanto al termine della pedalata.
Non una corsa, ma un modo di conoscere il Molise
Una camminata in bicicletta nell’Alto Molise non deve essere misurata soltanto
con i chilometri percorsi. Contano le soste, gli incontri, il rumore delle
foglie, il profumo del bosco e la soddisfazione di raggiungere lentamente
un paese visibile in lontananza.
Si può partire da Castel del Giudice, salire verso Capracotta, attraversare
i boschi di Pescopennataro oppure scegliere la zona di Vastogirardi e
Montedimezzo. Ogni percorso offre qualcosa di diverso, ma conserva lo stesso
carattere: silenzio, natura e piccoli centri abitati ancora legati alla
montagna.
L’importante è preparare il viaggio, rispettare il territorio e non avere
fretta. Nell’Alto Molise anche scendere dalla bicicletta e continuare per
qualche metro a piedi fa parte dell’avventura.











